Premi di produttività da oltre 1.800 euro per quasi 4 milioni di lavoratori

di Teresa Barone

22 Giugno 2026 07:17

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Il report del Ministero del Lavoro al 15 giugno 2026 segna premio medio in crescita e oltre 13.600 contratti attivi, concentrati nelle PMI del Nord

Il premio di produttività medio sale a 1.812,36 euro lordi annui e arriva a oltre 3,8 milioni di lavoratori del settore privato. Lo certifica il Ministero del Lavoro, che fotografa contratti in crescita e una diffusione concentrata nelle piccole imprese del Nord. I contratti attivi sono 13.677, di cui 11.846 aziendali e 1.831 territoriali.

I dati principali, aggiornati al 15 giugno 2026:

  • il premio medio annuo è pari a 1.812,36 euro, con i contratti aziendali a 1.924,12 euro e i territoriali a 1.211,62 euro;
  • i lavoratori beneficiari sono 3.853.732, di cui 2,8 milioni con contratto aziendale e 1,1 milioni con contratto territoriale;
  • i contratti attivi al 15 giugno 2026 sono 13.677, in larga parte aziendali;
  • sul premio si applica l’imposta sostitutiva all’1% fino a 5.000 euro per il biennio 2026-2027.

Premio medio a 1.812 euro e in crescita ogni mese

Il valore annuo medio del premio è di 1.812,36 euro, in aumento di 16,71 euro sul mese precedente e di 207,12 euro rispetto a dicembre 2025, secondo i dati del Ministero del Lavoro, a conferma di un trend in salita costante per uno strumento ormai diffuso soprattutto fra le aziende sotto i 50 dipendenti.

Per i contratti aziendali il premio medio vale 1.924,12 euro mentre per quelli territoriali si ferma a 1.211,62 euro, un divario che penalizza i lavoratori delle imprese più piccole, dove la contrattazione territoriale è più frequente.

Indicatore Contratti aziendali Contratti territoriali
Contratti attivi 11.846 1.831
Lavoratori beneficiari 2.778.572 1.075.160
Premio medio annuo 1.924,12 euro 1.211,62 euro

Contratti attivi concentrati nelle PMI del Nord

I 13.677 contratti attivi si concentrano per il 71% al Nord, contro il 18% del Centro e l’11% del Sud. Per dimensione aziendale la diffusione premia le imprese più piccole: il 47% riguarda aziende con meno di 50 dipendenti, il 37% quelle con almeno 100 dipendenti e il 16% la fascia intermedia tra 50 e 99. Per settore prevalgono i servizi (65%), seguiti da industria (34%) e agricoltura (1%).

Obiettivi dei contratti tra produttività e welfare aziendale

La maggior parte dei contratti punta su obiettivi di produttività: sono 11.244 su 13.677, seguiti da redditività (8.602) e qualità (7.407). I piani di partecipazione agli utili restano una nicchia, con 1.246 contratti, mentre le misure di welfare aziendale compaiono in 8.990 contratti, segno della scelta crescente di convertire il premio in beni e servizi anziché in denaro.

Tassazione all’1% fino a 5.000 euro nel 2026

Sui premi erogati nel 2026 e 2027 si applica un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali pari all’1%, entro un tetto di 5.000 euro lordi, per effetto dell’articolo 1, commi 8 e 9, della legge 30 dicembre 2025, n. 199. L’agevolazione spetta ai dipendenti del settore privato con reddito da lavoro fino a 80.000 euro nell’anno precedente e presuppone un premio fissato dalla contrattazione di secondo livello, aziendale o territoriale. Per il solo 2025 l’aliquota agevolata era al 5%. Lo stesso tetto di 5.000 euro vale anche quando il lavoratore converte il premio in benefit aziendali.