Cellulari: la Ue ipotizza costi anche in ricezione

di Alessandro Vinciarelli

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Nell'Unione Europea potrebbe essere adottato un nuovo modello di business per la telefonia mobile, ovvero il pagamento di una tariffa anche quando si riceve una chiamata sul cellulare

Torna alla ribalta lo spettro delle tariffe mobili applicabili anche alle chiamate in ricezione. Realtà diffusa in molti Paesi, potrebbe essere introdotta anche nell’Unione Europea. A ventilare questa ipotesi è stata Viviane Reding, Commissario Ue alle Tlc, intervistata dal Financial Tiems.

In Europa, nel recente passato abbiamo vissuto un periodo positivo per gli utenti finali, con un abbassamento delle tariffe del roaming voce e SMS a seguito delle iniziative comunitarie volte a tutelare i consumatori a garantire maggiore competitività tra operatori, a beneficio delle offerte finali oggi più numerose e varie.

Nella fattispecie, soprattutto con la mediazione del commissario europeo alle Telecomunicazioni Viviane Reding, l’estate scorsa è avvenuto il taglio del roaming voce, mentre quest’anno, a breve, si interverrà per abbassare le tariffe del roaming Sms.

Tuttavia, questi benefici potrebbero essere compensati dalla introduzione di un nuovo modello di business che prevede proprio il tanto temuto sistema di tariffazione in entrata e in uscita, con il conseguente pagamento per le chiamate in ingresso.

Le nuove regole farebbero la fortuna delle compagnie telefoniche europee, che potrebbero ampliare offerta e la profilatura tariffaria, anche se a tremare sono gli utenti.

Intanto, mentre si aspettano eventuali sviluppi, attendiamo per i primi d’autunno che la Commissione Europea pubblichi le linee guida Ue sulle Tlc, per assicurare un rendimento equo degli investimenti e un’infrastruttura condivisa.