Rinnovo Contratto Metalmeccanici: sciopero contro l’aumento di 27 euro

di Anna Fabi

16 Giugno 2025 07:58

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Trattativa per il rinnovo del Contratto Metalmeccanici Industriali: sciopero il 20 giugno contro l'aumento salariale legato all'inflazione (indice IPCA).

Nuovo sciopero in vista, il 20 giugno, per il mancato rinnovo (2024-2027) del CCNL Metalmeccanici Industriali: Federmeccanica e Assistal restano ferme sulla proposta di aumento legato all’inflazione (indice IPCA), che secondo il nuovo dato Istat si attesta all’1,3% traducendosi in un incremento dei minimi salariali pari a 27,70 euro mensili per il livello C3 (ex 5º livello), 27,90 euro per il CCNL Unionmeccanica (5º categoria) e 24,75 per il CCNL Orafi (5º categoria).

Posizioni troppo lontane dalle richieste sindacali (orario di 35 ore settimanali e aumento di 280 euro al mese), dunque, con il negoziato ormai interrotto da mesi, contratto scaduto da un anno e proteste dei lavoratori che si ripropongono a cadenza periodica.

Trattativa rinnovo contratto Metalmeccanici: a che punto siamo

Ufficialmente, le trattative si sono interrotte lo scorso 12 novembre 2024, dopo otto incontri andati a vuoto, quando Federmeccanica e Assistal hanno ripresentato la loro controproposta (già illustrata il mese prima) e rigettato quella della piattaforma unitaria di Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm, secondo cui i 311 euro lordi percepiti dai lavoratori negli ultimi tre anni hanno semplicemente attenuato la perdita di potere d’acquisto senza però gettare le basi per un incremento degli stipendi in linea con l’aumento del costo della vita. Da quel momento sono peraltro partiti gli scioperi ed il blocco di flessibilità e straordinari. Vediamo in estrema sintesi cosa prevedono le due piattaforme su cui si concentra la trattativa su un contratto che riguarda 1,5 milioni di lavoratori di 30mila aziende italiane.

Le richieste dei sindacati

Le organizzazioni sindacali chiedono un aumento tabellare fisso di 280 euro (livello C3), una riduzione dell’orario di lavoro a 35 ore settimanali, un innalzamento della soglia di benefit esentasse a 250 euro, dagli attuali 200, una piattaforma nazionale di welfare per garantire a tutti la possibile conversione del premio di risultato in misure di welfare, più flessibilità nella gestione dell’orario di lavoro, a possibilità di utilizzare i permessi orari anche per frazioni di ora, due mesi di congedo parentale indennizzati al 100%.

=> Rinnovo CCNL Metalmeccanici: minimi retributivi o aumento fisso

La piattaforma di Federmeccanica e Assistal

Le associazioni datoriali non prevedono aumenti salariali fissi, dopo gli adeguamenti retributivi dei minimi di garanzia, pari a 310 euro, riconosciuti nel contratto 2021-2024. Proponendo di estendere a quattro anni la vigenza del contratto, insistono invece nel confermare l’incremento in base all’inflazione (Ipca-Nei).

Propongono poi un premio annuo di 700 euro a partire da giugno 2026 per chi lavora in imprese con margine operativo lordo (utile lordo) pari almeno al 10% del fatturato. Questo premio scenderebbe però a 350 euro se l’azienda non prevede premi di risultato, la sostituzione degli scatti periodici di anzianità con un nuovo meccanismo (chiamato elemento di continuità professionale) e innalzamento a 400 euro dei benefit esistenti.

Distanze salariali evidenti, dunque, sia sui minimi sia sulla proposta economica per la mancata contrattazione aziendale (elemento perequativo).