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L’impatto della tecnologia blockchain nel settore bancario

di Redazione PMI.it

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I trend del Blockchain banking in Italia e nel mondo, con esempi pratici di applicazione, analizzati nel recente report Acta Fintech.

Il mondo bancario, o più in generale il settore dei servizi finanziari, svolge un ruolo di fondamentale importanza per privati e imprese della società contemporanea. Le innovazioni tecnologiche del settore hanno dato vita al cosiddetto “Fintech”, l’insieme dei prodotti e servizi che stanno nascendo grazie all’applicazione delle ultime tecnologie al mondo della finanza.

Alcune di queste innovazioni, come il semplice online banking o i servizi di risparmio e investimento basati su app mobili, sono ormai più che comuni tra i cittadini.  Altre, invece, stanno ancora attraversando le fasi di ricerca e sviluppo, ma potrebbero presto rivoluzionare diversi processi che riguardano le nostre interazioni con le banche ed altri enti. È il caso dei servizi basati sulla tecnologia blockchain.

Principalmente nota per il suo impiego come registro della rete Bitcoin, alla base della più importante criptovaluta al mondo, questa tecnologia sta trovando largo consenso in quasi tutti i settori che prevedono qualche forma di scambio di valore.

Un recente report prodotto da Acta Fintech, società di comunicazione e consulenza operante nel settore fintech e blockchain, ha fatto luce sull’attuale stato di adozione di questa tecnologia emergente nel settore bancario, prendendo in esame la scena nazionale ed internazionale. Alcuni degli impieghi principali della tecnologia nel mondo bancario riguardano la ricerca di maggiore sicurezza degli accordi attraverso gli Smart Contract (contratti intelligenti basati sul codice), la gestione dell’Identità Digitale, il raggiungimento di una maggior trasparenza nella gestione dei dati, la tokenizzazione di asset fisici ed il trasferimento di fondi cross-border

Un esempio pratico di applicazione della tecnologia, si legge nel report, è dato dalle rimesse“Al giorno d’oggi, le rimesse rappresentano i più grandi flussi di denaro verso i paesi in via di sviluppo, superando gli investimenti diretti stranieri e il sostegno allo sviluppo ufficiale. Secondo il World Bank Group, il settore della rimessa ha visto una notevole crescita negli ultimi anni, aumentando dell’8,8% nel 2017, e del 9,6% nel 2018. La World Bank stima che il costo attuale per inviare una rimessa di $200 è circa il 7% (media globale). Considerando che nel 2018 le rimesse a livello mondiale sono arrivate a $689 miliardi, il 7% significa circa $48 miliardi pagati in costi operativi. Oltre ai costi elevati, la maggior parte delle soluzioni per la rimessa si basa su istituzioni finanziarie e servizi di terze parti. La necessità di diversi intermediari rende il sistema attuale estremamente inefficiente. Non solo per i costi legati ai servizi ma anche per i tempi lunghi delle transazioni, che possono richiedere giorni o persino settimane. L’obiettivo centrale delle compagnie blockchain che si occupano di rimesse è semplificare l’intero processo, rimuovendo intermediari superflui. L’idea è fornire soluzioni di pagamento fluide e quasi istantanee. A differenza dei servizi tradizionali, un network blockchain non è costretto a fare affidamento su un lento processo di approvazione delle transazioni, che in genere coinvolge diversi intermediari e richiede parecchio lavoro manuale.”

Cambia il mercato del lavoro nel Finance

Un’altro tema di fondamentale rilevanza che emerge dal report è connesso al mondo del lavoro. Stando alle dichiarazioni di importanti dirigenti del mondo bancario e finanziario, nei prossimi anni assisteremo a decine di migliaia di licenziamenti. Un dirigente di HSBC, uno dei più importanti gruppi bancari al mondo, ha svelato che l’azienda pianifica di tagliare 35.000 posti di lavoro entro la fine del 2022 e di investire maggiormente in sistemi digitali. In Italia UniCredit ha annunciato che salteranno, entro il 2023, 8.000 posti di lavoro, con 500 filiali in meno sul territorio nazionale nell’ambito di un piano strategico. La tedesca Deutsche Bank, ancora scossa dall’impatto dei derivati tossici e della crisi di Lehman Brothers, procederà con il licenziamento di 18.000 persone entro il 2022. Secondo un’analisi elaborata da Bloomberg, in Europa sono stati oltre i 63.611 posti di lavoro persi. Su scala mondiale sono 77.780 i posti eliminati, la cifra più alta dal 2015 quando a perdere il lavoro furono 91.448 persone.

