BTP Green 2038, collocato nuovo titolo a 12 anni con cedola al 4,40%

di Anna Fabi

22 Settembre 2026 17:03

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BTP Green 2038 collocato dal MEF: rendimento lordo 4,492%, cedola annua 4,40% e regolamento il 29 settembre. Altri cinque titoli verdi negoziabili sul MOT.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha chiuso per 8 miliardi di euro il collocamento del nuovo BTP Green, fissando cedola, prezzo e rendimento dell’emissione. L’operazione si affianca alle aste di fine settembre già in calendario. Per il risparmiatore, il nuovo titolo amplia la gamma dei BTP Green e sarà acquistabile sul mercato secondario dopo l’avvio delle negoziazioni, insieme alle cinque linee già quotate.

In sintesi:

  • il MEF ha emesso 8 miliardi di euro del nuovo BTP Green con scadenza 30 ottobre 2038, tasso annuo del 4,40%, prezzo 99,591 e rendimento lordo annuo all’emissione del 4,492%, secondo il comunicato MEF n. 99 del 22 settembre 2026;
  • gli investitori ESG che hanno sottoscritto il titolo rappresentano circa l’80% del collocamento e quelli esteri il 74,7%;
  • i proventi raccolti nel 2026 finanziano spese del bilancio dello Stato ripartite fra le sei categorie del Quadro di riferimento pubblicato il 4 dicembre 2025;
  • le emissioni del 2025 hanno raccolto circa 13,6 miliardi di euro, destinati per quasi quattro quinti a efficienza energetica degli edifici e trasporti (Rapporto 2026 su Allocazione e Impatto);
  • i BTP Green già negoziabili sul MOT sono cinque, con scadenze dal 2031 al 2046 e taglio minimo di 1.000 euro;
  • cedole e plusvalenze scontano l’imposta sostitutiva del 12,5%, come per tutti i titoli di Stato.

BTP Green 2038: collocamento da 8 miliardi con cedola al 4,40%

Il BTP Green 2038 è stato collocato dal Tesoro per 8 miliardi di euro, con tasso annuo del 4,40% pagato in cedole semestrali, prezzo di emissione 99,591 e rendimento lordo annuo del 4,492%. Il titolo ha scadenza 30 ottobre 2038, godimento e regolamento il 29 settembre 2026. Il collocamento sindacato è stato curato da Barclays Bank Ireland, BNP Paribas, Deutsche Bank, Intesa Sanpaolo, J.P. Morgan e Société Générale, secondo il comunicato MEF n. 99 del 22 settembre 2026.

Dopo il lancio del BTP Green 2046 nel gennaio 2025, il Tesoro aveva ampliato l’offerta riaprendo linee esistenti, in sindacato e in asta: il nuovo 2038 aggiunge una sesta scadenza alla serie. La scadenza colloca il nuovo titolo fra il BTP Green 2037 e il BTP Green 2045, l’intervallo finora scoperto nella curva dei titoli verdi.

BTP Green in circolazione: ISIN, cedole e scadenze

Sul MOT di Borsa Italiana sono negoziabili cinque BTP Green, tutti a tasso fisso con cedola semestrale e rimborso alla pari in un’unica soluzione a scadenza:

Titolo, scadenza e cedola annua Codice ISIN
BTP Green 30 ottobre 2031, cedola 4% IT0005542359
BTP Green 30 aprile 2035, cedola 4% IT0005508590
BTP Green 30 ottobre 2037, cedola 4,05% IT0005596470
BTP Green 30 aprile 2045, cedola 1,50% IT0005438004
BTP Green 30 aprile 2046, cedola 4,10% IT0005631608

Il 2045, primo titolo della serie emesso nel marzo 2021 con tassi vicini allo zero, ha la cedola più bassa e per questo si scambia sotto la pari quando i rendimenti di mercato superano l’1,50%: il guadagno dell’investitore arriva in buona parte dal rimborso a 100 alla scadenza.

Le linee emesse dal 2022 al 2025 pagano cedole fra il 4% e il 4,10%; il nuovo BTP Green 2038 porta il tasso annuo al 4,40%.

Cedola e rendimento BTP Green: l’esempio su 10.000 euro

Il rendimento di un BTP Green dipende dal prezzo pagato oltre che dalla cedola, come mostrano le ultime due riaperture in sindacato calcolate su 10.000 euro nominali ai prezzi ufficiali di emissione, senza rateo di interessi e commissioni:

Voce BTP Green 2037 (giugno 2025) BTP Green 2046 (gennaio 2026)
Prezzo di emissione 103,866 99,778
Esborso per 10.000 euro nominali 10.386,60 euro 9.977,80 euro
Cedola annua lorda 4,05% 4,10%
Cedola semestrale netta 177,19 euro 179,38 euro
Differenza al rimborso −386,60 euro +22,20 euro
Rendimento lordo all’emissione 3,692% 4,158%

Chi ha sottoscritto la riapertura del 2037 ha pagato il titolo sopra la pari e a scadenza riceverà 386,60 euro in meno di quanto versato: la perdita, distribuita sugli anni di vita residua, porta il rendimento sotto la cedola. Nella riapertura del BTP Green 2046 il prezzo sotto 100 ha prodotto l’effetto opposto, con un rendimento superiore alla cedola.

