Perché i dipendenti si ammalano di lunedì?

di Teresa Barone

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Sia nel settore pubblico sia nel privato le assenze per malattia iniziano spesso di lunedì: i dati diffusi dalla Cgia di Mestre su report Inps.

Il lunedì è quasi sempre una giornata no, soprattutto per i datori di lavoro che devono avere a che fare con le assenze per malattia dei propri dipendenti. Secondo quanto afferma la Cgia di Mestre, infatti, nel primo giorno della settimana vengono presentati il 30% dei certificati medici che dimostrano l’indisposizione del lavoratore, impossibilitato a recarsi in ufficio o comunque a prestare servizio.

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I dati, estratti dall’Osservatorio sulla certificazione di malattia dei lavoratori dipendenti privati e pubblici attivato dall’Inps nel 2011, mostrano come su più di 13 milioni e 365 mila eventi di malattia registrati nel corso del 2012, 4 milioni siano stati denunciati proprio di lunedì.

Una cifra ce Giuseppe Bortolussi della Cgia commenta con queste parole: «Nel fine settimana si concentrano le attività conviviali e quelle legate al tempo libero. Con l’avvento della crisi, inoltre, sono sempre di più coloro che per risparmiare eseguono piccoli lavori di manutenzione nel proprio giardino o nell’abitazione in cui vivono. Iniziative che, in qualche modo,contribuiscono ad aumentare gli acciacchi degli italiani. Tenendo conto che molti medici di base il sabato e la domenica non svolgono la normale attività ambulatoriale, l’elevato numero di certificati che si riscontra al lunedì è in gran parte riconducibile a queste situazioni.»

Sono sempre i report diffusi dalla Cgia a mostrare come nel settore pubblico ci si ammali di più rispetto alle aziende private, tuttavia alla luce dei dati è possibile affermare che la durata media delle assenze per malattia si mantenga entro cinque giorni dalla presentazione della documentazione medica (nel 71,7% dei casi).

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A livello nazionale, invece, esistono sensibili disparità regionali: se in Calabria la media relativa al 2012 calcolata per lavoratore è pari a 34,6 giorni di malattia in ambito pubblico, in Emilia Romagna e in Venero la cifra scende rispettivamente fino a 16,3 e 15,5 giorni all’anno, toccando i 15,3 in Trentino Alto Adige.

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