La Banca centrale europea ha alzato all’1,25% il requisito di capitale aggiuntivo chiesto a Credem, che anche dopo il rialzo è l’istituto italiano con il Pillar 2 Requirement più basso. Le decisioni SREP applicabili dal 2026 ridisegnano la graduatoria dei gruppi bancari italiani vigilati da Francoforte, con due nomi storici usciti dall’elenco dopo un anno di aggregazioni e con i due migliori della classe che vedono salire l’asticella.
In sintesi:
- il Pillar 2 Requirement di Credem per il 2026 è pari all’1,25%, il più basso tra le banche italiane vigilate dalla BCE secondo la tabella aggiornata al 20 febbraio 2026;
- Intesa Sanpaolo sale dall’1,50% all’1,65% e Credem dall’1,00% all’1,25%, mentre Iccrea e Cassa Centrale scendono entrambe al 2,25%;
- i requisiti patrimoniali complessivi applicabili nel 2026 valgono il 15,6% delle attività ponderate per il rischio secondo i risultati aggregati dello SREP 2025 pubblicati il 18 novembre 2025;
- il punteggio SREP medio del 2025 è 2,5 su 105 banche esaminate, il migliore dal 2016;
- Mediobanca e Banca Popolare di Sondrio non figurano più nell’elenco dopo l’ingresso nel gruppo MPS e la fusione in BPER efficace dal 20 aprile 2026.
- Classifica BCE delle banche italiane più solide nel 2026
- Pillar 2 Requirement, il parametro che misura la solidità
- P2R: su Credem e Intesa Sanpaolo, giù Iccrea e Cassa Centrale
- Mediobanca e Popolare di Sondrio fuori elenco BCE
- Capitale e liquidità delle banche europee
- Pillar 2 e liquidità oltre i 100mila euro
- Classifica Forbes delle banche più soddisfacenti
Classifica BCE delle banche italiane più solide nel 2026
Il gruppo italiano con il requisito patrimoniale aggiuntivo più basso è Credem, con un Pillar 2 Requirement dell’1,25% applicabile dal 1° gennaio 2026, seguito da Banca Mediolanum all’1,50% e da Intesa Sanpaolo all’1,65%. In fondo alla graduatoria italiana si colloca BPER Banca al 2,40%. La classifica BCE ordina i dieci gruppi italiani sottoposti alla vigilanza diretta di Francoforte in base al P2R comunicato con le decisioni SREP dello scorso ciclo.
La posizione europea indicata nella tabella è un’elaborazione sui 109 gruppi con requisiti 2026 nell’elenco della Vigilanza bancaria: la pubblicazione avviene su base volontaria e riguarda le banche che hanno acconsentito alla diffusione del proprio dato. Le posizioni contrassegnate come ex aequo indicano gruppi con lo stesso valore di requisito.
| Banca | P2R 2026 | P2R 2025 | Posizione in Europa |
|---|---|---|---|
| Credem | 1,25% | 1,00% | 3° |
| Banca Mediolanum | 1,50% | 1,50% | 4° ex aequo |
| Intesa Sanpaolo | 1,65% | 1,50% | 10° |
| FinecoBank | 2,00% | 2,00% | 27° ex aequo |
| UniCredit | 2,00% | 2,00% | 27° ex aequo |
| Monte dei Paschi di Siena | 2,20% | 2,20% | 50° ex aequo |
| Banco BPM | 2,25% | 2,25% | 56° ex aequo |
| Cassa Centrale Banca | 2,25% | 2,50% | 56° ex aequo |
| Iccrea Banca | 2,25% | 2,52% | 56° ex aequo |
| BPER Banca | 2,40% | 2,40% | 71° ex aequo |
Pillar 2 Requirement, il parametro che misura la solidità
Il Pillar 2 Requirement è il requisito di capitale su misura che la BCE impone alla singola banca quando i requisiti minimi non coprono per intero i rischi del suo profilo. Si somma al requisito minimo previsto dall’art. 92(1)(a) del Regolamento UE n. 575/2013 e ha natura vincolante: il mancato rispetto espone l’istituto a misure di vigilanza fino alle sanzioni.
