Leadership emotiva: quali i vantaggi?

di Teresa Barone

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Gestire al meglio dipendenti e collaboratori scegliendo uno stile di leadership basato sulle emozioni.

Non è semplicemente orientato al compito e al risultato ma riesce a creare un clima lavorativo sereno dedicando attenzione a ciascun collaboratore: il leader emotivo riesce a valorizzare il singolo, ma è proprio questo modo di “vedere” i dipendenti a favorire impegno, efficienza e produttività.

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I vantaggi di approccio manageriale emotivo non mancano, basti pensare agli esiti della ricerca resa nota dal Journal of Occupational and Organizational Psychology e pubblicata nel marzo 2012, indagine che svela come i dipendenti siano in grado di produrre risultati migliori se stimolati emotivamente attraverso l’edificazione di un ambiente lavorativo armonioso e collaborativo, costruito grazie alla presenza di un leader attento alle esigenze del suo team e pronto ad ascoltare.

La gestione della sfera emotiva rappresenta una risorsa fondamentale per promuovere una leadership efficace, partendo dalla consapevolezza del proprio stato emotivo e dall’autogestione delle emozioni, riuscendo poi a incamerare gli spunti emotivi che arrivano dagli altri.

Importante, inoltre, è anche identificare gli stati emotivi altrui cercando di svelare anche quelli che i collaboratori cercano di tenere nascosti, evitando di cadere nelle cosiddette trappole emotive: diffidare del dipendente che mostra un atteggiamento perennemente passivo, evitando di contestare o quantomeno chiedere chiarimenti riguardo le scelte che arrivano dall’alto.

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Un approccio emotivo, inoltre, può aiutare il leader a smascherare il collaboratore che drammatizza ogni situazione mostrando reazioni eccessive, così come il dipendente che ama creare conflitti o è solito tentare di manipolare i colleghi.

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