Rinnovo CCNL Federculture: aumenti del 7,5%, arretrati e nuovi inquadramenti

di Teresa Barone

7 Maggio 2026 10:21

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Siglato il 30 aprile 2026, il CCNL Federculture 2022-2024 porta aumenti del 7,5% sui minimi tabellari, arretrati fino a 1.850 euro e nuovi inquadramenti.

Siglato il rinnovo del CCNL Federculture per il triennio 2022–2024. L’accordo riguarda i dipendenti delle aziende dei servizi pubblici della cultura, turismo, sport e tempo libero. Con la firma diventano operative le nuove norme su retribuzioni, welfare e inquadramenti. Tra i rinnovi 2024-2026, questo rappresenta uno dei più attesi per la lunga vacanza contrattuale accumulata; anche per questo, il 26 maggio è già fissata la data per l’apertura del negoziato per il triennio 2025–2027.

Federculture: aumenti e arretrati da dicembre 2024

Sul piano retributivo, il contratto — sottoscritto dalla Commissione Trattante di Federculture e dalle organizzazioni sindacali FP CGIL, CISL FP, UIL FPL e UIL PA —  prevede un aumento complessivo del 7,5% sui minimi tabellari riferiti ai valori al 1° dicembre 2021, con decorrenza dal 1° dicembre 2024: l’importo ammonta a 131,77 euro lordi per il II° livello della II° fascia, da riparametrare per gli altri livelli secondo le percentuali contrattuali.

Al personale in servizio alla data di firma spettano inoltre gli arretrati maturati per il periodo dal 1° gennaio 2022 al 30 novembre 2024: l’importo complessivo è pari a 1.850 euro lordi per il II° livello della II° fascia, da riparametrare per gli altri livelli. Le somme saranno assoggettate a tassazione ordinaria e contribuiranno alla formazione della base imponibile previdenziale e per il TFR.

In ambito welfare, il contributo che le aziende destinano all’assistenza sanitaria integrativa viene raddoppiato rispetto al precedente importo di 14,17 euro, salendo a 28,17 euro mensili per 12 mensilità per ogni lavoratore a tempo indeterminato. Considerando questa componente, l’incremento economico complessivo del rinnovo supera l’8%.

Nuova classificazione del personale dal 1° luglio 2026

Sul piano normativo, il rinnovo introduce una riforma del sistema di classificazione del personale che entrerà in vigore dal 1° luglio 2026. Le aree di inquadramento restano tre ma i livelli vengono ridotti e riorganizzati in una struttura più leggibile, con l’obiettivo di rendere più chiari i percorsi professionali e allineare le categorie alle competenze richieste oggi dal settore, comprese quelle digitali.

Per i lavoratori già in forza al momento del passaggio al nuovo sistema, il contratto introduce la SCR — Specifica Componente della Retribuzione: un elemento economico non riassorbibile, calcolato sulla differenza retributiva eventualmente generata dall’accorpamento dei livelli, che tutela le retribuzioni individuali senza penalizzare chi era già inquadrato nel sistema precedente.