Telelavoro: le novità della Legge di Stabilità 2012

di LavoroImpresa

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La Legge di Stabilità 2012 ha aggiornato la normativa sul telelavoro, dopo le agevolazioni introdotte nel 2011 dall'ex ministro Maurizio Sacconi, con l'obiettivo di migliorare la conciliazione fra lavoro e famiglia: tutte le novità.

Si riprende a parlare di telelavoro dopo l’accordo firmato l’anno scorso dall’ex ministro del Lavoro Maurizio Sacconi che introduceva forme di flessibilità che prevedono l’applicazione del telelavoro al posto dei congedi parentali.

Quello che l’ex ministro aveva intenzione di fare era la rimodulazione degli orari di lavoro con l’obiettivo di migliorare la conciliazione dei tempi di lavoro e famiglia. E qui entra in discussione il telelavoro, la cui normativa è stata aggiornata dalla Legge di stabilità 2012.

Vantaggi del telelavoro

La causa del mancato decollo del telelavoro in Italia è sicuramente nei problemi culturali. Con il telelavoro, infatti, l’azienda, perderebbe il “controllo” del dipendente. Il problema è che una parte le nostre tradizioni sono saldamente ancorate ad un modo di lavorare arcaico e postbellico che pone come fondamenta la mancanza di fiducia nel lavoratore, la timbratura del cartellino e la presenza in ufficio.

Eppure il telelavoro rappresenta un volano di crescita e sviluppo per le imprese. Grazie a Internet e telelavoro, infatti, ognuno può essere produttivo da qualunque parte del mondo e in qualunque momento della giornata. Si può collaborare in rete su progetti che possono essere modificati, scambiati ed elaborati.

Quali i vantaggi per imprese e lavoratori? Conciliazione delle esigenze familiari e aziendali, flessibilità, miglioramento della produttività delle imprese, risparmio ed efficienza. L’Italia è comunque lontana dagli standard europei. Solo il 4% circa della forza lavoro, ossia 800.000 persone, è occupata nel telelavoro.

Aspetti normativi

Dal punto di vista normativo il telelavoro è un contratto di lavoro subordinato a domicilio solitamente svolto tramite l’utilizzo di un computer collegato alla rete aziendale. Fa riferimento all’Accordo Quadro del 2004 e alla Legge n. 183 del 12 novembre 2011 conosciuta anche come Legge di stabilità 2012. In particolare la norma tende a migliorare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro con specifico riferimento a disabili e lavoratori in mobilità proprio tramite l’introduzione del telelavoro. L’azienda che sceglie di assumere dipendenti in telelavoro deve offrire loro le stesse garanzie e benefit di chi lavora in ufficio.

Contratto di telelavoro

Il contratto di telelavoro da redigersi per iscritto deve essere frutto di un preventivo accordo tra impresa e lavoratore e può essere l’evoluzione di un contratto di lavoro tradizionale. Ciò vuol dire che, previo accordo tra le parti, il contratto di lavoro può essere trasformato in contratto di telelavoro. Il mancato accordo tra le parti non può costituire presupposto per risoluzione del contratto.

Obblighi del datore di lavoro

L’Accordo Interconfederale pone importanti doveri e obblighi in capo al datore di lavoro. In particolare prevede la consegna al telelavoratore delle relazioni informative conformi alle direttive 91/533/CEE nonché copia del contratto collettivo applicato e descrizione della prestazione lavorativa.

Il datore di lavoro è infine tenuto a formare il telelavoratore circa gli strumenti tecnici cui disporrà, dovrà adottare misure idonee a prevenire l’isolamento del telelavoratore rispetto agli altri lavoratori dell’azienda mediante periodici incontri e riunioni con i colleghi e con il proprio responsabile.

Particolare rilievo assumono le norme in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro poiché il datore di lavoro è responsabile della tutela della salute e della sicurezza professionale del telelavoratore. Pertanto il lavoratore dovrà essere formato nel rispetto della normativa vigente anche relativamente al corretto uso di videoterminali e delle pause di lavoro stabilite dalla legge.

L’Accordo interconfederale autorizza il datore di lavoro, le rappresentanze dei lavoratori e le autorità competenti ad accedere, previo avviso e consenso da parte del lavoratore, ai locali in cui viene svolto il telelavoro al fine di verificare la corretta applicazione della normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro da parte del lavoratore.

L’impresa che impiega personale con la formula del telelavoro deve garantire loro pari trattamento e medesimi diritti dei lavoratori che svolgono attività presso i locali dell’impresa comprese le opportunità di carriera, l’orario di lavoro e le attività sindacali.

Di norma, salvo diversi accordi fra le parti, è il datore di lavoro a sostenere tutti i costi necessari a permettere il regolare svolgimento del telelavoro: software, hardware, connessione a Internet, adeguamento al D. Lgs. 81/2008 dei locali in cui viene svolto il telelavoro. Resta inteso che ogni accordo va chiarito prima dell’inizio delle prestazioni lavorative. Tuttavia, l’Accordo quadro stabilisce quali oneri sono di esclusiva competenza dell’azienda come ad esempio le spese per la protezione dei dati o i danni agli strumenti di lavoro.

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