Tratto dallo speciale:

Buoni fruttiferi postali, i nuovi rendimenti delle serie in emissione

di Anna Fabi

18 Agosto 2026 14:58

logo PMI+ logo PMI+
Quali buoni si possono sottoscrivere oggi, quanto rendono al netto del 12,5% e sopra quale tasso un conto deposito diventa più vantaggioso

I buoni fruttiferi postali in collocamento vanno dai sei mesi ai vent’anni, con rendimenti annui lordi a scadenza compresi tra l’1,75% e il 2,50% e una punta del 4% sui titoli intestati ai minori. Il tasso però non basta a confrontarli: il Buono Ordinario e il Buono Soluzione Eredità dichiarano entrambi il 2,50% e restituiscono cifre molto diverse.

In sintesi:

  • il Buono 4 anni Plus, serie TF504A260724, riconosce il 2,00% annuo lordo a scadenza;
  • il Buono Soluzione Eredità, serie TF404A260724, riconosce il 2,50% su quattro anni;
  • il Buono Ordinario, serie TF120A250624, arriva al 2,50% soltanto al ventesimo anno;
  • gli interessi scontano l’imposta sostitutiva al 12,50%;
  • l’imposta di bollo non si applica fino a 5.000 euro di valore di rimborso complessivo.

Cosa sono i Buoni Fruttiferi Postali

I Buoni Fruttiferi Postali (BFP) sono titoli emessi da Cassa Depositi e Prestiti e collocati da Poste Italiane. Sono garantiti dallo Stato, hanno una tassazione agevolata al 12,50%, non prevedono commissioni di sottoscrizione o rimborso e restituiscono a scadenza il capitale maggiorato degli interessi.

Il prezzo non oscilla con il mercato e il capitale è sempre rimborsabile, al netto degli oneri fiscali. I buoni godono inoltre dell’esclusione ISEE fino a 50.000 euro per nucleo familiare, un vantaggio che i conti deposito non hanno.

Buoni Fruttiferi Postali e rendimenti

L’offerta comprende sette prodotti, ordinati qui per rendimento annuo lordo a scadenza decrescente. Il tasso indicato è quello riconosciuto alla scadenza naturale del titolo.

Buono e durata Rendimento annuo lordo a scadenza
Buono dedicato ai minori, fino alla maggiore età fino al 4,00%
Buono Ordinario, 20 anni 2,50%
Buono 3×4 con premio, 12 anni 2,50% più un premio lordo dell’8% sul valore nominale
Buono Soluzione Eredità, 4 anni 2,50%
Buono a Cedola 8 anni, con cedole semestrali 2,00%
Buono 4 anni Plus, 4 anni 2,00%
Buono per un Buono 6 mesi, con reinvestimento automatico 1,75%

Due prodotti hanno anche dei requisiti di accesso:

  • il Buono Soluzione Eredità è riservato ai beneficiari di un procedimento successorio concluso presso Poste Italiane e si sottoscrive soltanto allo sportello;
  • il Buono dedicato ai minori si acquista fino ai sedici anni e mezzo dell’intestatario, in forma cartacea da qualunque adulto e in forma dematerializzata solo da genitore o tutore. Per gli altri valgono i requisiti comuni: maggiore età, titolarità di un libretto o di un conto corrente postale, taglio minimo di 50 euro con i suoi multipli.

Quanto rendono 10.000 euro con ciascun buono

Di seguito, i valori netti a scadenza calcolati da Poste su un versamento di 10.000 euro, al netto dell’imposta sostitutiva del 12,50% e senza considerare l’eventuale bollo.

