Asta BOT del 27 agosto, il Tesoro offre 4,5 miliardi in riapertura

di Anna Fabi

25 Agosto 2026 15:05

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Il Tesoro riapre un annuale a 105 giorni e un semestrale a 151, con commissioni ridotte sulle vite residue brevi e nessun titolo in scadenza da rifinanziare

Il Tesoro torna sul mercato a breve termine giovedì 27 agosto con due Buoni Ordinari in riapertura per complessivi 4,5 miliardi di euro, entrambi su vite residue corte. Il MEF fissa il termine di prenotazione per il pubblico a mercoledì 26 agosto e il regolamento a lunedì 31 agosto, giornata nella quale non giunge a scadenza alcun BOT.

In sintesi:

  • il 27 agosto va in asta un BOT annuale in terza tranche, codice ISIN IT0005684888, emesso il 12 dicembre 2025 e in scadenza il 14 dicembre 2026, con vita residua di 105 giorni e 2.000 milioni offerti;
  • in asta anche un BOT semestrale in terza tranche, codice ISIN IT0005725236, emesso il 31 luglio 2026 e in scadenza il 29 gennaio 2027, con vita residua di 151 giorni e 2.500 milioni offerti;
  • il collocamento supplementare riservato agli Specialisti vale il 10% del nominale, pari a 200 e 250 milioni;
  • la commissione massima applicabile alla clientela è dello 0,05% sul titolo a 105 giorni e dello 0,10% su quello a 151, ai sensi del D.M. 15 gennaio 2015;
  • la circolazione complessiva dei BOT al 14 agosto 2026 ammonta a 139.857,775 milioni di euro, di cui 32.707,775 milioni di semestrali e 107.150,000 milioni di annuali.

Asta BOT del 27 agosto, calendario titoli in riapertura

L’asta BOT del 27 agosto 2026 riguarda due titoli già in circolazione, riaperti in terza tranche, e non nuove emissioni. Il Tesoro offre 2.000 milioni sull’annuale con scadenza 14 dicembre 2026 e 2.500 milioni sul semestrale con scadenza 29 gennaio 2027, per un totale di 4,5 miliardi.

Il calendario di sottoscrizione si articola su quattro giornate:

  • mercoledì 26 agosto scade il termine per la prenotazione da parte del pubblico presso il proprio intermediario;
  • giovedì 27 agosto entro le ore 11.00 gli operatori presentano le domande nell’asta competitiva gestita dalla Banca d’Italia;
  • venerdì 28 agosto entro le ore 15.30 si chiude il collocamento supplementare riservato agli Specialisti in titoli di Stato;
  • lunedì 31 agosto cadono regolamento e valuta, con addebito del controvalore e accredito dei titoli sul deposito.

La scelta della riapertura ha una conseguenza pratica poco evidente. Il titolo annuale, nato con 367 giorni di durata, arriva in asta con 105 giorni di vita residua: chi lo sottoscrive compra di fatto un trimestrale, senza che il Tesoro abbia emesso un nuovo titolo a tre mesi. Il semestrale, collocato in prima tranche il 29 luglio, arriva con 151 giorni residui. Le date sono quelle indicate nel calendario delle aste di agosto, rimaneggiato dal MEF per esigenze di gestione di cassa.

Quanto rendono i BOT in asta al netto di imposte e commissioni

Su 10.000 euro nominali, un rendimento lordo del 2,6% lascia in cassa circa 61 euro netti sul titolo a 105 giorni e circa 85 euro netti su quello a 151 giorni, una volta scontate imposta sostitutiva e commissione bancaria. Il rendimento effettivo si forma in asta e non è noto in anticipo, quindi la tabella lavora su tre scenari anziché su una previsione.

Il calcolo applica la convenzione del rendimento semplice su base 360 usata dal Tesoro, l’imposta sostitutiva del 12,5% sullo scarto di emissione e la commissione al tetto massimo di legge, ipotizzando il titolo portato a scadenza. La verifica del metodo sull’ultima aggiudicazione reale restituisce un prezzo teorico di 97,2774 contro il 97,277 effettivo.

Rendimento lordo di aggiudicazione Guadagno netto su 10.000 euro, titolo a 105 giorni Guadagno netto su 10.000 euro, titolo a 151 giorni
2,40% 55,86 euro 77,31 euro
2,60% 60,89 euro 84,50 euro
2,80% 65,92 euro 91,69 euro

Tradotti in rendimento netto annualizzato sul capitale effettivamente impiegato, quegli importi valgono fra l’1,93% e il 2,28% sul titolo corto e fra l’1,86% e il 2,21% su quello semestrale. La distanza fra lordo e netto dipende quasi per intero dall’aliquota agevolata sulle rendite finanziarie riservata ai titoli pubblici: sullo scenario centrale del semestrale, il prelievo ordinario al 26% avrebbe assorbito 28 euro invece di 13,48.

