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Bonus Condizionatori 2026, detrazione fino al 50% con e senza ristrutturazione

di Anna Fabi

22 Giugno 2026 08:28

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Le agevolazioni per acquisto e installazione dei climatizzatori a pompa di calore valgono al 50% sulla prima casa per tutto il 2026, con requisiti diversi tra Ecobonus e Bonus Ristrutturazioni

L’acquisto e l’installazione di un condizionatore danno diritto a una detrazione fiscale fino al 50% anche nel 2026, grazie alla proroga delle agevolazioni decisa dalla Legge di Bilancio. L’incentivo, ribattezzato Bonus Condizionatori, copre climatizzatori e pompe di calore caldo/freddo, con regole diverse a seconda che i lavori rientrino o meno in una ristrutturazione.

La detrazione varia dal 36% al 50% in base al tipo di immobile e allo strumento utilizzato, Ecobonus o Bonus Ristrutturazioni, e si recupera in dichiarazione dei redditi in dieci quote annuali. In tutti i casi servono requisiti precisi sia sull’apparecchio sia sull’intervento.

In sintesi: il Bonus Condizionatori 2026 prevede una detrazione fiscale per acquisto e installazione di climatizzatori a pompa di calore, con queste condizioni:

  • la detrazione è al 50% sull’abitazione principale e al 36% su seconde case e altri immobili, fino al 31 dicembre 2026 (Legge di Bilancio 2026);
  • con Ecobonus serve una pompa di calore reversibile di classe A+++, con Bonus Ristrutturazioni è sufficiente la classe A+;
  • i modelli portatili sono esclusi e la spesa si recupera in dieci quote annuali;
  • per i redditi sopra 75.000 euro opera un coefficiente riduttivo sulle detrazioni;
  • servono pratica ENEA entro 90 giorni, bonifico parlante e IVA agevolata al 10% sull’installazione.

Come funziona il Bonus Condizionatori

L’acquisto di un condizionatore può essere agevolato con strumenti diversi: a seconda dell’apparecchio e del contesto dei lavori si configura il diritto a una detrazione dal 36% al 50%. Sono ammessi gli impianti di climatizzazione a pompa di calore che permettono anche il raffrescamento estivo, installati in sostituzione o integrazione di un impianto già esistente, così da soddisfare il requisito del miglioramento dell’efficienza energetica dell’immobile. I condizionatori portatili sono invece esclusi da entrambe le agevolazioni.

Detrazione con ristrutturazione edilizia

Quando l’installazione o la sostituzione del condizionatore è abbinata a una ristrutturazione, si applica il Bonus Ristrutturazioni: la detrazione è del 50% sull’abitazione principale e del 36% sulle altre abitazioni, fino al 31 dicembre 2026, con tetto di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare. L’impianto deve essere a pompa di calore, anche non ad alta efficienza, purché assicuri un risparmio energetico, ed è sufficiente una classe minima A+. La detrazione spetta solo per immobili residenziali o parti comuni condominiali.

Climatizzatori e Bonus Mobili

In presenza di una ristrutturazione edilizia su abitazioni o condomini, il climatizzatore può rientrare anche nel Bonus Mobili ed Elettrodomestici, che riconosce una detrazione del 50% sull’acquisto di arredi e grandi elettrodomestici. Per il 2026 il tetto di spesa è di 5.000 euro e sono ammessi solo apparecchi di classe non inferiore ad A+. L’agevolazione è vincolata a un intervento di ristrutturazione in corso sull’immobile.

Bonus Condizionatori senza ristrutturazione

Anche senza lavori edili è possibile accedere alla detrazione tramite Ecobonus, sostituendo un vecchio impianto con un climatizzatore a pompa di calore ad alta efficienza. In questo caso la detrazione è del 50% sull’abitazione principale e del 36% sugli altri immobili, ripartita in 10 rate annuali. I requisiti tecnici sono più stringenti: il climatizzatore deve essere di classe A+++ e obbligatoriamente reversibile, utilizzabile sia per il raffrescamento estivo sia per il riscaldamento invernale.

Per averne diritto bisogna completare la pratica ENEA entro 90 giorni dall’installazione. Sulla manodopera di installazione si applica inoltre l’IVA ridotta al 10%.

Limite di reddito e regole di pagamento

La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto un coefficiente riduttivo delle detrazioni per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 75.000 euro, che riduce l’importo effettivamente recuperabile. Possono accedere al bonus proprietari, inquilini e familiari conviventi che sostengono la spesa e dispongono di un’IRPEF capiente, su immobili già accatastati e agibili. Il pagamento va effettuato con bonifico parlante, indicando causale, codice fiscale del beneficiario e partita IVA di chi esegue i lavori.

Quando scade il Bonus Condizionatori

Le aliquote al 50% e al 36% valgono per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2026. Dal 2027, salvo nuove proroghe, la detrazione scende al 36% sull’abitazione principale e al 30% sugli altri immobili; dal 2028 è prevista un’aliquota unica del 30% per tutti gli immobili, con tetto di spesa ridotto. Pianificare l’intervento entro il 2026 permette di sfruttare le condizioni più favorevoli prima della riduzione programmata.