Niente panico per i manager!

di Chiara Basciano

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L'Istud rivela una situazione psicologica traballante per i manager

Stress, pressione, incertezza minano la stabilità dei manager italiani, creando una situazione tesa per le aziende.

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Non è facile rimanere saldi al potere quando le condizioni ambientali sono traballanti e la ricerca effettuata dall’Istud (effettuata intervistando 300 dirigenti e quadri di diversi settori) rivela che più di un quarto di loro mostra molte difficoltà nel compito principale per un dirigente, vale a dire avviare nuove attività che facciano crescere l’azienda.

La situazione psicologica è molto difficile e il 34% confessa di perdere facilmente concentrazione e lucidità a causa della continue pressioni. Il 23% inoltre ha difficoltà a mantenere un sano equilibrio tra vita pubblica e privata, anche a causa delle molte energie richieste dalla prima.

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Maria Rita Fiasco, responsabile executive development programme dell’Istud spiega che «Sia pure con caratteristiche e impatti culturali diversi questi disagi siano comuni anche ai manager europei e Usa nelle medesime situazioni. Ci sono fattori macro-economici che si sommano, la morfologia dei sistemi produttivi e i modelli di business stanno cambiando profondamente. Si sta parlando di questa fase come della IV rivoluzione industriale. Il taglio delle posizioni manageriali ad esempio ha riguardato negli ultimi anni tutta l’Europa. Ma la tipicità italiana esiste, sia dal punto di vista strutturale, sia dal punto di vista culturale: spesso la formazione manageriale è stata affrontata con un approccio sostanzialmente tecnico o tecnocratico. Nella complessità attuale occorre coltivare anche altre capacità: leadership, coraggio, mindfulness ad esempio».

Inoltre consiglia di affrontare la situazione con coraggio e innovazione, guardando all’azienda come una start up e quindi rimettendo in discussione priorità e valori dell’azienda.

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