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Recovery Plan italiano: le misure in arrivo

di Redazione PMI.it

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Linee guida, obiettivi e cluster strategici del Recovery Plan italiano: misure in parallelo alle riforme in programma e alla Legge di Bilancio 2021.

Premessa: il cammino del Recovery Plan italiano è appena iniziato, il piano sarà presentato all’Europa a gennaio, quindi le linee guida che il Governo presenta in questi giorni sono un punto di partenza intorno al quale si svilupperà il dibattito. Sul piatto ci sono 209 miliardi che la Commissione ha destinato all’Italia nell’ambito di Next Generation UE, il piano di rilancio che risponde alla crisi determinata dal Coronavirus.

Prossime riforme

Nell’ambito di queste direttrici dovrà svilupparsi il piano vero e proprio, che il Governo metterà a punto come detto entro gennaio. Il Recovery Plan sarà accompagnato da una serie di riforme di supporto, fra cui quella fiscale e quella del lavoro.

Su questo fronte, vengono indicate precise tempistiche:

  • Riforma fiscale: legge delega entro la fine dell’anno, primi decreti entro fine 2021.
  • Riforma del lavoro: legge delega entro aprile 2021, primi decreti entro la fine del 2021.

Previste anche altre riforme: pubblica amministrazione, giustizia (anch’essa con legge delega attesa entro aprile 2021).

Recovery Plan

Le linee guida  del Recovery Plan contengono le aree di intervento, i cosiddetti cluster strategici, e gli obiettivi che il Governo si propone di raggiungere, che riguardano ambiti su cui puntare e target socio-economici.

  • Digitalizzazione e innovazione: digitalizzazione PA, identità digitale unica per cittadini e imprese, reti 5G, digitalizzazione filiere strategiche (agroalimentare, industria, turismo).
  • Rivoluzione verde e transizione ecologica: investimenti per l’European Green Deal (come la strategia from farm to fork), decarbonizzazione dei trasporti, qualità dell’aria, efficienza energetica, economia circolare, valorizzazione sostenibile del patrimonio culturale.
  • Competitività del sistema produttivo: transizione 4.0, ricerca e sviluppo, trasferimento tecnologico, export e internazionalizzazione, industria culturale e turismo).
  • Infrastrutture per la mobilità: alta velocità, smart district e intermodalità logistica integrata, mobilità sostenibile.
  • Istruzione e formazione: digitalizzazione, competenze internazionali, lifelong learning, infrastrutture scolastiche e universitarie.
  • Equità, inclusione sociale e territoriale: Family Act, politiche attive per il lavoro, empowerment femminile.
  • Salute: rafforzamento sistema ospedaliero, ricerca, digitalizzazione, rafforzamento prossimità servizio sanitario nazionale, politiche per il personale sanitario.

Gli obiettivi economici:

  • Raddoppiare il tasso di crescita all’1,6 (dallo 0,8% nell’ultimo decennio), portandolo in linea con la media UE.
  • Aumento del tasso di occupazione di 10 punti percentuali per arrivare all’attuale media UE (73,2% contro il 63,0% dell’Italia).
  • Elevare gli indicatori di benessere, equità e sostenibilità ambientale.
  • Ridurre i divari territoriali di PIL, reddito e benessere.
  • Ripresa tasso di fertilità e crescita demografica.
  • Abbattere l’incidenza dell’abbandono scolastico e dell’inattività dei giovani.
  • Migliorare la preparazione degli studenti e la quota di diplomati e laureati.
  • Sicurezza e resilienza del Paese a fronte di calamità naturali, cambiamenti climatici e crisi epidemiche.
  • Sostenibilità e resilienza della finanza pubblica.

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