Decreto Romani: conseguenze pratiche

di Tullio Matteo Fanti

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All'indomani dell'approvazione del Decreto Romani, facciamo il punto sul no all'identificazione preventiva di blog, motori di ricerca e giornali online, sul giro di vite alla pirateria e ai dubbi sul futuro di Web TV e portali video

Come segnalato anche da PMI.it, ieri è stato approvato il tanto discusso Decreto Romani. Dopo le critiche e le successive rassicurazioni, restano tuttavia evidenti le zone d’ombra e i dubbi intepretativi.

Innanzitutto, le realtà Internet e le dirette TV non sono state considerate come entità chiaramente distinte, e i soggetti operanti nella grande Rete che risultano esenti da autorizzazioni e obblighi vengono indicati solo per esclusione.

Chi invece diffonde online veri e propri palinsesti – ottenendo dalle immagini un ritorno economico (live streaming, Web TV e IPTV) si dovrà uniformare alle regole UE sull’Audiovisivo.

Per quanto riguarda i servizi on-demand a scopo commerciale, sarò necessario presentare una dichiarazione di inizio attività all’AgGom. Se da un lato l’autorizzazione non comporta (come temuto) una valutazione preventiva sui contenuti diffusi, resta irrisolta la questione della responsabilità editoriale dei service provider.

Non viene chiarita, ad esempio, la posizione dei portali commerciali e dei Social Network come ad esempio YouTube (ma si potrebbe parimenti considerare anche Vimeo), che è raccoglitore di video con evidenti guadagni derivati dalla raccolta pubblicitaria. In questo caso, tutto dipenderà dalla interpretazione del decreto.

Per quanto concerne la lotta alla Pirateria, resta inoltre poco chiara la definizione del ruolo riservato allìAgcom, che diverrà controllore dei contenuti della Rete, al fine di stabilire limiti e divieti inerenti l’utilizzo dei contenuti coperti da diritti d’autore e la sospensione di programmi ritenuti non idonei ai minorenni.

Un decreto che quindi sembra affidarsi molto al buon senso dell’AgCom stessa e dei giudici che prenderenno il testo tra le loro mani. Spazio a filtri e oscuramenti? La norma, di fatto, lascia ampio spazio anche a interpetazioni di questo tipo.

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