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Guerra in Ucraina, vertice UE: difesa militare e risorse congiunte

di Redazione PMI.it

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Revisione delle regole e strategie congiunta contro la guerra, i rincari e lo spettro della crisi economica: Draghi anticipa i temi del Consiglio Europeo.

La priorità resta la fine del conflitto in Ucraina: «davanti agli orrori della guerra, l’Italia lavora con determinazione, insieme a tutta la comunità internazionale, per la cessazione delle ostilità», ha spiegato il premier Mario Draghi alle Camere in vista del Consiglio Europeo. Ma si parlerà anche di difesa armata e di contraccolpo economico sul fronte dei costi energici e non solo.

Vediamo quali sono le anticipazioni su impegni, strategie e regole in vista di revisione.

Vertice NATO e UE: le anticipazioni

«Il Consiglio europeo del 24 e 25 marzo si aprirà con l’incontro con il Presidente degli Stati Uniti, Joe Biden. Sarà preceduto da un Vertice NATO straordinario e da un Vertice G7  sempre a Bruxelles», «a un mese esatto dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina del 24 febbraio». Sul fronte internazionale l’obiettivo è la pace, ed è in questo senso che va interpretato anche lo sforzo di unità militare:

vogliamo creare una difesa europea ed è per questo che vogliamo adeguarci all’obiettivo del 2% promesso nella NATO.

La strategia politica delineata punta per prima cosa sullo sforzo diplomatico nei confronti di Mosca, per esempio alla luce del ruolo chiave della Cina:

È fondamentale che l’Unione Europea sia compatta nel mantenere aperti spazi di dialogo con Pechino, perché contribuisca in modo costruttivo allo sforzo internazionale di mediazione: dobbiamo ribadire l’aspettativa che Pechino si astenga da un supporto a Mosca.

Poi c’è ovviamente il sostegno all’Ucraina, anche sul fronte dell’ingresso nell’Unione Europea (la procedura è stata avviata e l’Italia appoggia Kiev), accoglienza ai profughi ucraini che che fuggono dalla guerra). Infine, spazio a nuove sanzioni ma anche un rinnovato impegno finanziario della UE per gestire la minaccia di una nuova crisi economica.

Misure contro il caro energia

«Il Consiglio Europeo si confronterà sull’aumento dei prezzi dell’energia. Dopo i picchi raggiunti due settimane fa, i prezzi del gas e dell’energia elettrica sono scesi nuovamente. Il prezzo spot del gas sul mercato europeo si è dimezzato rispetto alle punte di circa 200€/MWh raggiunte l’8 marzo. Sono però prezzi ancora molto alti rispetto ai livelli storici, più di 5 volte quelli di un anno fa. La volatilità dei mercati energetici ha inciso anche sui prezzi ai distributori, che all’inizio del mese in Italia hanno superato i 2 euro al litro». E’ importante che ci sia adesso un coordinamento UE nell’approvvigionamento, soprattutto per il gas liquido:

La Commissione, alla riunione del Consiglio europeo, proporrà un piano per coordinare gli acquisti da nuovi fornitori.

I prezzi italiani del carburante sono in linea con l’Europa, rispetto a un anno fa ci sono un aumento del 40%sulla benzina e del 50% sul diesel. Il Governo è già intervenuto contro il caro energia e il caro carburanti, ed «è consapevole della necessità di ulteriori interventi, ma la risposta a difesa di consumatori e imprese deve essere anche europea». Ci sono una serie di proposte: diversificazione degli approvvigionamenti, approccio europeo condiviso su acquisti e stoccaggi, senza escludere l’ipotesi di mettere un tetto al prezzo del gas.

Misure contro la crisi economica

Sullo sfondo ci sono le altre tensioni economiche, per esempio sul fronte dei generi alimentari, i cui prezzi sono ai massimi storici. Non solo: «il rafforzamento dell’economia europea passa anche dalla tutela delle aree industriali strategiche, da sostenere con adeguati investimenti in innovazione e ricerca scientifica e tecnologica». Fra le priorità, la produzione di microchip, con l’obiettivo di raddoppiare la produzione europea dal 10 al 20 per cento della produzione globale di chip entro il 2030.

Il primo pilastro è una rivisitazione delle regole che ci hanno accompagnato finora.

Si parte dalla sospensione del Patto di Stabilità in tema di Bilancio (si dà per certa la non riattivazione della clausola di salvaguardia l’anno prossimo) e dei vincoli sugli aiuti di Stato. Poi occorrerà sospendere alcuni regolamenti agricoli («come si fa a usare la terra se ci vogliamo mettere i pannelli solari sopra?». E ancora: «c’è un regolamento europeo che ci ha imposto di non coltivare il 10% della terra disponibile. Occorre rivederlo. Questo è un altro esempio di risposta». «C’è una serie di regolamenti europei che limita le importazioni da certi altri paesi, se il primo passo non fosse sufficiente occorrerà semplicemente essere pragmatici e ripensare alcune di queste regole e riuscire a importare da paesi che oggi possono fornirci prodotti»).

Il secondo pilastro è quello di una risposta congiunta per gli investimenti necessari ma sono finanziabili con le risorse nazionali.

«La pandemia di Covid-19 ha visto l’Unione Europea collaborare nell’approvvigionamento dei vaccini e nella creazione del programma Next Generation EU – ha ricordato il premier -. Dobbiamo mostrare la stessa ambizione e lungimiranza in risposta alla guerra in Ucraina, e alle sue conseguenze politiche, economiche, sociali».

Il terzo punto è l’energia.

Alla luce di questi sviluppi, bisogna chiedersi quale può essere la risposta congiunta dell’Unione europea. «Occorre negoziare, essere pazienti, occorre certe volte far marcia indietro e poi tornare avanti. Questo è il futuro che noi abbiamo e con cui dovremmo confrontarci».