Per il BTP Green 2038 il Tesoro ha fissato il prezzo a 99,591, sotto la pari, con un rendimento lordo annuo all’emissione del 4,492%, superiore alla cedola del 4,40%. A fini comparativi, su 10.000 euro nominali il prezzo di emissione corrisponde a 9.959,10 euro; il rimborso a 100 determina una differenza positiva di 40,90 euro rispetto al prezzo pagato, prima di imposte e costi.

Come comprare il BTP Green: sindacato, MOT e tassazione

Il collocamento sindacato si svolge fra le banche del consorzio e gli investitori istituzionali, mentre il risparmiatore acquista il BTP Green sul mercato secondario attraverso la propria banca o piattaforma di trading, dopo l’avvio delle negoziazioni sul MOT, con taglio minimo di 1.000 euro e multipli. Per l’ordine servono questi controlli:

  1. individuare il codice ISIN della linea scelta nella tabella dei titoli già negoziabili o, per il nuovo 2038, nella scheda ufficiale del titolo dopo l’ammissione alle negoziazioni;
  2. inserire l’ordine dal conto titoli con un prezzo limite, per non pagare più del corso di mercato;
  3. calcolare il costo effettivo sommando al prezzo il rateo di interessi maturato dall’ultima cedola e le commissioni dell’intermediario.

Per le persone fisiche cedole e plusvalenze scontano l’imposta sostitutiva del 12,5% prevista per i titoli di Stato dal D.Lgs. n. 239/1996, trattenuta direttamente dall’intermediario. Il vantaggio fiscale non vale invece per le società di capitali: chi investe la liquidità aziendale di una SRL in BTP porta le cedole nel reddito imponibile IRES come ogni altro interesse.

Proventi BTP Green: le categorie del Quadro di riferimento

I proventi dei BTP Green emessi nel 2026 finanziano spese del bilancio dello Stato con ricadute ambientali, fra incentivi fiscali, investimenti e spese correnti, classificate secondo il “Quadro di riferimento per l’emissione dei titoli di Stato Green” aggiornato il 4 dicembre 2025, che allinea i criteri di selezione ai Green Bond Principles dell’ICMA e alla Tassonomia UE. Le categorie di spesa sono:

  • energia rinnovabile;
  • efficienza energetica;
  • trasporto sostenibile;
  • misure per la resilienza climatica e ambientale;
  • protezione dell’ambiente, dell’acqua e della biodiversità;
  • ricerca ambientale.

Rispetto al Quadro del 2021 cambiano le denominazioni delle categorie quarta e quinta: la voce su prevenzione e controllo dell’inquinamento ed economia circolare lascia il posto alle misure per la resilienza climatica e ambientale, mentre la tutela dell’ambiente e della biodiversità comprende ora in modo esplicito l’acqua. Il comunicato del 21 settembre indica come componenti principali l’efficienza energetica degli edifici e i trasporti, in gran parte investimenti in infrastrutture ferroviarie, elettrificazione delle linee esistenti e manutenzione della rete.

Le spese ammissibili sono selezionate dal bilancio dello Stato in una finestra che va dai tre anni di bilancio precedenti all’anno successivo all’emissione, con priorità all’anno in corso e ai due precedenti. Per il 2026 le cifre sono stime costruite sugli stanziamenti di bilancio, mentre per gli anni passati il MEF usa i dati di consuntivo.

Efficienza energetica e ferrovie assorbono quasi l’80% dei fondi

Il Rapporto 2026 su Allocazione e Impatto, pubblicato dal MEF il 24 giugno 2026, ricostruisce l’uso dei circa 13,6 miliardi di euro raccolti con i BTP Green emessi nel 2025, classificati ancora secondo le categorie del Quadro del 2021 e spesi nel quadriennio 2022–2025:

Categoria di spesa Quota e importo
Efficienza energetica degli edifici 45,2% (poco meno di 6,2 miliardi)
Trasporti 34,7% (oltre 4,7 miliardi)
Tutela dell’ambiente e della diversità biologica 9,4% (quasi 1,3 miliardi)
Prevenzione e controllo dell’inquinamento, economia circolare 5,9% (805 milioni)
Ricerca in materia di sostenibilità ambientale 3,8% (516 milioni)
Fonti rinnovabili 1,1% (quasi 150 milioni)

La quota maggiore finanzia gli incentivi fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici, in prevalenza privati, mentre ai trasporti vanno manutenzione ed elettrificazione della rete ferroviaria, nuove tratte ad alta velocità, autobus elettrici e incentivi al rinnovo dei veicoli. Alle fonti rinnovabili arriva poco più dell’1%, sotto forma di agevolazioni per l’energia prodotta e autoconsumata: chi compra un BTP Green pensando a impianti solari o eolici finanzia soprattutto detrazioni edilizie e ferrovie. Il MEF stima per questi interventi una riduzione delle emissioni di CO2 di circa 38 milioni di tonnellate.

Caratteristiche di collocamento, regolamento e convenzioni di calcolo dei titoli verdi sono riportate nella scheda del Dipartimento del Tesoro sui BTP Green.