Poste Italiane sfida i conto deposito bancari: il premio più alto oggi in collocamento sui Buoni fruttiferi postali vale l’8% lordo del capitale investito e porta il rendimento effettivo annuo a scadenza al 2,99%: è il Buono Rinnova 3×4 con premio (serie TF312A260506), riservato a chi ha rimborsato un buono o un Deposito Supersmart dal 1° gennaio 2026. Per gli altri, la serie ordinaria paga un premio del 6% per un rendimento del 2,87% lordo.
In sintesi:
- rendimento annuo lordo a scadenza del Buono Rinnova 3×4 del 2,87%, ossia 2,56% netto (serie TF012A260408, Tabella B);
- premio del 6% lordo, ossia 5,25% netto, riconosciuto al dodicesimo anno;
- interessi triennali con quarto triennio che paga da solo il 5,54% nominale lordo annuo;
- variante “Buono Rinnova 3×4 con premio” (serie TF312A260506), con premio 8% e rendimento 2,99% lordo;
- tassazione interessi 12,50% ed esclusione ISEE fino a 50.000 euro per nucleo;
- rimborso netto su 10.000 euro sottoscritti, a dodici anni, di 13.717,78 euro con Rinnova e 13.542,78 euro con il 3×4 standard, chi esce prima riceve 11.707,06 euro (e rinuncia a oltre 1.800 euro netti).
Caratteristiche del Buono 3×4 con premio
Il Buono 3×4 con premio ha una durata di dodici anni suddivisi in quattro trienni: i tassi di rendimento crescono al compimento di ciascun triennio e il premio finale si aggiunge soltanto alla scadenza del dodicesimo anno. Il titolo è emesso da CDP S.p.A. con garanzia dello Stato italiano ai sensi dell’art. 5 del D.L. 269/2003, convertito dalla L. 326/2003, non prevede costi di sottoscrizione, gestione o rimborso ed è sottoscrivibile da un minimo di 50 euro e multipli, fino a un milione di euro per risparmiatore nella stessa giornata lavorativa. Può essere intestato esclusivamente a persone fisiche maggiorenni, con cointestazione fino a quattro soggetti, ed è disponibile sia in forma cartacea sia dematerializzata.
Rendimenti per triennio e valore di rimborso
Gli interessi sono riconosciuti esclusivamente al compimento di ciascun triennio, in regime di capitalizzazione composta. Chi chiede il rimborso tra un triennio e l’altro recupera il capitale e gli interessi dei trienni già completati, perdendo per intero quelli del periodo in corso. Prima del terzo anniversario dalla sottoscrizione viene restituito il solo valore nominale. I tassi di rendimento effettivo annuo lordo per chi rimborsa al termine di ciascun triennio sono i seguenti:
- al compimento del 3° anno il rendimento annuo lordo è dell’1%, senza premio;
- al compimento del 6° anno il rendimento annuo lordo è dell’1,5%, senza premio;
- al compimento del 9° anno il rendimento annuo lordo è del 2%, senza premio;
- al compimento del 12° anno il rendimento annuo lordo è del 2,5% più il premio del 6%, per un effettivo del 2,87%.
La vera geometria del titolo emerge dai tassi nominali di ciascun triennio riportati nella Tabella C del Foglio Informativo della serie TF012A260408: 1,00% lordo dal primo al terzo anno, 2,00% dal quarto al sesto, 3,01% dal settimo al nono e 5,54% dal decimo al dodicesimo. Il Buono 3×4 paga quasi tutto in fondo alla corsa, e questa è la ragione per cui ogni uscita anticipata è così onerosa.
Esempio di rendimento su 10mila euro
Su un investimento di 10.000 euro il valore di rimborso netto a scadenza è di 13.542,78 euro, applicando i coefficienti della Tabella A del Foglio Informativo, già al netto dell’imposta sostitutiva del 12,50%.
La tabella seguente mostra quanto si incassa uscendo in ciascuno dei momenti previsti dal titolo:
| Momento del rimborso | Valore netto su 10.000 euro |
|---|---|
| prima del 3° anno | 10.000,00 euro |
| al compimento del 3° anno | 10.265,13 euro |
| al compimento del 6° anno | 10.817,63 euro |
| al compimento del 9° anno | 11.707,06 euro |
| al compimento del 12° anno | 13.542,78 euro |
Chi rimborsa in qualunque giorno compreso tra il nono e il dodicesimo anniversario riceve 11.707,06 euro, lo stesso importo che avrebbe incassato nove anni dopo la sottoscrizione: tre anni di attesa senza alcun frutto, e 1.835,72 euro netti lasciati sul tavolo rispetto a chi porta il titolo a termine. Sui primi tre anni, invece, il capitale immobilizzato produce 265,13 euro netti, meno di quanto rendano oggi diversi conti deposito vincolati a breve.
