Aste online e contraffazione: Pmi divise su petizione eBay

di Tullio Matteo Fanti

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Sono oltre 700mila le firme raccolte da eBay con la petizione per chiedere alle autorità UE nuove regole in grado di tutelare i rivenditori dalle grandi produttori, ma per molte Pmi la visione è opposta

Produttori e titolari di marchi protetti da copyright hanno dichiarato guerra ai siti di e-Commerce ed aste online per bloccare la vendita “indiscriminata”” dei propri prodotti sui vari siti della Ue.

Un braccio di ferro che vede utenti e piccoli venditori divisi, e che ha portato persino ad una petizione a firma eBay, protagonista indiscusso di qeusto segmento.

In pratica, il noto portale chiede ora all’Unione Europea una nuova regolamentazione sugli accordi di distribuzione tra produttori e rivenditori, che a loro volta cercano di proteggere l’esclusività dei propri prodotti.

Forte di 750.000 firme di piccoli rivenditori che fanno business sul portale, per molti altri utenti eBay sembra però non tenere conto del rischio contraffazione.

Di fatto, ad oggi eBay appare sempre più un paradiso per consumatori e venditori: una situazione che le multinazionali non sembrano affatto gradire, ma allo stesso tempo neppure tante Pmi che commercializzano i propri prodotti e credono nella giusta tutela del marchio.

Si tratterebbe invece, secondo i legali di eBay, solamente di una scusa per tagliare i portali di vendita online, al fine di imporre ai consumatori prezzi di vendita più elevati. La petizione chiede quindi ai legislatori di modificare la legge europea in merito alla concorrenza, capovolgendo il punto di vista e impedendo pratiche commerciali definite “sleali”.

La maggior parte degli utenti di eBay che ha firmato la petizione lanciata a luglio, provengono da Gran Bretagna, Francia e Germania. Le parti interessate hanno tempo fino al 28 settembre per rispondere alle proposte.

In Italia i rivenditori non sembrano dunque appoggiare la petizione: sui forum in Rete impazza addirittura la protesta dei tanti piccoli venditori che lamentano da parte di eBay la scarsa collaborazione nel tentativo di mostrare le proprie credenziali, a tutela dei consumatori stessi.