Abilità dei nuovi assunti: cosa conta davvero?

di Teresa Barone

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Competenze trasversali o scuola prestigiosa? Ecco cosa influisce realmente sulla scelta dei candidati da assumere.

Quali sono le qualità da ricercare nelle nuove risorse da assumere? Quali caratteristiche non devono mancare nei lavoratori più giovani e freschi di studi? Se l’acquisizione di competenze specifiche può essere incentivata attraverso adeguati programmi formativi, non è possibile insegnare alcuni valori fondamentali che rendono un dipendente una risorsa indispensabile per la sua azienda.

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Un sondaggio lanciato da Bridge, società che si occupa della gestione del personale, ha dato vita a una infografica che rivela quali sono i fattori determinanti nel processo di assunzione: indagando sule preferenze di manager, la maggior parte è concorde nel ritenere fondamentali una buona etica del lavoro (85%) e la capacità di lavorare bene in team, oltre alla professionalità e a spiccate doti comunicative.

Interpellati sui tratti meno importanti che un dipendente deve possedere, il 79% dei manager ha collocato al primo posto la provenienza da una scuola prestigiosa.

Se l’85% dei manager ha confermato l’impegno nel fornire una formazione adeguata ai neo assunti, il 29% è convinto che l’attitudine al lavoro di squadra possa essere insegnata, così come la capacità di ottimizzare il tempo.

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In sintesi, si può affermare che a decretare l’assunzione di un candidato sia la valutazione delle sue competenze trasversali piuttosto che l’analisi delle abilità tecniche e delle specifiche conoscenze di settore, che possono essere acquisite sul posto di lavoro.

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