Buono Valore netto a scadenza su 10.000 euro
Buono Ordinario, 20 anni 15.587,92 euro
Buono 3×4 con premio, 12 anni 13.717,78 euro, di cui 700,00 euro di premio netto
Buono a Cedola 8 anni 10.000,00 euro di capitale più 1.421,86 euro di cedole nette
Buono Soluzione Eredità, 4 anni 10.908,36 euro
Buono 4 anni Plus, 4 anni 10.721,28 euro
Buono per un Buono 6 mesi 10.076,23 euro

Il Buono 3×4 con premio e il Buono Ordinario dichiarano lo stesso 2,50%, però il primo aggiunge 700 euro netti di premio alla scadenza del dodicesimo anno. Il Buono a Cedola restituisce il capitale intatto e accredita gli interessi lungo il percorso, una struttura adatta a chi cerca un flusso e non un montante.

Buono Ordinario, 2,5% al ventesimo anno

Il Buono Ordinario è il prodotto più frainteso della gamma, perché la percentuale in vetrina si riferisce alla scadenza ventennale. Poste pubblica la scala completa dei rendimenti effettivi maturati alla fine di ciascun anno di possesso, e nei primi anni la cifra è molto distante da quella pubblicizzata.

Anni di possesso Rendimento effettivo annuo lordo
dal 1° al 4° anno 0,75%
5° anno 0,90%
10° anno 1,47%
15° anno 1,97%
20° anno 2,50%

Chi immagina di parcheggiare i risparmi per quattro o cinque anni su un Buono Ordinario ottiene quindi meno della metà del rendimento che ha in mente. La scala crescente premia soltanto chi arriva in fondo, e il valore intermedio si legge sulla riga corrispondente agli anni effettivi di possesso.

Rimborso anticipato, le regole per ogni prodotto

La differenza più “costosa” riguarda il rimborso anticipato. Sul Buono 4 anni Plus e sul Buono Soluzione Eredità gli interessi sono riconosciuti soltanto alla scadenza del quarto anno: chi esce prima riprende il capitale nominale, al netto degli eventuali oneri fiscali, e perde l’intero rendimento maturato.

Il Buono Ordinario segue una regola diversa. Superato il primo anno, il rimborso comprende gli interessi maturati fino a quel momento secondo la scala pubblicata nel foglio informativo. È la ragione per cui, a parità di percentuale dichiarata, i due buoni al 2,50% non sono lo stesso prodotto.

Tassazione ed esenzione bollo sotto i 5.000 euro

Gli interessi scontano l’imposta sostitutiva al 12,50%, la metà del 26% applicato ai conti deposito e agli altri strumenti finanziari. I buoni sono inoltre esenti da imposta di successione.

La seconda leva fiscale è l’imposta di bollo, che non si applica quando il valore di rimborso complessivo dei buoni non supera 5.000 euro. Oltre quella soglia si applica l’imposta vigente, che per i conti deposito è dovuta sempre nella misura dello 0,20% annuo sul capitale.

Conto deposito e buono postale, convenienza a confronto

Il confronto tra buoni postali e conti deposito sui tassi lordi non ha senso perché la tassazione è doppia sui secondi. Il calcolo utile è semmai un altro: quale tasso lordo deve offrire un conto deposito per lasciare in tasca la stessa cifra di un buono? Ecco i dati in tabella, basata sull’elaborazione sui tassi ufficiali.

Buono Tasso lordo equivalente su conto deposito
2,00% lordo, pari all’1,75% netto 2,36%, che diventano 2,64% considerando il bollo
2,50% lordo, pari al 2,19% netto 2,96%, che diventano 3,23% considerando il bollo

I valori più alti valgono per importi entro i 5.000 euro, dove il buono gode dell’esenzione dal bollo a differenza del conto deposito; sopra quella soglia il vantaggio si annulla e valgono i due valori inferiori. Un conto deposito vincolato al 3,50% lordo supera quindi entrambi i buoni, mentre uno al 2,50% lordo perde contro il Buono Soluzione Eredità nonostante il tasso apparentemente identico.

Il calcolo va rifatto a ogni cambio di serie, perché i tassi dei buoni cambiano con le decisioni di CDP e quelli dei depositi con le condizioni delle singole banche.

La soglia di equivalenza si ottiene dividendo il rendimento netto del buono per 0,74 e aggiungendo, per gli importi sotto i 5.000 euro, i due decimi di punto del bollo.

