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IVA precompilata 2026: proroga, modelli e nuove specifiche tecniche

di Redazione PMI.it

5 Febbraio 2026 09:00

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Proroga IVA precompilata 2026: nuove funzionalità web per le bozze dei documenti IVA, aggiornamento tracciati telematici e regole di accesso.

L’IVA precompilata prosegue il suo iter di consolidamento anche nel 2026: l’Agenzia delle Entrate ha confermato la proroga della fase sperimentale, dopo aver pubblicato anche i modelli IVA con le novità 2026. La novità non risiede solo nella continuità del servizio di precompilazione ma anche in un corposo aggiornamento delle specifiche tecniche e delle funzionalità web.

Cos’è l’IVA precompilata e a chi si rivolge

Introdotta dal decreto legislativo 127/2015, l’IVA precompilata è un servizio con cui il Fisco elabora i dati presenti nel Sistema di Interscambio (SdI) per fornire bozze già compilate dei documenti contabili. Per capire le basi tecniche immutabili di questo sistema, è utile consultare la guida su come funziona l’IVA precompilata fin dal suo debutto.  Il perimetro degli adempimenti coperti comprende:

  • registri IVA degli acquisti e delle vendite;
  • comunicazioni delle liquidazioni periodiche (LiPE);
  • bozza della dichiarazione annuale IVA.

La platea dei destinatari per il 2026 resta circoscritta ai soggetti residenti e stabiliti in Italia che effettuano le liquidazioni trimestrali, includendo anche produttori agricoli e aziende agrituristiche. Restano invece attualmente esclusi i contribuenti mensili e chi applica l’IVA per cassa.

Una menzione particolare va alla gestione dei dati dei forfettari: sebbene questi soggetti siano esonerati dagli obblighi IVA e non ricevano bozze dei registri, la loro piena integrazione nel sistema di fatturazione elettronica permette al Fisco di mappare con precisione i flussi di acquisto, dato che diventerà fondamentale in caso di superamento delle soglie o passaggio al regime ordinario.

Gestione bozze IVA e calendario adempimenti 2026

Il cuore operativo del servizio è l’area riservata del portale AdE “Fatture e Corrispettivi“. Qui, il contribuente o il suo delegato può visualizzare le bozze elaborate entro il giorno 6 del mese successivo al periodo di riferimento. L’utente ha due strade.

  • Accettazione: se i dati coincidono con le scritture contabili, si procede alla convalida. Questo garantisce l’esonero dall’obbligo di memorizzazione dei registri, che si considerano assolti digitalmente dall’Agenzia).
  • Modifica o integrazione: è possibile variare i dati o inserire operazioni mancanti (come gli acquisti intra-UE o le bollette doganali, attualmente da gestire manualmente) prima di procedere all’invio.

Il calendario 2026 ricalca le scadenze ordinarie: la convalida dei registri e l’invio delle LiPE trimestrali devono avvenire entro l’ultimo giorno del secondo mese successivo al trimestre (es. 31 maggio per il primo trimestre), mentre la dichiarazione annuale segue la finestra standard febbraio-aprile, basandosi sui dati consolidati nelle bozze precedenti, secondo le regole su dichiarazioni e liquidazioni fissate dal Fisco.

Evoluzione e tappe della sperimentazione IVA

L’architettura dell’IVA precompilata si basa sull’integrazione massiva dei dati provenienti da fatture elettroniche, corrispettivi telematici e operazioni transfrontaliere. Nel 2020 è partita la prima predisposizione delle bozze dei registri IVA e delle comunicazioni LiPE, disponibili per il contribuente a partire dal 2021. Nel 2022 il sistema ha compiuto un salto di qualità, includendo la dichiarazione annuale IVA e trasformando un test settoriale in un supporto strutturale alla contabilità aziendale.

Nel corso degli anni, l’Agenzia delle Entrate ha costantemente potenziato gli applicativi web per ridurre i margini di errore e facilitare l’attività degli intermediari. Un passaggio chiave è avvenuto nel 2024, quando è stata estesa ai registri IVA e alle LiPE la funzionalità di download dei documenti, già attiva per fatture, corrispettivi ed elenchi del bollo. La successiva proroga dell’IVA precompilata 2025 ha poi consolidato queste funzionalità, preparando il terreno per l’attuale aggiornamento delle specifiche tecniche del 2026.

Le novità dell’IVA precompilata 2026 e 2027

La proroga 2026 per il regime sperimentale dell’IVA precompilata mira a consolidare l’utilizzo delle funzionalità di scarico dei documenti (registri IVA, LiPE e Dichiarazione Annuale) tramite i servizi in cooperazione applicativa.

Il provvedimento del 3 febbraio 2026 ha inoltre introdotto un aggiornamento radicale delle specifiche tecniche. Sono stati eliminati i riferimenti a tracciati obsoleti (come quelli legati all’ex esterometro) uniformando l’elaborazione dei dati transfrontalieri ai nuovi standard della fatturazione elettronica. Inoltre, è stato potenziato il sistema di scarico massivo machine to machine (M2M), fondamentale per i software gestionali degli intermediari.

L’Agenzia ha infine tracciato la rotta per il prossimo anno. Nel corso del 2026 verranno effettuati i test per l’integrazione sistematica delle bollette doganali a partire dal periodo d’imposta 2027. Questo passaggio permetterà di automatizzare quasi il 100% delle operazioni di acquisto, rendendo l’IVA precompilata uno strumento definitivo per l’intera platea IVA.

Per approfondire

Per analizzare il dettaglio delle novità si può consultare il Provvedimento AdE n. 51732/2026 del 15 gennaio 2026 con la modulistica cartacea allegata e quello n. 42054/2026 del 3 febbraio 2026 con la proroga della sperimentazione della precompilata IVA e le nuove specifiche tecniche (Allegato B).

Per monitorare l’evoluzione della prassi e restare aggiornati sulle prossime scadenze fiscali, infine, è possibile consultare la nostra sezione dedicata all’ Agenzia delle Entrate e alle ultime novità sulla digitalizzazione del Fisco.