L’INPS aggiorna i contributi volontari agricoli dovuti nel 2026 da lavoratori dipendenti, coltivatori diretti, coloni, mezzadri, imprenditori agricoli professionali e piccoli coloni. La Circolare n. 69 fissa aliquote, minimi, classi di reddito e criteri di calcolo per chi prosegue la contribuzione dopo l’interruzione dell’attività o integra le giornate agricole fino al limite annuo. Per il lavoro dipendente l’aliquota sale al 30,50%; per gli autonomi il contributo settimanale va da 68,12 euro a 122,87 euro, con minimi effettivi più alti in base alla data di autorizzazione.
In sintesi:
- la Circolare INPS n. 69 del 22 giugno 2026 aggiorna i versamenti volontari del settore agricolo per l’anno 2026;
- i lavoratori agricoli dipendenti applicano l’aliquota IVS del 30,50%, composta da 30,39% di quota pensione e 0,11% di quota base;
- coltivatori diretti, coloni, mezzadri e IAP versano contributi settimanali calcolati su quattro classi di reddito;
- il contributo settimanale non può scendere sotto 68,21 euro per autorizzazioni ante 31 dicembre 1995 e 80,77 euro per autorizzazioni successive;
- i contributi integrativi volontari degli agricoli dipendenti possono coprire fino a 270 giornate annue.
Importi INPS per gli agricoli autonomi
Per coltivatori diretti, coloni, mezzadri e imprenditori agricoli professionali, il contributo volontario 2026 è settimanale e si determina sulla media dei redditi degli ultimi tre anni. La media viene ricondotta a una delle quattro classi previste dall’art. 10 della Legge n. 233/1990, con applicazione della quota pensione del 22%, dell’addizionale del 2% e dell’ulteriore addizionale prevista dalla Legge n. 160/1975.
| Classe e Reddito settimanale | Imponibile medio | Contributo settimanale |
|---|---|---|
| 1 – fino a 273,78 euro | 273,78 euro | 68,12 euro |
| 2 – oltre 273,78 e fino a 365,04 euro | 319,41 euro | 79,07 euro |
| 3 – oltre 365,04 e fino a 456,30 euro | 410,67 euro | 100,97 euro |
| 4 – oltre 456,30 euro | 501,93 euro | 122,87 euro |
La tabella mostra il calcolo base, perché la stessa circolare richiama il limite minimo dell’art. 10, comma 2, della Legge n. 233/1990. Il versamento non può essere inferiore a 68,21 euro settimanali se l’autorizzazione alla contribuzione volontaria è stata accordata prima del 31 dicembre 1995 e a 80,77 euro settimanali se l’autorizzazione è successiva.
Agricoli dipendenti con aliquota al 30,50%
Per i lavoratori agricoli dipendenti, a tempo determinato e indeterminato, l’aliquota dei contributi volontari 2026 è pari al 30,50%. La misura vale sia per le autorizzazioni alla prosecuzione volontaria entro il 30 dicembre 1995 sia per quelle dal 31 dicembre 1995 in poi.
| Voce | Valore 2026 |
|---|---|
| aliquota base | 0,11% |
| quota pensione | 30,39% |
| totale IVS | 30,50% |
| retribuzione minima settimanale | 244,74 euro |
Il riferimento alla retribuzione minima settimanale serve per calcolare il contributo volontario quando la retribuzione presa a base non può scendere sotto il minimo previsto per la generalità dei lavoratori dipendenti. La soglia 2026 è pari a 244,74 euro, corrispondente al 40% del trattamento minimo di pensione.
Versamenti integrativi fino a 270 giornate
I contributi integrativi volontari consentono ai lavoratori agricoli dipendenti di integrare la contribuzione fino alla concorrenza di 270 giornate annue. L’importo è pari al contributo obbligatorio vigente nell’anno a cui si riferiscono i versamenti volontari integrativi.
Per gli operai agricoli a tempo determinato e indeterminato, la Circolare INPS n. 69/2026 chiarisce che il calcolo avviene sull’imponibile contributivo determinato in base alle retribuzioni percepite, applicando l’aliquota IVS 2026 del 30,50%. Non si applica più il criterio delle retribuzioni medie convenzionali previsto dall’art. 28 del DPR n. 488/1968 quando il salario contrattuale non superava tali valori.
Piccoli coloni e compartecipanti familiari
Per piccoli coloni e compartecipanti familiari, il calcolo dei contributi integrativi volontari segue ancora il criterio dei salari medi convenzionali. Il riferimento è il Decreto Direttoriale del Ministero del Lavoro del 22 maggio 2026, che determina le retribuzioni medie giornaliere per provincia.
Su tali importi si applicano le aliquote previste per gli operai agricoli a tempo determinato nel 2026, pari al 30,50%, con quota pensione del 30,39% e aliquota base dello 0,11%. Il risultato cambia quindi in base alla provincia e al salario medio convenzionale applicabile.
Contributi agricoli volontari vs. obbligatori
La contribuzione volontaria interviene quando il lavoratore è autorizzato a proseguire i versamenti dopo l’interruzione o a integrare periodi agricoli non pieni. Per accedere alla prosecuzione volontaria servono periodi contributivi minimi già maturati e il versamento avviene attraverso i canali telematici INPS, con importi calcolati in base alla categoria previdenziale di appartenenza.
Per quanto concerne i contributi agricoli obbligatori 2026 dovuti da coltivatori diretti, coloni, mezzadri e imprenditori agricoli professionali durante l’attività, le tabelle di riferimento sono contenute nella Circolare INPS n. 67 del 18 giugno 2026.