Premio del 6% a scadenza e rimborso parziale
Il premio del 6% è calcolato sul valore nominale investito e non rimborsato anticipatamente, e viene riconosciuto una sola volta, alla scadenza del dodicesimo anno. In termini di cassa vale 600 euro lordi su 10.000, che diventano 525 euro netti dopo l’imposta sostitutiva: è questo bonus una tantum a portare il rendimento effettivo annuo lordo dal 2,50% al 2,87%. Chi rimborsa prima del dodicesimo anno lo perde per intero, a prescindere dall’anzianità maturata.
Il meccanismo funziona anche in modo proporzionale. Il Foglio Informativo lo esemplifica: su 10.000 euro investiti, rimborsandone 2.000 in anticipo, il premio a scadenza viene riconosciuto soltanto sugli 8.000 euro rimasti. Ogni euro riscattato prima del termine smette quindi di generare bonus. I titoli dematerializzati sono rimborsati automaticamente alla scadenza sul conto di regolamento e non conoscono prescrizione; quelli cartacei si prescrivono dieci anni dopo la scadenza, termine oltre il quale capitale e interessi non sono più esigibili.
Tassazione 12,50% ed esclusione ISEE
I Buoni fruttiferi postali scontano una tassazione agevolata al 12,50% sugli interessi ai sensi dell’art. 2 del D.Lgs. n. 239/1996, contro l’aliquota ordinaria del 26% applicata alla generalità degli strumenti finanziari, e sono esenti da imposta di successione. Sono esenti da imposta di bollo i buoni il cui valore di rimborso complessivo non supera i 5.000 euro; oltre tale soglia si applica l’aliquota dello 0,20% annuo, che sui dodici anni erode oltre 250 euro su un investimento di 10.000 euro e non è conteggiata nei coefficienti pubblicati da Poste. È un elemento che sposta il conto finale ed è quasi sempre assente dalle simulazioni.
Sul fronte ISEE, l’art. 1, comma 183, della L. n. 213/2023 esclude titoli di Stato, buoni fruttiferi postali e libretti di risparmio postali dal patrimonio mobiliare fino a un massimo complessivo di 50.000 euro per nucleo familiare. L’esclusione dal calcolo ISEE è confermata per il 2026 e rende il titolo interessante per i nuclei che accedono a prestazioni agevolate.
Sottoscrizione e rimborso del Buono 3×4
La sottoscrizione avviene attraverso tre canali. I titolari di Libretto Smart o di conto BancoPosta abilitati ai servizi dispositivi online acquistano il Buono su poste.it o dall’App Poste Italiane, e in questo caso il titolo è sempre dematerializzato. In alternativa si procede presso gli uffici postali, con documento d’identità in corso di validità e codice fiscale, sia in forma cartacea sia dematerializzata. Il valore di rimborso dei buoni postali è sempre verificabile prima di chiedere la liquidazione.
Il rimborso anticipato, totale o parziale, è sempre possibile e senza costi aggiuntivi, con le penalizzazioni sui rendimenti già descritte. I buoni cartacei sono rimborsabili soltanto per l’intero importo sottoscritto, mentre i dematerializzati ammettono il rimborso parziale per importi di 50 euro e multipli. La liquidazione avviene in contanti negli uffici postali, nei limiti della disponibilità di cassa, oppure tramite vaglia circolare o accredito su Libretto o conto BancoPosta.
Buono Rinnova 3×4 con premio all’8% e rendimento al 2,99%
Dal 6 maggio 2026 è in collocamento il Buono Rinnova 3×4 con premio (serie TF312A260506), variante della stessa famiglia con un premio a scadenza dell’8% lordo sul valore nominale, superiore di due punti a quello del titolo standard, e un rendimento effettivo annuo lordo del 2,99% (2,67% netto). I tassi per triennio sono identici a quelli del 3×4 ordinario e l’intera differenza si concentra nel premio finale: su 10.000 euro il valore di rimborso netto a scadenza sale a 13.717,78 euro, cioè 175 euro netti in più.
L’accesso è riservato a chi ha rimborsato, a partire dal 1° gennaio 2026, buoni fruttiferi postali ordinari trentennali, altri buoni scaduti e non prescritti oppure accantonamenti su Depositi Supersmart giunti a scadenza. Restano fuori i Buoni dedicati ai minori, il Buono per un Buono 6 mesi e i Buoni 4 anni risparmiosemplice. Chi ha un BFP in scadenza ha quindi una finestra per convertire il capitale nella variante più remunerativa, a parità di vincolo dodicennale e a parità di rischio.