Aria viziata in ufficio? A rischio la capacità decisionale

di Teresa Barone

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Livelli sballati di CO2 negli ambienti chiusi alterano la qualità del lavoro, processo decisionale compreso.

La concentrazione di anidride carbonica all’interno degli spazi ristretti, come gli uffici dove si trascorrono non poche ore ogni giorno, potrebbe raggiungere livelli tali da danneggiare la salute e compromettere la qualità del lavoro.

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I sostenitori di questa teoria sono un team di ricercatori provenienti da Harvard e dalla Syracuse University, autori di uno studio pubblicato sulla rivista Environmental Health Perspectives.

Secondo gli studiosi, infatti, gli esiti di un test – che ha coinvolto 24 volontari attivi in tre differenti ambienti di lavoro “simulati” – mostrano una stretta correlazione tra i livelli di CO2 nell’aria (negli ambienti chiusi) e le funzioni del cervello.

Le conseguenze potrebbero essere una riduzione della funzione cognitiva e una compromissione del processo decisionale, con significativi sulla produttività, l’apprendimento e la sicurezza.

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Superare i limiti consigliati, inoltre, potrebbe influire sulla capacità delle persone di utilizzare le informazioni, far fronte a una possibile crisi ed elaborare strategie efficaci.

Per approfondimenti: Abstract sull’Environmental Health Perspectives.

 

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