Sisma Emilia: chiuse 8 imprese su 10

di Teresa Barone

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Confesercenti Modena rende nota la grave situazione in cui versano le imprese emiliane: l’80% non ha ripreso l’attività dopo il sisma, urge bando regionale.

Il bilancio delle imprese emiliane colpite dal terremoto dello scorso maggio e ancora impossibilitate a riprendere l’attività si fa sempre più negativo: lo rende noto Confesercenti Modena, che informa sulle cifre relative alla produzione locale: sono più di 150 le imprese dell’area commercio e servizi a essere state danneggiate dal sisma, e tra queste 8 su 10 non hanno ancora riaperto l’attività, con danni economici che complessivamente arrivano a 6 milioni e mezzo di euro.

«Il sisma ha causato danni per milioni di euro a strutture, merci, strumenti di lavoro. A cui vanno aggiungersi quelli inerenti alla perdita di fatturato. Gli operatori non hanno intenzione di arrendersi, pur nella consapevolezza che ci vorranno mesi o forse anni per ritornare ad una situazione normale.»

Non solo l’80% delle imprese è ancora inattivo, ma molte ha dovuto attivare gli ammortizzatori sociali a favore dei dipendenti, e anche nei Comuni meno colpiti dal sisma si sta verificando un sensibile  calo dell’attività produttiva. Confesercenti Modena lancia quindi un appello alla Giunta per accelerare i tempi di attivazione del bando regionale – e della creazione di uno sportello provinciale per la raccolta delle domande – finalizzato a erogare contributi alle per la delocalizzazione delle imprese.

«Le risorse stanziate dal Governo risultano purtroppo insufficienti, per segnare una ripartenza concreta di fronte alla situazione precaria generata nella Bassa dal sisma. Dato il patrimonio che continuano a rappresentare, le imprese debbono avere certezze sul loro futuro, a partire da quello immediato. E questo sta a significare certezze e tempi rapidi sugli indennizzi, supporto fondamentale per poter ripartire e ricostituire un florido tessuto economico”.»

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