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Legge di Stabilità: aumenta il bollo sul risparmio

di Barbara Weisz

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Legge di Stabilità: ecco gli aumenti in vista per il bollo sui prodotti finanziari, compresi i conti deposito e l'IVAFE.

Fra le pieghe della Legge di Stabilità, così come è uscita dal Senato, c’è una mini stangata sui risparmi con il rialzo allo 0,2% dell’imposta di bollo sui prodotti finanziari, che riguarda ad esempio strumenti relativamente diffusi come i conti deposito o i fondi comuni d’investimento e che è previsto prenda il via dal 1° gennaio 2014. Attualmente, il balzello è allo 0,15%, e fra l’altro è già stato alzato rispetto allo 0,1% del 2012 (primo anno di applicazione, in base al Salva Italia di fine 2011).

Piccoli investimenti penalizzati

La soglia minima resta ferma a 34,2 euro che va a penalizzare soprattutto sui piccoli investimenti dei risparmiatori. L’esempio, del tutto ipotetico, di un risparmiatore che investe 1000 euro è emblematico: applicando l’aliquota dovrebbe spendere 2 euro di bollo, invece sborserà 34,2 euro di imposizione minima, subendo quindi un prelievo che sul suo capitale rappresenta oltre il 3%. Su un investimento di 10 mila euro l’aliquota comporterebbe un bollo di 20 euro, quindi anche qui l’importo minimo di 34,2 euro risulta ancora non assorbito (si ammortizza con investimenti sopra i 22mila 800 euro). Ragionando su capitali più ingenti, su 100 mila euro investiti si pagheranno 200 euro invece dei precedenti 150 euro di bollo.

No tax area

Al Senato erano stati proposti emendamenti per eliminare la soglia minima, o per introdurre una no tax area fino a 5 mila euro (altri ancora prevedeva diverse modulazioni dell’aliquota), ma alla fine non sono stati approvati e dunque nel testo resta l’aumento dello 0,2%. In mancanza di modifiche alla Camera, dove la Legge di Stabilità è in discussione in commissione Bilancio, scatteranno dal gennaio 2014.

Depositi finanziari all’estero

Nel testo della Legge di Stabilità, così come uscito dal Senato, c’è anche un’altra mini patrimoniale sui depositi finanziari all’estero, con un aumento dell’IVAFE (l’imposta sulle attività finanziarie all’estero, introdotta anch’essa dal Salva Italia, Dl 2012/2011), che passa a sua volta dallo 0,15 allo 0,2%. Non c’è nessun aumento, invece, per le rendite finanziarie, con l’imposta che resta quindi al 20% (sono esclusi i titoli di stato, agevolati al 12,5%).

Conti deposito

Può essere utile sottolineare infine che esistono prodotti, ad esempio fra i conti deposito, che prevedono sia la banca a pagare l’imposta di bollo. In questo caso, per il correntista non cambia nulla, perché l’onere fiscale ricade sull’istituto di credito. Si ricorda che la banca ha sempre il diritto di modificare il contratto con il cliente, ma deve effettuarne comunicazione specifica, “con preavviso minimo di due mesi, in forma scritta o mediante altro supporto durevole preventivamente accettato dal cliente”, come recita l’articolo 118 del Testo Unico Bancario (dlgs385/93). A quel punto il cliente ha 60 giorni per recedere, senza spese, alle condizioni precedentemente previste.

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