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Imprese sociali colpite da crisi e manovra finanziaria

di Noemi Ricci

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Le imprese sociali in Italia, già messe a dura prova da crisi e ritardi nei pagamenti, pagano ora lo scotto dei tagli al regime fiscale agevolato previsti dalla manovra finanziaria.

Non è solo la crisi a colpire le imprese sociali italiane, che da tempo subiscono come le altre aziende i pesanti effetti dei ritardi nei pagamenti da parte degli enti pubblici: in in momento di persistente congiuntura economica negativa, ad aggravare la situazione è arrivata la manovra finanziaria che prevede tagli al regime fiscale agevolato. Una scelta che «rischia di eliminare dal mercato uno degli strumenti più efficaci nel produrre contemporaneamente fatturato e coesione sociale», secondo Paolo Venturi, direttore di Aiccon (Cultura Cooperazione Nonprofit), sottolineando che «è evidente che ci si concentra sull’effetto immediato di fare cassa, senza porsi il problema del dopo».

«Il rischio è che, indebolendo le cooperative sociali, si decreti la scomparsa delle esternalità positive che producono. (risparmio economico fiscale per ogni soggetto svantaggiato in cooperativa è di almeno 7mila euro l’anno). Lo Stato incasserà qualcosa ma perderà molto di più»

A studiare l’andamento delle imprese sociali, tra le realtà più dinamiche del Nonprofit, è l’Osservatorio Isnet. Il suo rapporto annuale indica che nel 2007 le imprese sociali in difficoltà erano il 24% in meno di oggi (15% contro il 39%). Oggi sono sempre meno (-19%) le imprese che dichiarano una crescita. Addirittura, tra quelle che già risultavano in difficoltà, il 55% ritiene che il 2011 sia il peggiore.

«In una fase così difficile le imprese sociali reagiscono in modo differenziato. Molte rilanciano, investendo e innovando, altre rischiano di rimanere legate a modelli di business obsoleti. Le competenze, ma anche la cultura e i valori dell’imprenditore sociale sono la chiave per il rilancio», secondo Carlo Borzaga, presidente di Iris Network.

In particolare sembra che il dinamismo relazionale costituisca la chiave per ottenere performance economiche capaci di fronteggiare la crisi in corso. Lo confermano i numeri: esiste «una forte correlazione diretta tra capacità relazionale e performance complessiva delle non profit», ha spiegato Laura Bongiovanni, presidente di Isnet.