Conte alla UE: trattiamo ma la linea non cambia

di Redazione PMI.it

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Conte si prepara il Consiglio europeo: negoziato per evitare la procedura d'infrazione ma avanti con la politica economica già impostata," ci faremo portatori di una riflessione su come adeguare le regole".

L’Italia è «determinata» a evitare la procedura d’infrazione annunciata dall’Unione Europea, ma «siamo anche ben convinti della nostra politica economica»: così il premier, Giuseppe Conte, alla Camera in vista del Consiglio europeo del 20 e 21 giugno.

«Su queste basi – continua il capo del Governo – intendiamo mantenere un dialogo costruttivo con l’Unione europea e queste nostre determinazioni e disponibilità le sto rappresentando con chiarezza anche ai vertici istituzionali dell’Unione, ai miei omologhi».

Tendenzialmente, la linea del Governo sembra dunque rimasta la stessa: dialogo con Bruxelles ma senza rinunciare al programma di politica economica fin qui annunciato. Che, come è noto, prevedono di potenziare la flat tax con la manovra 2020.

Il discorso di Conte in aula in realtà non è sceso nei dettagli della risposta che l’esecutivo deve inviare alla commissione UE per dimostrare che i conti pubblici rispettano i paletti del patto di Stabilità. Il premier si è limitato a dettare la linea generale:

«L’Italia intende rispettare le regole europee senza che ciò impedisca che, come Paese fondatore e terza economia del continente, ci facciamo anche portatori di una riflessione incisiva su come adeguare le regole stesse affinché l’Unione sia attrezzata ad affrontare crisi finanziarie sistemiche e globali e assicuri un effettivo equilibrio tra stabilità e crescita, tra riduzione e condivisione dei rischi».

=> Conti pubblici, cartellino giallo da Bruxelles

Dunque, per sapere con precisione quali saranno i dati e i numeri chiesti da Bruxelles per evitare la procedura d’infrazione, bisogna attendere la lettera da inviare a Bruxelles, attesa in tempi molto stretti.

Le ultime giornate sono state caratterizzate da continui vertici di maggioranza, c’è stato anche un pranzo (mercoledì 19 giugno) fra il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, il titolare degli esteri, Enzo Moavero Milanesi, e il sottosegretario Giancarlo Giorgetti, con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sempre in vista del Consiglio Europeo. Non si esclude che alla fine la lettera possa venire consegnata a mano al presidente Jean Claude Juncker.

Dunque, come previsto i prossimi giorni saranno decisivi, o quantomeno fondamentali per capire come si evolve la vicenda.

Come noto, i tempi sono strettissimi: la decisione definitiva verrà presa in occasione dell’Ecofin dell’8-9 luglio, ma l’Europa ha già chiesto all’Italia una risposta in tempi più rapidi (entro al fine di questa settimana) per avere il tempo di approfondire la discussione e preparare, eventualmente, l’avvio vero e proprio della procedura.