Il Governo ha compiuto un ulteriore passo verso la creazione della Zona Economica Esclusiva nel Mediterraneo. Il Consiglio dei Ministri ha approvato nei giorni scorsi uno schema di Regolamento per un successivo DPR (Decreto del Presidente della Repubblica).
La ZEE consente agli Stati di creare zone oltre le 12 miglia (limite per le ordinarie acque territoriali) all’interno della quale si possono sfruttare determinati diritti economici (in ambito pesca, infrastrutture e risorse naturali come gas o petrolio) entro le 200 miglia dalla costa.
Lo schema approvato prevede la delimitazione della zona economica esclusiva nelle acque del Mar Tirreno centromeridionale (al largo di Sardegna, Lazio e Sicilia), Ionio meridionale e centrale e di parte del Mare Adriatico, riservando ad ulteriori provvedimenti le decisioni sulle restanti porzioni del mare territoriale. Ci sono già accordi con Francia, Croazia e Grecia per delimitare i confini delle rispettive aree di pertinenza.
La creazione della ZEE era prevista dall’articolo 1, comma 2, della legge 91/2021, in base al quale «all’istituzione della zona economica esclusiva, che comprende tutte le acque circostanti il mare territoriale o parte di esse, si provvede con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, da notificare agli Stati il cui territorio è adiacente al territorio dell’Italia o lo fronteggia».
L’approvazione del Regolamento è il primo passaggio dell’iter definitivo dalla normativa primaria. Nella ZEE è possibile esercitare tutti i diritti di pesca, acquacoltura, estrazione di petrolio, produzione di energia rinnovabile. Installare infrastrutture, ad esempio piattaforme petrolifere piuttosto che cavi sottomarini, piuttosto che implementare attività di ricerca scientifica.