Andando ad analizzare i vantaggi delle nuove tecnologie nel settore, appare chiaro che il motivo di questi colossali licenziamenti sia il bisogno minore di intervento umano in quasi tutti i processi.  “Uno de principali motivi è legato al fatto che le banche tradizionali sono sempre più minacciate dalla digitalizzazione e dall’automazione del lavoro, oltre che dal proliferare di start-up operanti nel Fintech e nel digital banking. Il mondo mobile e i servizi finanziari di nuova generazione stanno scalzando il ruolo di sportelli, uffici, personale. ”

Esempi di progetti in Italia

Tra gli esempi più interessanti presentati da Acta Fintech nel documento emerge il caso di Hype, il noto conto smart connesso a Banca SellaLa carta Hype è un prodotto del Gruppo Banca Sella, prima realtà in Italia ad offrire un sistema di pagamenti e-commerce già dal 1997. La sua nuova creazione è la carta ricaricabile Hype, dotata di IBAN per effettuare e ricevere pagamenti, decretata come miglior carta prepagata del 2016. Da un’indagine condotta da Hype su un campione rappresentativo della propria base utenti, è emerso che ben il 13,5% dei clienti desidera la possibilità di acquistare e scambiare criptovalute. Per questo motivo, in collaborazione con la startup italiana Conio, Hype ha sviluppato un sistema che consente ai propri clienti l’acquisto di Bitcoin. Il trading verrà condotto tramite la piattaforma HYPE dell’azienda, e la banca funge da intermediario per mitigare potenziali rischi per la sicurezza. Gli utenti del nuovo servizio potranno anche utilizzare la criptovaluta per l’acquisto di beni e servizi.

Proseguendo con gli esempi di applicazione della tecnologia da parte di banche e istituti finanziari del nostro Paese, ad Agosto 2018 UniCredit ha annunciato di aver completato con successo la sua prima transazione internazionale tramite la piattaforma di trade finance basata su tecnologia blockchain We.trade. “Attraverso l’utilizzo di uno smart contract, l’istituto milanese ha permesso al Gruppo Asa, produttore di imballaggi metallici, di concludere l’acquisto di una partita di banda stagnata da un suo fornitore, Steelforce, a sua volta supportato da Kbc Bank in Belgio.”

Anche Mediolanum rientra tra gli esempi citati nel report. “Con l’utilizzo di blockchain Ethereum e la conseguente pubblicazione dell’hash del documento sul sito istituzionale della Banca, Banca Mediolanum ha condotto con successo la certificazione dell’immodificabilità della Dichiarazione Non Finanziaria (DNF). L’adozione di questo processo di notarizzazione rappresenta un’ulteriore conferma dell’impegno della banca nel rendere noto a tutti gli stakeholder impegni, azioni e performance in ambito economico, sociale e ambientale.”

Uno sguardo al futuro

Mentre l’intero settore di blockchain e criptovalute continua a crescere e maturare, assistiamo anche ad un “assestamento” delle sue logiche e dinamiche. Le aziende i cui prodotti e servizi possono avere un reale impatto, infatti, continuano a crescere e consolidare la propria posizione sul mercato. Al contempo altre realtà, in particolare tutte le aziende che hanno solo tentato di cavalcare la crescita di questa tecnologia per mero marketing, iniziano a sparire dai radar, lasciando il posto a prodotti e soluzioni più utili

Il processo è solo agli inizi, ci vorrà tempo. Quando il settore crescerà ulteriormente, però, i vantaggi della tecnologia potranno risultare importanti non solo per le aziende che la implementano, ma anche per privati e imprese che fruiscono dei servizi quotidianamente. Trasparenza, sicurezza, velocità, disintermediazione e un basso costo delle transazioni sono tutti potenziali benefici delle implementazioni di blockchain e criptovalute nel tessuto sociale e imprenditoriale contemporaneo. 

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