Reddito di libertà: l’assegno mensile sale a 530 euro

di Teresa Barone

20 Aprile 2026 09:54

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L’assegno mensile del Reddito di libertà per le donne vittime di violenza in condizione di bisogno sale fino a 530 euro.

Da 500 a 530 euro al mese: il reddito di libertà per le donne vittime di violenza in condizione di bisogno aumenta per il 2026. Lo stabilisce la circolare INPS n. 44 del 9 aprile 2026, che recepisce il decreto interministeriale del 17 settembre 2025 e aggiorna le istruzioni per domande, integrazioni degli importi 2025 e risorse disponibili nell’anno in corso.

Quanto vale il reddito di libertà nel 2026

L’importo mensile del reddito di libertà passa da 500 a 530 euro mensili, per un massimo di dodici mensilità. Il contributo complessivo annuo sale così a 6.360 euro. La misura ha seguito un percorso di incrementi graduali: 400 euro mensili nel 2023 e nel 2024, poi 500 nel 2025. Per il 2026, le risorse complessive destinate alla misura ammontano a 16,5 milioni di euro, tra finanziamenti statali e fondi regionali trasferiti all’INPS. Le Regioni possono integrare ulteriormente la dotazione con risorse proprie.

Integrazione automatica per le domande 2025

Chi ha beneficiato del reddito di libertà nel 2025 — quando l’importo era fissato a 500 euro mensili — riceverà un’integrazione automatica fino al nuovo massimo di 530 euro al mese. L’INPS provvede all’adeguamento con le risorse statali o regionali già trasferite per il finanziamento della misura. Una volta completata l’integrazione degli importi 2025, l’Istituto procederà al pagamento delle richieste presentate nel 2026, nei limiti delle risorse disponibili, informando le interessate dell’esito.

La domanda si trasmette attraverso il Comune

Le richieste di reddito di libertà non vengono inoltrate direttamente all’INPS: passano esclusivamente attraverso i Comuni. L’ente locale è tenuto a verificare preventivamente il possesso dei requisiti, la validità e la completezza dei dati indicati nel modulo SR208, nonché l’effettiva sussistenza dello stato di bisogno e il proseguimento del percorso di fuoriuscita dalla violenza. Solo dopo questi controlli la richiesta può essere trasmessa all’Istituto in via telematica.

Domanda respinta da ripresentare entro fine anno

Le istanze presentate entro il 31 dicembre 2025 e non accolte per insufficienza di risorse sono decadute. L’INPS chiarisce che le donne interessate possono ripresentare la domanda dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026, per accedere al contributo nell’anno in corso.