Semplificazione amministrativa, arriva la norma taglia-leggi

di Roberto Grementieri

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La riforma della legge n. 133 del 6 agosto 2008 elimina le norme che hanno esaurito i propri effetti, quelle obsolote e quelle abrogate in modo tacito o implicito

La manovra finanziaria contenuta nella legge 6 agosto 2008, n. 133, reca una serie di norme dirette a semplificare l’attività dei poteri pubblici, migliorando il rapporto dello Stato con i privati cittadini e le imprese. Si tratta di un provvedimento col carattere di urgenza che, come tale, difetta di organicità ma che, in ogni modo, racchiude le intenzioni di migliorare la regolamentazione pubblica dei settori economici. In questa sede ci concentreremo su alcune disposizioni della riforma, le più importanti: il taglia-leggi, il taglia-oneri e le novità in materia di privacy; altri interventi minori, invece, verranno trattati brevemente. La cosiddetta norma sul taglia-leggi prevede l’abrogazione espressa di 3.370 provvedimenti, al fine di snellire l’eterogeneo panorama legislativo italiano. Più che una misura innovativa, si tratta di una anticipazione di effetti già prevista. Il meccanismo del taglia-leggi, infatti, è stato istituito dalla legge 14 novembre 2005, n. 246, il cui articolo 14 prevede un’opera di sfoltimento e razionalizzazione dell’ordinamento giuridico, attraverso tre fasi: ricognizione delle norme esistenti, abrogazione delle disposizioni non pertinenti, riordino della legislazione vigente.

La legge 6 agosto 2008, n. 133, si inserisce nella prima fase, mutandone però i caratteri. La disciplina originaria prevedeva l’adozione, entro il 2009, di decreti delegati contenenti le norme in vigore; per quelle non inserite ed anteriori al 1970 era prevista l’abrogazione automatica. La manovra finanziaria in oggetto, invece, introduce due diverse modifiche: da un lato, l’abrogazione è stata anticipata e, dall’altro, è divenuta espressa, realizzando un’inversione del meccanismo utilizzato ed anticipandone i suoi effetti. Le norme abrogate appartengono a tre categorie diverse:

  1. quelle che hanno esaurito i propri effetti;
  2. quelle obsolete;
  3. quelle abrogate in modo tacito o implicito per le quali, a fini di coordinamento, si aggiunge una abrogazione espressa.

Per correggere eventuali errori materiali, la norma prevede una dilazione del momento abrogativo al 180° giorno dall’entrata in vigore della legge di conversione, al fine di consentire la segnalazione da parte delle Amministrazioni interessate di eventuali disposizioni da mantenere in vigore.

La predisposizione dell’elenco delle leggi, poi, ha presentato diversi inconvenienti, legati essenzialmente alla stesura ed alla pubblicazione di una lista così corposa ed eterogenea. Resta da affrontare, infine, il riordino delle norme vigenti e la riduzione dei regolamenti. Il primo compito è diretto a semplificare l’ordinamento nella sua interezza (è proprio su tale lavoro che si potrà valutare la portata e l’efficacia del meccanismo semplificativo). Il secondo aspetto, invece, riguarda lo snellimento delle norme regolamentari, per le quali il lavoro si preannuncia più complesso. Il panorama, in questo caso, è assai esteso e variegato. La norma cosiddetta taglia-oneri segue anch’essa un percorso conosciuto. La misurazione degli oneri è una tra le attività più delicate che cerca di comprendere in quale modo l’Amministrazione Pubblica produca costi sulle imprese e sui cittadini.