Tedeschi sull’orlo di una crisi di nervi

di Chiara Basciano

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La Germania rivede le politiche del lavoro e cerca di combattere le cause di stress dei lavoratori

I più alti standard produttivi di Europa devono pur sempre pagare uno scotto e allora non sorprende che i tedeschi soffrano sempre di più per stress da lavoro.

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A rilevarlo è la compagnia assicurativa Techniker Krankenkass che analizzando i dati relativi al 2013 ha messo in evidenza un aumento di stress del 53%. Nonostante lo stress abbia molte cause è in ogni caso il lavoro a causare le difficoltà maggiori, infatti il 61% individua in esso la fonte di preoccupazione, seguito dai problemi familiari, per il 47%, l’educazione dei figli per il 46% e le difficoltà finanziarie per il 40%.

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In notevole aumento il numero dei tedeschi richiedenti la pensione di invalidità derivante da problemi psicologici, arrivato a 66.441 persone. Da questa situazione deriva quella che sarà la proposta di legge del Ministro del Lavoro Andrea Nashles improntata alla tutela del lavoratore. La volontà sarebbe quella di dare tregua alle incessanti mail e telefonate fuori dall’orario di lavoro, invitando i dirigenti ad evitare di uscire fuori dai confini, come stanno già facendo importanti compagnie private tra cui Deutsche Telekom, Puma, Volkswagen e Bmw.

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Ma chi sono i lavoratori maggiormente sottoposti a stress? Secondo l’indagine si tratta di lavoratori tra i 36 e i 45 anni. Ben l’80% di questa fascia d’età ammette di essere sottoposta a forti pressioni e di aver dovuto chiedere un numero molto alto di giorni di malattia, negli ultimi 15 anni infatti sono aumentati anch’essi dell’80%. Sono forse davvero arrivati i tempi di ripensare il modo di affronatre il lavoro anche nel paese più forte d’Europa.