Un valore più basso segnala un giudizio di vigilanza migliore, perché l’autorità chiede meno capitale supplementare a fronte degli stessi attivi ponderati. Ai sensi dell’art. 104a della direttiva 2013/36/UE il requisito va soddisfatto per almeno il 56,25% con capitale primario di classe 1 e per almeno il 75% con capitale di classe 1, con facoltà per la vigilanza di imporre quote superiori nei casi specifici. Tradotto per chi legge un bilancio bancario, il P2R è la parte della dotazione patrimoniale che la BCE ritaglia banca per banca dopo aver esaminato modello di business, governance, rischio di credito e adeguatezza del capitale.
P2R: su Credem e Intesa Sanpaolo, giù Iccrea e Cassa Centrale
Rispetto ai requisiti in vigore nel 2025, due gruppi italiani hanno ottenuto un P2R più alto e due lo hanno visto scendere, mentre per gli altri sei il valore è invariato. La solidità delle banche italiane nel confronto annuale si muove quindi in direzioni opposte ai due estremi della classifica.
Il rialzo di 25 punti base assegnato a Credem non intacca il primato nazionale e lascia il gruppo emiliano al terzo posto europeo, oltre che secondo tra le banche commerciali del continente. Sull’altro fronte, i due gruppi del credito cooperativo registrano il miglioramento più ampio: Iccrea scende di 27 punti base e Cassa Centrale di 25, portandosi entrambe al 2,25% e superando BPER nella graduatoria italiana. Monte dei Paschi conferma il 2,20% dopo il taglio di 55 punti base ottenuto l’anno precedente, il movimento più ampio registrato da un istituto italiano nell’ultimo biennio.
I valori italiani vanno collocati sulla distribuzione europea: la mediana del P2R sul capitale totale è intorno al 2,25% e l’intervallo interquartile del requisito in capitale primario per il 2026 va dall’1,1% all’1,4%, il più stretto degli ultimi anni. Sei banche europee hanno ricevuto una maggiorazione per la finanza a leva, in media di 16 punti base, e nove hanno subito una maggiorazione legata alla copertura insufficiente delle esposizioni deteriorate.
Mediobanca e Popolare di Sondrio fuori elenco BCE
Due istituti presenti nelle edizioni precedenti della classifica non compaiono più nella tabella dei requisiti consolidati: Mediobanca e Banca Popolare di Sondrio. In entrambi i casi la causa è l’aggregazione societaria, che ha spostato la vigilanza consolidata sulla capogruppo.
La banca valtellinese è confluita in BPER Banca con atto di fusione efficace dal 20 aprile 2026, al termine dell’operazione avviata con l’offerta pubblica di scambio del febbraio 2025: il gruppo risultante conta circa 2.000 filiali e oltre 420 miliardi di euro di attività finanziarie della clientela. Mediobanca è invece controllata all’86,3% da Monte dei Paschi dopo l’offerta conclusa nel settembre 2025, e la fusione per incorporazione ha ricevuto l’autorizzazione della BCE nei giorni scorsi, con il voto dell’assemblea senese fissato per il 29 ottobre 2026. Sullo stesso perimetro insiste l’offerta pubblica di acquisto e scambio annunciata da Intesa Sanpaolo su MPS l’8 giugno 2026, il cui aumento di capitale a servizio è all’ordine del giorno dell’assemblea del 10 settembre. Una graduatoria di solidità patrimoniale è quindi una fotografia con data certa, non un assetto stabile.
Capitale e liquidità delle banche europee
Le banche vigilate dalla BCE chiudono il ciclo di valutazione con posizioni patrimoniali e di liquidità solide: il coefficiente di capitale primario di classe 1 è al 16,1% nel secondo trimestre 2025 e il coefficiente di capitale totale al 20,2%, contro requisiti patrimoniali complessivi e orientamenti pari al 15,6% delle attività ponderate per il rischio nel 2026.
