Conflitti sul lavoro: classificarli, gestirli, risolverli

di Teresa Barone

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Consigli ai manager chiamati a risolvere quotidianamente i conflitti che sorgono tra dipendenti e collaboratori.

Il manager è spesso chiamato ad appianare eventuali dispute tra i suoi collaboratori, facendo in modo che le divergenze di opinione (talvolta in grado di favorire la nascita di nuove idee) non si tramutino in controversie insormontabili.

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Prima di cercare di risolvere un conflitto sul lavoro è importante identificare di che natura è lo stesso scontro, decidendo in seguito quale strategia utilizzare per riportare la situazione alla normalità. 

Se il conflitto è funzionale, ad esempio, il disaccordo ha un’origine concreta e non entrano in gioco le emotività individuali, protagoniste invece di uno scontro basato sui ruoli e sulle mansioni dove sono coinvolti i sentimenti.

Per affrontare una disputa che ha origine all’interno del proprio team, è bene evitare di in contrare ciascun antagonista separatamente, un’azione che rafforzerebbe le posizioni individuali impedendo di trovare un accordo tra le parti. Creando una conversazione aperta a tutti, invece, si consentirebbe a ciascuno di riassumere brevemente la propria opinione senza interruzioni o interventi esterni.

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Oltre a rassicurarli tutti i collaboratori coinvolti che si ha piena fiducia nella loro capacità di risolvere il problema, il manager  dovrebbe cercare di far emergere le criticità ponendo alcune domande dirette in grado di stimolare risposte concise, chiare ed esemplificative, mettendo in luce tutte le possibili conseguenze di un’azione prima di arrivare alla soluzione definitiva.

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