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Crisi bancarie, nuove tutele UE per correntisti e PMI

di Barbara Weisz

7 Aprile 2026 09:14

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UE, nuove regole sulle crisi bancarie: resta la garanzia fino a 100mila euro e cresce la copertura in alcuni casi. Due anni per il recepimento della riforma.

Il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva un nuovo pacchetto UE sulle crisi bancarie che conferma la garanzia dei depositi fino a 100mila euro per correntista e per banca, amplia il numero di istituti coinvolti nelle regole di risoluzione e rafforza la protezione di clienti al dettaglio, PMI e piccoli enti pubblici. Il quadro resta costruito sul principio che le perdite vadano assorbite prima da azionisti e creditori, riducendo il ricorso al denaro pubblico e rendendo più ordinata la gestione dei dissesti bancari.

Le nuove disposizioni sono contenute in due direttive e un regolamento: la direttiva sul risanamento e la risoluzione delle banche, la direttiva sui sistemi di garanzia dei depositi e il regolamento sul meccanismo di risoluzione unico. Dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea, le norme entreranno in vigore il ventesimo giorno successivo e si applicheranno, salvo eccezioni, dopo 24 mesi.

La soglia dei 100mila euro resta il cardine

I sistemi di garanzia dei depositi, finanziati dal settore bancario, salgono al primo posto nella gerarchia dei rimborsi. Subito dopo vengono i depositanti al dettaglio e le PMI, seguiti dai piccoli enti pubblici, come comuni e autorità regionali, purché non siano investitori professionali.

Per i correntisti, il punto fermo resta comunque la tutela dei depositi fino a 100mila euro per depositante e per banca. La riforma non modifica questa soglia ma interviene sul modo in cui i rimborsi vengono trattati nelle procedure di insolvenza o di risoluzione.

Ai depositi immobiliari copertura più alta

Una delle novità più visibili riguarda alcuni depositi collegati a operazioni immobiliari, che potranno beneficiare di una protezione superiore alla soglia ordinaria. In questi casi la copertura sale da 500mila euro fino a 2,5 milioni di euro, a seconda delle circostanze previste dal nuovo testo europeo.

Rientrano in questa logica le somme transitoriamente elevate presenti sul conto, per esempio dopo una compravendita immobiliare. Il nuovo impianto riconosce che questi saldi non rappresentano sempre una giacenza stabile, ma possono derivare da un passaggio temporaneo di liquidità che richiede una tutela più ampia.

Anche le banche più piccole entrano nella risoluzione

Il pacchetto amplia l’ambito della risoluzione bancaria e del bail-in, includendo anche le banche piccole e medie quando esiste un interesse pubblico alla gestione ordinata della crisi. L’obiettivo è evitare che i dissesti degli istituti minori vengano affrontati solo con strumenti nazionali non uniformi o con soluzioni che scaricano più costi sui contribuenti.

Per accedere a fondi esterni, azionisti e creditori dovranno comunque assorbire perdite pari ad almeno l’8% del totale delle passività e dei fondi propri. Le nuove regole consentono inoltre ai sistemi di garanzia dei depositi di contribuire, in alcuni casi, al raggiungimento di questa soglia, così da agevolare il trasferimento delle attività e l’uscita ordinata della banca dal mercato.

PMI e piccoli enti salgono nella gerarchia dei rimborsi

Il nuovo ordine dei rimborsi rafforza la posizione di PMI e clienti retail rispetto al passato. Dopo i sistemi di garanzia dei depositi, sono infatti queste categorie a collocarsi nella fascia più protetta, davanti ai piccoli enti locali e regionali che non operano come investitori professionali.

Per il tessuto produttivo europeo il segnale è chiaro: la riforma prova a dare maggiore certezza sul trattamento della liquidità aziendale depositata in banca, soprattutto nei casi in cui una crisi coinvolga istituti di minori dimensioni ma con un ruolo rilevante a livello locale o territoriale.