Il quadro di liquidità mostra un indice di copertura al 158% e un indice di finanziamento stabile netto al 127%. La redditività aggregata sale al 10,1% di rendimento del capitale nel secondo trimestre 2025 e il rapporto tra costi e ricavi scende al 54,9% nel 2024. Il rapporto tra crediti deteriorati e impieghi è al 2,2%, vicino ai minimi storici, con uno stock di 356 miliardi di euro.
Il punteggio SREP medio migliora a 2,5 dal 2,6 dell’anno precedente su una scala che va da 1 a 4, il risultato più alto dal 2016, con il 19% delle banche in miglioramento e il 6% in peggioramento. Circa un quarto degli istituti si colloca però ancora nelle fasce più deboli. Le misure qualitative hanno riguardato 100 banche e si sono concentrate sul rischio di credito, con attenzione specifica alle esposizioni verso l’immobiliare commerciale e verso le piccole e medie imprese, dove le insolvenze societarie sono ancora superiori ai livelli precedenti alla pandemia.
Pillar 2 e liquidità oltre i 100mila euro
Per le somme fino a 100.000 euro per depositante e per banca la solidità del singolo istituto non modifica il livello di tutela, garantito dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi in attuazione della direttiva 2014/49/UE. Sotto quella soglia la classifica BCE ha valore informativo e non operativo per il correntista.
Il quadro cambia sopra la soglia garantita, dove il rischio torna in capo al depositante secondo l’ordine di assorbimento delle perdite fissato dai decreti legislativi n. 180 e n. 181 del 16 novembre 2015, di recepimento della direttiva 2014/59/UE: prima gli azionisti, poi i detentori di strumenti di debito subordinato e senior, infine la parte di depositi eccedente i 100.000 euro. Una società con una tesoreria stabilmente sopra quella cifra su un unico conto si espone a un rischio che il P2R aiuta a graduare.
Tre criteri applicati orientano la scelta:
- il primo è la ripartizione, con la garanzia che vale per depositante e per banca, quindi frazionare la liquidità su più intermediari moltiplica la copertura senza costi aggiuntivi;
- il secondo è la lettura congiunta degli indicatori, perché un P2R basso segnala il giudizio della vigilanza sul profilo di rischio mentre il coefficiente di capitale primario segnala la dotazione effettiva, e i due dati possono divergere: i gruppi cooperativi hanno il capitale più abbondante del sistema e non i requisiti più bassi;
- Il terzo è la destinazione della liquidità, perché un conto deposito vincolato rientra nella stessa garanzia del conto corrente ma remunera le somme ferme, e il confronto tra le opzioni per dove tenere i risparmi pesa più della posizione in graduatoria per la gestione ordinaria di una PMI.
Classifica Forbes delle banche più soddisfacenti
La classifica World’s Best Banks pubblicata da Forbes l’8 aprile 2026 misura la soddisfazione della clientela attraverso un sondaggio condotto con Statista su oltre 54.000 intervistati, con criteri distinti da quelli prudenziali della vigilanza. Le due graduatorie rispondono a domande diverse e vanno lette separatamente.
Nella rilevazione italiana i primi cinque posti vanno a Revolut, FinecoBank, BBVA, Banca Mediolanum e HYPE, con la fintech britannica che scalza FinecoBank dopo due anni di primato. I criteri dichiarati dagli intervistati sono l’affidabilità percepita, i servizi digitali, l’assistenza clienti, la consulenza finanziaria e le condizioni contrattuali. Due nomi compaiono in entrambe le classifiche, Banca Mediolanum e FinecoBank, che uniscono un giudizio alto della clientela a un requisito di vigilanza sotto la media italiana. La sovrapposizione non è la regola: i primi due gruppi per solidità patrimoniale in Europa non figurano in nessuna graduatoria di gradimento retail italiana.