Ad aprile 2025 è stato corrisposto un bonus annuale come premio di produttività di 2.509 euro (inferiore al limite di 3.000) ma è stata applicata l’IRPEF a scaglioni con addizionali, anziché la tassa piatta del 5%. Perchè? Nel 730/2026 esiste la possibilità di recuperare il credito? Oppure si può fare istanza di rimborso all’Agenzia dell’Entrate? In questa ultima ipotesi, entro quanto tempo?
Il suo caso è frequente: il dipendente riceve il premio di risultato ma si accorge che il netto è più basso del previsto perché l’azienda ha applicato la tassazione ordinaria (scaglioni IRPEF) anziché l’imposta sostitutiva agevolata (ridotta al 5% per l’anno d’imposta 2025). La buona notizia è che la situazione è sanabile direttamente in dichiarazione dei redditi.
La legge consente infatti di modificare il regime di tassazione applicato dal sostituto d’imposta (datore di lavoro) in sede di dichiarazione dei redditi. Pertanto, la via maestra per recuperare le somme versate in eccesso è il Modello 730/2026.
Recupero detassazione premi Modello 730
Come chiarito dall’Agenzia delle Entrate con la Circolare n. 28/E del 2016, il dipendente ha la facoltà di rideterminare l’imposta dovuta sul premio di risultato compilando l’apposito quadro del modello 730 (solitamente il Rigo C4 – “Somme per premi di risultato”). Il meccanismo funziona in due direzioni:
- se l’azienda ha applicato l’imposta sostitutiva ma per il dipendente era più conveniente quella ordinaria (es.: per carichi di famiglia o detrazioni), si può optare per la tassazione ordinaria;
- viceversa, come nel suo caso, se l’azienda ha applicato la tassazione ordinaria pur sussistendo i requisiti per quella agevolata, il dipendente può barrare l’opzione per l’imposta sostitutiva.
In questo modo, il 730 calcolerà la differenza tra l’IRPEF pagata (es. 23% o 35%) e l’imposta al 5%, generando un credito d’imposta che sarà rimborsato direttamente in busta paga (o utilizzato in compensazione) a partire da luglio 2026.
Tempi stretti per il conguaglio
Riguardo alla richiesta di ricalcolo direttamente all’azienda, essendo ormai a febbraio 2026, i tempi sono stretti. Il sostituto d’imposta deve finalizzare la Certificazione Unica (CU) 2026 entro il 16 marzo. Se la CU è già stata elaborata e trasmessa, il datore di lavoro non può più intervenire con un conguaglio tardivo. La strada del 730 rimane quindi la soluzione più sicura, rapida e tracciabile.
Perché l’azienda non ha applicato il 5%?
Prima di procedere, è necessario verificare perché il datore di lavoro non ha applicato l’agevolazione. Il recupero nel 730 è infatti legittimo solo se si rispettano tutti i requisiti di legge. L’azienda potrebbe aver applicato l’IRPEF ordinaria perché non ricorrevano tutti i presupposti.
Di contro, subentrano le cause ostative:
- superamento soglia reddito se il dipendente ha percepito nell’anno precedente redditi da lavoro dipendente superiori a 80.000 euro;
- mancanza di accordo collettivo di secondo livello (territoriale o aziendale) depositato presso l’Ispettorato del Lavoro, che preveda obiettivi incrementali misurabili;
- Scelta o rinuncia scritta all’imposta sostitutiva (verifichi eventuali moduli compilati a inizio anno).
Hai una domanda che vorresti fare ai nostri esperti?
Chiedi all'espertoRisposta di Barbara Weisz