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Riforma del Lavoro: la sfida è la produttività non lo Statuto dei Lavoratori

di Noemi Ricci

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Eurispes "Rapporto Italia 2012": la riforma del lavoro deve puntare ad aumentare la produttività, con un progetto-paese di lungo periodo e un dibattito senza preclusioni tra politica e parti sociali.

Il mercato del lavoro in questi giorni è quanto mai sotto i riflettori, per effetto della riforma del lavoro allo studio del governo Monti: Eurispes, nel “Rapporto Italia 2012“, scatta una fotografia dell’attuale situazione in Italia, evidenziando la necessità di un «dibattito senza preclusioni» tra politica e parti sociali.

Per uscire dalla crisi economica, secondo Eurispes, nella riforma del lavoro non bisogna pensare tanto alla revisione dello Statuto dei Lavoratori, quanto a incrementare gli investimenti volti ad aumentare produttività.

Non a caso gli Italiani dimostrano scarsissima fiducia nel Governo e questo sicuramente non pone i giusti presupposti per la ripresa.

La classe dirigente dovrebbe «ricostituirsi come “grande agenzia di senso e di orientamento” e attrezzarsi per ricostruire il rapporto interrotto con la società ma anche per rispondere all’onda qualunquista dell’antipolitica».

Servono quindi segnali chiari e risposte concrete, con le necessarie riforme.

Con riferimento a queste ultime, la riforma del mercato del lavoro dovrebbe essere portata a termine tenendo presente che la priorità per l’Italia è aumentare la produttività.

Secondo Eurispes questa è la vera sfida e serve un progetto-paese di lungo periodo che punti alla valorizzazione dei suoi numerosi asset.

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