Commissioni sulla vita residua

La commissione massima che l’intermediario può addebitare sulla sottoscrizione in asta segue la vita residua del titolo al momento del collocamento, non la durata con cui il titolo era stato emesso. Il BOT nato annuale, riaperto con 105 giorni davanti, sconta lo 0,05% previsto per i tre mesi e non lo 0,15% degli annuali.

I tetti fissati dal D.M. 15 gennaio 2015 sono i seguenti:

  • lo 0,05% del prezzo di aggiudicazione per i buoni con durata pari a tre mesi, categoria nella quale ricade il titolo a 105 giorni in asta il 27 agosto;
  • lo 0,10% per i buoni semestrali, comprese le tranche offerte in riapertura come quella a 151 giorni;
  • lo 0,15% per i buoni annuali.

Rapportato all’anno, però, il costo si rovescia. Lo 0,05% pagato su un orizzonte di 105 giorni equivale a 17,1 punti base annui, lo 0,10% su 151 giorni a 23,8 punti base annui: più il titolo è corto, più la commissione incide in proporzione al tempo per cui il capitale lavora. Chi rinnova un titolo trimestrale quattro volte l’anno sostiene quel costo a ogni rinnovo. Il tetto opera sul prezzo di aggiudicazione e non sul valore nominale, e non si applica agli acquisti sul mercato secondario, dove valgono le condizioni concordate con l’intermediario. La sottoscrizione minima è di mille euro nominali o multipli.

Emissione senza scadenze, stock BOT verso 144 miliardi

Il prospetto allegato al comunicato indica zero titoli in scadenza al 31 agosto 2026 su tutte le tipologie di BOT. I 4,5 miliardi collocati il 27 agosto non rifinanziano quindi alcun rimborso: portano lo stock da 139,86 a circa 144,4 miliardi, che salgono a 144,8 se il collocamento supplementare viene assegnato per intero.

Il contrasto con la tornata precedente misura la differenza. Il 31 luglio il semestrale di nuova emissione era andato a rimborsare quello collocato il 30 gennaio, con emissione e scadenza nella stessa giornata e nessuno spostamento di cassa. Qui l’intero importo è raccolta netta sul comparto a breve. La composizione dello stock al 14 agosto vede 107,15 miliardi di annuali contro 32,71 di semestrali, con la parte cortissima della curva che assorbe una quota crescente del fabbisogno di tesoreria.

Rendimenti BOT in rialzo dopo agosto

L’ultima asta BOT annuale, il 12 agosto 2026, si è chiusa a un rendimento medio ponderato del 2,768% lordo su un prezzo di 97,277, in rialzo di quasi otto punti base rispetto al 2,690% del 9 luglio. L’intero importo offerto di otto miliardi è stato assegnato a fronte di richieste per 11,572 miliardi, con un rapporto di copertura di 1,45 identico a quello di luglio.

Il movimento prosegue la risalita avviata dal rialzo dei tassi deciso dalla BCE l’11 giugno 2026, che ha portato il tasso sui depositi al 2,25%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,40% e quello sui prestiti marginali al 2,65%, con decorrenza dal 17 giugno. La tenuta del rapporto di copertura in una sessione di metà agosto, quando la domanda istituzionale si assottiglia, segnala che l’interesse per la parte breve della curva dei titoli di Stato non si è ridotto.

Il riferimento più vicino per il semestrale in riapertura è la sua prima tranche del 29 luglio, aggiudicata al 2,567% lordo su 182 giorni. I due titoli in asta il 27 agosto hanno però vite residue diverse da quelle di riferimento, e il prezzo si formerà sul tratto di curva corrispondente.

BOT e conto deposito a confronto

Perché un conto deposito vincolato risulti equivalente ai BOT in asta, deve offrire un tasso lordo compreso fra il 2,51% e il 3,08% annuo a seconda del titolo e del rendimento di aggiudicazione. Il divario nasce dal trattamento fiscale, con gli interessi sui depositi bancari assoggettati alla ritenuta del 26% contro il 12,5% dei titoli pubblici.

Nello scenario centrale del 2,6% lordo, il titolo a 105 giorni chiede al deposito un 2,841% lordo annuo per pareggiare, quello a 151 giorni un 2,749%. La soglia sale con il rendimento di aggiudicazione: al 2,8% lordo il titolo corto pretende un deposito al 3,078%, livello che le condizioni ordinarie del mercato bancario raramente raggiungono fuori dalle promozioni di acquisizione.

Le promozioni sui conti deposito riguardano di regola nuovi clienti, importi entro tetti definiti e vincoli non rinnovabili, mentre sulle giacenze già in essere i tassi applicati scendono. Il vantaggio fiscale del BOT emerge nel confronto con le condizioni ordinarie.