Come si calcola il rendimento dei Buoni postali

Per sapere quanto vale oggi un buono già sottoscritto occorre partire dalla serie di appartenenza, perché i coefficienti di rimborso sono fissati al momento dell’acquisto e non cambiano più. Sul sito di CDP si stima il rendimento indicando tipologia, data di sottoscrizione, importo e data di rimborso.

Le serie chiuse continuano a produrre interessi alle condizioni originarie anche quando il prodotto esce dal collocamento. È il caso del Buono Premium 4 anni al 3%, sottoscrivibile fino al 7 maggio 2026: chi lo possiede mantiene quel rendimento fino alla scadenza, mentre allo sportello oggi si trovano soltanto le serie in corso.

Quando vanno in prescrizione i Buoni Fruttiferi

I buoni cartacei vanno in prescrizione entro dieci anni dalla scadenza: trascorso quel termine si perdono capitale e interessi. I buoni dematerializzati non si prescrivono, perché alla scadenza vengono rimborsati d’ufficio con accredito sul libretto o sul conto di regolamento.

Buoni Ordinari a 20 anni e a 30 anni

I Buoni Ordinari emessi fino al 27 dicembre 2000 appartengono alla Serie “Z” e durano trent’anni. Quelli emessi dalla serie “A1” in poi durano vent’anni. Per i trentennali gli interessi maturano per bimestri conclusi di anzianità fino al 31 dicembre dell’anno solare di scadenza; per i ventennali la maturazione cessa esattamente alla scadenza del ventesimo anno.

Nei primi venti anni i Buoni trentennali maturano interessi in capitalizzazione composta, mentre dal ventunesimo al trentesimo passano alla capitalizzazione semplice. Per i Buoni ventennali la capitalizzazione è composta per tutta la durata del titolo.

Risparmiare per la vecchiaia con i Buoni postali

I BFP servono a proteggere il capitale o ad accantonare somme per la pensione e per i figli. Esistono strumenti che rendono di più, dai fondi ai fondi pensione, che però dipendono dall’andamento del mercato e comportano rischi maggiori rispetto ai titoli di Stato e ai buoni postali.

La valutazione va fatta sul rapporto tra performance e rischio, misurato su un orizzonte abbastanza lungo. Il Buono Ordinario, con i suoi tassi predefiniti e crescenti su vent’anni, funziona come una forma di accantonamento autogestito, con il vantaggio che dopo il primo anno il rimborso comprende comunque gli interessi maturati.

Risparmiare per i figli con i Buoni Fruttiferi

Il Buono dedicato ai minori riconosce un tasso fisso stabilito alla sottoscrizione e crescente in funzione degli anni che mancano al compimento dei diciotto: più il bambino è piccolo, più alto è il rendimento, fino a un massimo del 4% annuo lordo. L’acquisto è possibile fino ai sedici anni e mezzo dell’intestatario e gli interessi maturano fino alla maggiore età.

La forma cartacea è aperta a qualunque adulto, dal genitore al conoscente; la forma dematerializzata è riservata al genitore o al tutore. Si può impostare la sottoscrizione automatica con la periodicità preferita e aggiungere versamenti fuori dal piano. Il rimborso anticipato richiede l’autorizzazione del Giudice Tutelare e dà diritto:

  • alla restituzione del capitale investito, al netto di eventuali oneri fiscali;
  • dopo diciotto mesi, al riconoscimento degli interessi maturati.

Con la sottoscrizione cartacea il rimborso avviene per l’intero valore in un’unica soluzione, in qualsiasi momento e senza costi aggiuntivi, sempre previa autorizzazione del giudice tutelare. Con la sottoscrizione dematerializzata si può rimborsare il singolo buono per intero oppure parzialmente, per importi pari a 50 euro e multipli.

La sottoscrizione online è riservata ai titolari di Libretto Smart o di conto BancoPosta abilitati ai servizi dispositivi, tramite Risparmio Postale online, BancoPosta online e App BancoPosta. Allo sportello serve un documento d’identità insieme al codice fiscale.