Sport e lavoro

di Chiara Basciano

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Una nuova ricerca sottolinea l'importanza del giusto equilibrio tra attività fisica e lavoro d'ufficio

Una connessione accertata da più parti è quella tra rendimento sul lavoro e benessere fisico, che si traduce anche in salute mentale.

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Alle voci del coro si aggiungono ora anche i dati ottenuti dal sondaggio Randstad Workmonitor. Secondo questo infatti il 78% dei lavoratori afferma di rendere meglio sul lavoro quando compie una regolare attività fisica.

Nonostante questo è raro che i posti di lavoro prendano in considerazione la cura di questo aspetto, lasciandolo alla responsabilità personale dei lavoratori. Dall’altro lato i lavoratori non considerano negativamente i luoghi di lavoro sprovvisti di palestre o attrezzature sportive.

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Marco Ceresa, Amministratore Delegato di Randstad Italia afferma «I lavoratori italiani sembrano fedeli al motto ‘mens sana in corpore sano’. La convinzione che l’attività fisica sia di aiuto anche nelle performance di lavoro è ampiamente diffusa tra i dipendenti di tutto il mondo, ma in Italia si nota una particolare attenzione al benessere psico-fisico, percepito come il frutto di una combinazione di worklife balance e attività fisica regolare. Di certo, un lavoratore in forma fisicamente e mentalmente sta meglio e approccia con maggiore ottimismo e proattività la giornata lavorativa; in questo modo contribuisce meglio agli obiettivi di business. L’impresa non può che trarre beneficio da questo atteggiamento positivo che si riflette sulla quantità e qualità produttiva. Deve, anzi, incentivarlo con un supporto concreto ad uno stile di vita sano».

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