UE, ingresso facile per gli immigrati “tecnologici”

di Claudio Mastroianni

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Il governo europeo vuole promuovere un canale privilegiato per attirare nel territorio comunitario esperti e ricercatori nell'ambito delle innovazioni e della tecnologia

Trasferirsi in un paese dell’Unione Europea? Se si è un esperto altamente qualificato in ambito tecnologico, potrebbe diventare più facile.

È questa la proposta dell’esecutivo dell’UE, intenzionato a proporre una “Blue Card” per facilitare l’ingresso nella Comunità di tutti quegli immigrati con competenze tecniche elevate e specifiche, per ridurre il divario di competitività imprenditoriale con altri paesi come Stati Uniti e Australia.

In questi due paesi, infatti, la quantità di esperti stranieri tocca punte rispettivamente del 3,5% e del 9,9%, una cifra nettamente superiore a quanto conseguito dall’Unione Europea (lo 0,9%).

«Al momento, la maggior parte dei lavoratori altamente specializzati va negli Stati Uniti, in Canada e in Australia&raquo ha dichiarato infatti l’attuale presidente della Commissione Europea, Manuel Barroso. Che però aggiunge: «Con la Blue Card Europea vogliamo inviare un messaggio molto chiaro: esperti e specialisti di tutto il mondo sono i benvenuti in Europa».

Ora la proposta dell’esecutivo dovrà essere vagliata dal parlamento europeo e venire approvata all’unanimità. Ma c’è già chi ha espresso i suoi dubbi, come la Germania. A preoccupare maggiormente l’accesso più facile all’UE per chi è in possesso di una Blue Card, superando i vari scorsi burocratici dei vari paesi. Un’intromissione nella politica interna che a molte nazioni potrebbe non piacere.

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