I danni della disoccupazione

di Francesca Vinciarelli

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La disoccupazione provoca stress e depressione, cosa fare e come reagire.

La crisi economica ha colpito tutti i settori e tutte le categorie lavorative, ma purtroppo alcune ne hanno risentito e ne risentono tutt’ora.

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Ma di questa crisi l’Italia è forze il paese che ne ha risentito di più, il confronto con gli altri paesi per alcune percentuali è molto pesante, in alcuni paesi con la crisi la disoccupazione è addirittura diminuita. Ma di certo non tutti i paesi sono cosi fortunati, in media in Europa la crisi ha lasciato grandi segni e la disoccupazione è cresciuta in grande dose. Purtroppo in Italia ci sono delle categorie e delle regione che ne hanno più risentito, tra queste donne, giovani e il sud Italia.

Le donne e i giovani nel mondo del lavoro, devono affrontare molte difficoltà, per le donne i problemi sono vari, purtroppo sono presenti ancora tante discriminazioni, dopo aver superato la difficoltà di trovare lavoro, devono affrontare differenze sia di retribuzione e sia di carriera ed anche le difficoltà per quanto riguarda la conciliazione tra lavoro e maternità. I giovani invece vengono spesso troppo sottovalutati, spesso vengono preferiti lavoratori con più esperienza ed età. Le aziende, sopratutto con la crisi, non vogliono rischiare di assumere personale giovane, poco preparato e con poca voglia di lavorare.

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Il lavoro e di conseguenza la retribuzione sono essenziali per la conduzione della vita, per le problematiche sopra elencate al giorno d’oggi cercare e poi trovare un lavoro può rivelarsi molto più difficile e complicato. Che sia per la mancata esperienza, per l’età, per le capacità non adeguate e conoscenze scarse, il lavoro non si trova o si trova con molta difficoltà, se il problema si fermasse a questo step, si potrebbe, in parte, anche capire perché le aziende hanno paura di puntare su un candidato poco capace. Il problema dei giorno d’oggi è la continua crescita della disoccupazione, per qualsiasi tipo di individuo, capace e non. Gli elementi di prima nella maggior parte dei casi vengono usati più come delle scusanti, per il rifiuto di un curriculum o di una richiesta, ritrovandosi a non essere adatti per l’età, per la poco esperienza e così via. 

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Tutto ciò spesso porta a dover cercare ed accettare, o lavori non inerenti al proprio percorso studio e alle proprie passione, capacità e conoscenze o lavori con una bassa retribuzione. Il problema principale rimane comunque l’esigenza di lavorare, per questo motivo alcune volte si accetta qualsiasi condizione, ma il problema è proprio questo, cosa porta più stress tra disoccupazione e un lavoro mediocre? Potrebbe sembrare assurdo, ma avere un lavoro che non piace, danneggia più di non averlo. Purtroppo trovare un lavoro non soddisfa automaticamente un individuo, proprio per i motivi sopra elencati, tutto ciò però oltre a colpire l’umore colpisce anche la salute. Un lavoro che non piace porta frustrazione, inadeguatezza e abbassa anche la propria autostima. Secondo alcuni studi è infatti emerso che un lavoro non adeguato può provocare più danni della disoccupazione.