Manager HR e fidelizzazione dei talenti

di Teresa Barone

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I responsabili delle Risorse Umane italiani temono la perdita dei ?top performer?: ecco i consigli per fidelizzare e motivare i talenti.

Per i responsabili delle Risorse Umane delle aziende nazionali la paura di perdere i “talenti” è sentita tanto quanto l’urgenza di accaparrarsi le migliori professionalità in circolazione. Lo afferma una recente ricerca Robert Half, condotta su un campione di cento manager e direttori del settore HR.

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Secondo quanto si evince dall’indagine portata avanti dalla società di recruiting, infatti, la percentuale dei responsabili HR che teme di non riuscire a fidelizzare i lavoratori altamente qualificati presenti in azienda è pari al 74%, ragion per cui è necessario mettere in atto efficaci strategie mirate a conquistare la lealtà dei propri “top performer“, soluzioni che non necessariamente si basano sulla concessione di bonus o premi economici ai dipendenti e quindi dispendiose per le stesse imprese.

Che cosa avviene quando un talento lascia l’azienda? Quali sono le conseguenze? Risponde a questi quesiti Carlo Caporale, Associate Director di Robert Half .

«Le eventuali conseguenze di una (o più) uscita dall’azienda sono ben chiare ai responsabili delle Risorse Umane: le dimissioni dei dipendenti più qualificati possono creare una certa destabilizzazione, generando demotivazione tra i collaboratori che restano. Inoltre, assumere e formare una nuova risorsa si rivela spesso un’impresa lunga e costosa, soprattutto quando il dimissionario è un collaboratore che, oltre alle elevate competenze relative alla sua funzione, possiede la profonda conoscenza e i valori della cultura aziendale.»

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Da Robert Half arrivano anche alcuni preziosi consigli per motivare e fidelizzare i dipendenti diretti ai responsabili delle Risorse Umane: per prima cosa è necessario offrire loro una chiara prospettiva di carriera, coinvolgendoli nella programmazione degli obiettivi aziendali e concedendo opportunità formative.

Altre parole chiave fondamentali per motivare i talenti sono: autonomia, flessibilità e comunicazione chiara e trasparente, tre ingredienti indispensabili per valorizzare i professionisti evitando che inizino a guardare altrove.

Se concedere riconoscimenti riconoscendo la qualità del lavoro svolto è importante, ancora più decisivo è stabilire compensi corrispondenti al valore di mercato, aggiornando le retribuzioni ameno una volta ogni 12 mesi.

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