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Aprire partita IVA: come fare e quanto costa

di Redazione PMI.it

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Partite IVA, confronto tra ditte individuali e autonomi per obblighi, costi, aspetti previdenziali e fiscali: guida pratica alla scelta più opportuna.

Aprire Partita IVA è il primo passo per avviare un’attività da lavoratore autonomo o come ditta individuale. Diversi gli aspetti da considerare per scegliere la prima o la seconda strada, soprattutto sul fronte fiscale e contributivo. Inoltre bisogna valutare costi e adempimenti, come l’iscrizione al Registro Imprese presso le Camere di Commercio, obbligatoria per le imprese individuali (artigiani o commercianti) ma non per gli autonomi.

Comunicazione avvio attività

Per aprire partita IVA si deve comunicare all’Agenzia delle Entrate l’inizio dell’attività entro 30 giorni , con apposita dichiarazione su modello AA9/12  (per ditte individuali e lavoratori autonomi) o modello AA7/10 (soggetti diversi dalle persone fisiche) nei quali va indicato il codice ATECO della propria attività. Possono utilizzare i due modelli, invece della Comunicazione Unica, i contribuenti non tenuti a iscriversi nel Registro  Imprese o nel REA, presentandolo entro 30 giorni: in duplice copia (o tramite persona delegata) a un qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate; in unico copia tramite raccomandata; per via telematica, tramite il software dedicati dell’Agenzia delle Entrate.

soggetti obbligati ad aprire partita IVA sono coloro che svolgono attività in forma autonoma (liberi professionisti o imprese di beni o servizi). Le Partite IVA intese come ditte individuali sono quelle di:

  • artigiani se viene svolta un’attività manuale o professionale in modo artigianale;
  • commercianti se l’attività viene svolta acquistando merci, poi rivendute (al dettaglio, online, etc.).

I professionisti con partita IVA che svolgono attività autonoma, quindi non soggetta a iscrizione camerale, possono invece essere iscritti in un Albo od Ordine Professionale, ma anche essere senza Ordine, come i consulenti.

Costi di avvio

L’apertura della partita IVA è gratuita. Chi avvia una ditta individuale deve iscriversi alla Camera di Commercio (il diritto camerale costa circa 100 euro l’anno). Se ci si appoggia ad un commercialista vanno considerati anche i suoi costi (in media mille euro l’anno, ma anche meno se si sceglie il regime forfettario, mentre si sale per la contabilità semplificata ed ancor più per quella ordinaria).

=> Partite IVA: verifica online sul sito delle Entrate

Aspetti previdenziali

Le differenze a livello previdenziale tra imprenditori o autonomi riguardano, per i primi l’iscrizione all’INPS nella Gestione Artigiani o Commercianti. Per i professionisti iscritti all’Ordine l’iscrizione alla cassa previdenziale di riferimento, mentre quelli non iscritti devono versare i contributi alla Gestione Separata INPS.

Aspetti fiscali

Sul reddito del lavoratore autonomo si paga l’IRPEF con principio di cassa: per la tassazione e le deduzioni conta il momento in cui i ricavi si incassano e i conti si pagano. Per l’imprenditore individuale, l’IRPEF si calcola sul reddito annuale, differenza tra ricavi dell’impresa e costi di competenza, indipendentemente dal momento del pagamento, sia per le fatture che per i costi.  Per entrambi, il modello per la dichiarazione dei redditi è l’ex UNICO, ossia il Modello Redditi. Ci sono aziende o attività professionali ad alto rischio – per le quali è obbligatoria l’iscrizione INAIL, con gli oneri del caso.