Redditometro, parte prima: ecco il Redditest

di Barbara Weisz

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Presentazione ufficiale del Redditest, pronto per il rilascio online: il software di auto-diagnosi può essere usato dal contribuente per confrontare spese sostenute e reddito dichiarato: prima tappa dell'applicazione del Redditometro per l'accertamento sintetico.
Redditometro: pronto il Redditest 2012

Conto alla rovescia per i contribuenti in attesa del Redditest. Il 20 novembre è il giorno di presentazione ufficiale del software di compliance dell’Agenzia delle Entrate volto a misurare la coerenza fra spese sostenute durante l’anno e dichiarazione dei redditi.

Lo strumento online affianca il Redditometro vero e proprio, quello usato dal Fisco per scopi di accertamento ma pronto soltanto fra un anno.

=>Scopri la differenza fra Redditest e Redditometro

Ggarantita la privacy dei dati: il software si scarica sul pc e non rimane traccia online dei dati sulle proprie spese. In pratica, il Fisco non saprà mai quali spese “di troppo” il contribuente può verificare online.  Il meccanismo è semplice: si inseriscono le spese, e il programma effettua una valutazione rispetto alla dichiarazione dei redditi che si intende presentare; se si accende il semaforo verde, significa che le spese sono coerenti con il reddito, in caso contrario ad accendersi sarà invece la spia rossa.

Come si usa il Redditest

Il Redditest serve al contribuente come strumento di auto-diagnosi prima di presentare il 730 o il modello Unico.

Previste un centinaio di voci di spesa divise in sette macro-categorie: abitazione, mezzi di trasporto, assicurazioni e contributi, istruzione, tempo libero e cura della persona, investimenti immobiliari e mobiliari netti, altre spese significative.

=>Scarica l’infografica sul Redditometro 2012-2103

Ci saranno alcuni campi in cui il contribuente dovrà inserire le spese sostenute, soprattutto quelle più importanti (ad esempio, il mutuo). E ci saranno altre spese che il programma aggiungerà automaticamente, ad esempio quelle per il cibo o l’abbigliamento. L’entità di queste voci dipende da una serie di dati che il programma conosce, che vanno dall’andamento dell’inflazione misurata dall’Istat alle caratteristiche delle diverse tipologie familiari.

Questo, secondo quanto si capisce fino ad ora, è un elmento comune fra Redditest e Redditometro. I contribuenti italiani sono divisi in 55 gruppi, prevedendo 11 diverse tipologie familiari e cinque aree geografiche.

Come funziona il Redditometro

L’amministrazione finanziaria non può certo conoscere tutte le spese sostenute dal contribuente, ma utilizzerà tutte quelle in suo possesso (il mutuo, quelle segnalate in dicharazione per le detrazioni…) per la determinaziona sintetica del reddito. L’eventuale accertamento può scattare nel caso in cui gli strumenti di misurazione sintetica del reddito evidenziano uno scostamento superiore al 20% rispetto alla dichiarazione.

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Entrata in vigore

La messa a punto del Redditometro si sta rivelando più complessa del previsto, e non a caso lo strumento è continuamente slittato (bisogna applicare dei coefficienti alle varie voci, per fare in modo che i risultati siano effettiavemtne attenbili).

Il Redditest, che invece è pronto, sarà counque utile al contribuente anche per familiarizzare con gli strumenti di accertamento sintetico del reddito. E magari anche per cambiare qualche abitudine, in vista dell’arrivo del Redditometro vero e proprio.

Sarà quest’ultimo, come detto, a far scattare gli eventuali controlli. In realtà, lo strumento servira ad elaborare liste di contribuenti considerati a rischio evasione. Il primo passo che l’amministrazione è tenuta a fare è quello di convocare il contribuente stesso. E qui entra in gioco, ad esempio, l’utilità di aver conservato scontrini, fatture e ricevute relative ai pagamenti effettuati ma anche ricevuti. Una transazione che, ad esempio, ha utilizzato sistemi tracciabili e di cui magari si è pure coservata la documentazione, è pienamente ricostruibile, e cosistuisce una spiegazione immediata e incontestabile.