Passaggio impresa familiare, 7 regole d’oro

di Francesca Vinciarelli

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Per l'impresa familiare, una guida per un passaggio generazionale di successo e un servizio gratuito di orientamento.

Secondo la guida “Imprese familiari: 7 regole da seguire per un passaggio generazionale di successo”, un’impresa familiare su cinque in Italia prevede un passaggio generazionale nei prossimi cinque anni. Una fase delicata, durante la quale solo il 30% delle aziende sopravvive al proprio fondatore e solo il 13% arriva alla terza generazione.  Le imprese familiari rappresentano il 65% delle aziende con fatturato superiore ai 20 milioni di euro (dati dell’Osservatorio AUB). Pensando a loro, dunque lo studio (condotto da Assolombarda in collaborazione con Università Bocconi e AIdAF, con la partecipazione di Donato Iacovone, Amministratore Delegato di EY Italia), propone sette regole d’oro da tenere ben impresse in fase di transizione: 

  1. distinguere l’impresa dalla famiglia;
  2. applicare un sistema di governance moderno;
  3. premiare le competenze attraverso un sistema di valori che guardi alla meritocrazia e promuova l’eccellenza più dell’appartenenza familiare;
  4. definire un quadro di regole condivise;
  5. prepararsi all’imprevisto;
  6. privilegiare una prospettiva di processo;
  7. coinvolgere attori terzi, fattore che, secondo quanto emerge dalle storie di molte imprese, permette di integrare le conoscenze dell’imprenditore ampliando così le sue valutazioni tecnico-economico.

=> Imprese familiari e passaggio generazionale: la gestione

Tra gli errori più comuni da evitare:

  • confondere i ruoli di proprietà, governo e direzione;
  • considerare la successione un obbligo verso il passato e non un’opportunità per il futuro;
  • insistere su un modello di business obsoleto;
  • la mancanza di formazione imprenditoriale delle successive generazioni;
  • il confronto carente tra genitori e figli;
  • l’idea che il patrimonio tradizionale di valori rappresenti l’unica soluzione a prescindere dal contesto culturale e socio-economico;
  • la scelta sbagliata degli attori terzi.

=> Lavoro da familiari gratuito o subordinato: norme, contributi

Per aiutare gli imprenditori, l’Associazione Italiana delle Aziende Familiari e l’Università Bocconi hanno avviato un servizio gratuito, promosso da Assolombarda per le aziende associate, di primo orientamento dedicato alla gestione del passaggio generazionale. Gli imprenditori che usufruiranno del servizio avranno anche la possibilità di confrontarsi con colleghi che hanno già affrontato l’esperienza del ricambio generazionale. In più Assolombarda ha realizzato a supporto delle imprese anche un manuale dedicato al passaggio generazionale, contenente i principi generali per avere successo e gli errori da evitare nel processo di successione aziendale, raccogliendo case history, analizzando le differenti tipologie di ricambio generazionale e le sue diversi fasi.

Donato Iacovone, Amministratore Delegato di EY Italia, spiega:

«Le aziende familiari sono di fronte a cambiamenti radicali nei settori in cui operano, spinti dalla rivoluzione digitale che sta sconvolgendo i modelli di produzione, i rapporti con i clienti e la gestione delle persone. In futuro ci sarà sempre più bisogno di un ambiente aziendale che sappia coniugare la spinta innovativa del digitale con i valori fondanti della propria impresa, aprendosi anche a collaborazioni sinergiche e multidisciplinari per dare origine a nuovi modelli di sviluppo.
Le nuove generazioni possono aiutare, facilitare e spingere questo cambiamento, indispensabile per continuare a crescere. La coesione familiare resta indubbiamente un elemento chiave per il successo, come sottolineato da recenti indagini EY sulle maggiori aziende di grandi dimensioni a livello internazionale: il 76% degli intervistati si identifica nel proprio brand come azienda familiare e il 90% ha regolarmente meeting per affrontare criticità e opportunità. Valorizzare quindi la tradizione adottando i nuovi processi è la strada che le nostre PMI devono seguire per continuare a crescere e competere».

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