Uomini stressati dal telelavoro

di Teresa Barone

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Tutti vorrebbero poter lavorare da casa, ma ?troppo? telelavoro rischia di stressare i lavoratori del sesso forte.

Conciliazione dei tempi, part-time e telelavoro sono diventate ormai parole chiave fondamentali per le lavoratrici donne, generalmente ritenute maggiormente inclini a chiedere maggiore flessibilità per trovare un equilibrio tra carriera e vita familiare.

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Anche i colleghi uomini, tuttavia, sembrano mostrare un crescente interesse verso le iniziative che favoriscono la conciliazione dei tempi a beneficio della famiglia e della prole: lo evidenzia uno studio promosso negli USA dal Working Mother Research Institute in collaborazione con Ernst & Young, indagine che rivela come gli esponenti del sesso forte siano più soddisfatti e produttivi se gli viene concessa una qualche forma di flessibilità.

Ma attenzione, la ricerca – condotta su un campione di 10000 lavoratori con un’età media di 39 anni e almeno un figlio – mette in guardia le aziende disposte a concedere il telelavoro ai dipendenti maschi: stando ai dati, infatti, la maggior parte degli uomini preferisce comunque ritagliarsi solo un giorno a settimana per lavorare da casa, recandosi in ufficio per il tempo restante. 

I lavoratori che praticano il telelavoro cinque giorni su cinque, invece, rappresentano la categoria maggiormente stressata e ammettono di temere che la loro carriera possa essere messa in discussione proprio a causa dell’assenza fisica dalla scrivania in ufficio, sottolineando come questa condizione porti a un inevitabile sensazione di isolamento.

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L’indagine fa luce, inoltre, sulle opinioni dei manager chiamati a gestire i dipendenti che operano da remoto: se otto su 10 sono disposti a concedere maggiore flessibilità ai collaboratori, il 39% preferirebbe non dover gestire un team di lavoro attivo fuori dalle mura dell’ufficio.

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