Legge 104: come funziona la percentuale di invalidità

di Noemi Ricci

9 Giugno 2025 07:39

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Come si ottiene il riconoscimento della percentuale di invalidità e disabilità e come si calcola per accedere ai benefici per invalidi civili e Legge 104.

Come faccio a sapere la mia percentuale di invalidità? È una delle domande più diffuse tra coloro che hanno delle patologie e intendono fruire delle agevolazioni e dei benefici previsti dalla normativa vigente, con particolare riferimento alla Legge 104 del 1992. Per fare in modo che la propria disabilità venga riconosciuta ufficialmente è necessario presentare all’INPS (Istituto Nazionale di Previdenza Sociale) domanda di invalidità civile e accertamento sanitario. Si tratta di un passaggio fondamentale per il riconoscimento di invalidità civile, cecità civile, sordità, disabilità e handicap, sia per i cittadini italiani che per quelli stranieri.

Vediamo come procedere e cosa cambia tra invalidità civile e disabilità ai sensi della Legge 104.

Cos’è la percentuale di invalidità

La percentuale di invalidità è una misurazione della riduzione permanente della capacità lavorativa di un individuo, espressa in termini percentuali e causata da menomazioni permanenti e croniche, sia di natura fisica che psichica ed intellettiva. Essa viene assegnata da un’apposita commissione medica dell’INPS a seguito di una visita di accertamento, in base alle patologie e menomazioni fisiche, psichiche o sensoriali di cui il soggetto è affetto. In base alla percentuale di invalidità sono previsti diversi benefici e prestazioni economiche, tra cui:

  • assegno mensile di invalidità civile: per invalidità dal 74% al 99% e con un reddito inferiore a determinate soglie.
  • pensione di inabilità: per invalidità al 100% e con un reddito inferiore a determinate soglie;
  • indennità di accompagnamento: per invalidità al 100% con l’impossibilità a deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore o a compiere autonomamente gli atti quotidiani della vita;
  • esenzione ticket sanitario: per invalidità superiore al 67%;
  • agevolazioni lavorative: per invalidità superiore al 33%.

=> Legge 104: guida alle novità per disabili e caregiver

Invalidità vs. disabilità

Da precisare che l’invalidità civile e la disabilità da Legge 104 (che consente di ottenere permessi e congedi lavorativi) non sono la stessa cosa.

  • L’invalidità è un tipo di riconoscimento che riguarda le persone con menomazioni fisiche, intellettive e psichiche che causano una permanente incapacità lavorativa non inferiore ad un terzo (33%), e si basa sulla legge n. 118 del 30 marzo 1971. Questa individua come invalidi civili “i cittadini affetti da minorazioni congenite o acquisite, anche a carattere progressivo, compresi gli irregolari psichici per oligofrenie di carattere organico o dismetabolico, insufficienze mentali derivanti da difetti sensoriali e funzionali che abbiano subito una riduzione permanente della capacità lavorativa non inferiore a un terzo o, se minori di anni 18, che abbiano difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età”.
  • Lo stato di handicap, invece, è definito dalla Legge 104/1992 come una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabile o progressiva, che comporta difficoltà di apprendimento, relazione o integrazione lavorativa e determina un processo di svantaggio sociale o emarginazione (art. 3, comma 1). In pratica, nel riconoscimento dell’handicap ai sensi della Legge 104, viene presa in considerazione la difficoltà d’inserimento sociale dovuta alla patologia o menomazione riscontrata.

I due riconoscimenti (invalidità e handicap) seguono procedure simili ma distinte, con due visite mediche di accertamento diverse. Entrambi consentono di godere di particolari benefici in base alla percentuale di invalidità o alla definizione di handicap riportata sul verbale.

È però possibile presentare domanda contemporaneamente per Invalidità e Legge 104, per fare una sola visita, barrando le due caselle dell’apposita modulistica.

Le novità della riforma della disabilità

La riforma della disabilità introdotta dal Decreto Legislativo 62/2024 è entrata in vigore il 1° gennaio 2025, ma alcune delle novità previste, come la centralizzazione delle visite di accertamento, la valutazione multidimensionale e l’uso del certificato medico digitale, sono ancora in fase sperimentale. L’obiettivo con cui sono stati introdotti di questi importanti cambiamenti riguardanti il riconoscimento e la valutazione dell’invalidità è di semplificare le procedure e rendere più efficiente il sistema, migliorando l’inclusione sociale e lavorativa delle persone con disabilità.

Attualmente, la sperimentazione è in corso in 20 province italiane e, nel corso dell’anno 2025, il processo di attuazione sarà progressivamente esteso a livello nazionale. Quindi, anche se la riforma è ufficialmente in vigore, non tutte le modifiche sono ancora operative in tutte le Regioni. Di seguito, le principali novità in fase di attuazione o sperimentazione a livello nazionale troviamo:

Centralizzazione delle visite di accertamento

La valutazione dell’invalidità e della disabilità viene centralizzata, con una visita medica unificata che copre sia l’invalidità civile che la disabilità ai sensi della Legge 104. In precedenza, i cittadini dovevano sottoporsi a visite separate, ora tutto avviene in un’unica occasione. Attualmente, questa nuova modalità è in fase di sperimentazione in 20 province italiane.

Certificato medico digitale

È stato introdotto il certificato medico digitale, che permette ai medici certificatori di inviare direttamente la richiesta di valutazione all’INPS in modalità telematica. Questo semplifica notevolmente l’intero processo, eliminando la necessità di presentare una domanda separata. La piena operatività dipenderà dalla digitalizzazione delle strutture sanitarie e dalle modalità pratiche di attuazione.

Valutazione multidimensionale

Un altro cambiamento significativo riguarda la nuova valutazione multidimensionale. Questo approccio considera non solo le patologie fisiche, ma anche le difficoltà relazionali, sociali e lavorative, fornendo un quadro completo delle necessità della persona. Questo sistema punta a garantire che le persone con disabilità siano supportate in maniera più integrata e mirata, tenendo conto di tutti gli aspetti della loro vita quotidiana. La valutazione multidimensionale è prevista nelle regioni che partecipano alla sperimentazione.

Progetto di vita personalizzato

In linea con la valutazione multidimensionale, la riforma introduce anche il concetto di progetto di vita personalizzato, che definisce gli interventi necessari per migliorare l’inclusione sociale, lavorativa e l’autosufficienza delle persone con disabilità. Anche questo approccio è in fase di attuazione nelle aree sperimentali.

Aggiornamenti sulla revisione periodica

La riforma prevede modifiche alle modalità di revisione periodica delle invalidità. Le persone con invalidità riconosciuta saranno rivalutate solo se cambiano significativamente le loro condizioni, altrimenti non saranno più sottoposte a visite continue, riducendo il carico burocratico. Questa modifica sarà applicata gradualmente, a seconda dei progressi nella sperimentazione delle nuove pratiche.

Dove trovo la percentuale di invalidità

Per conoscere la percentuale di invalidità riconosciuta dall’INPS, è necessario consultare il verbale di invalidità o 104 rilasciato a seguito della visita di accertamento. Ma facciamo un passo indietro per spiegare come ottenere il riconoscimento di una specifica percentuale di invalidità. Ecco di seguito i 4 passaggi chiave.

  1. Il primo tassello è il certificato medico introduttivo, rilasciato da un medico certificatore (solitamente il proprio medico di base) con una validità di 90 giorni.
  2. A questo punto, è necessario presentare domanda all’INPS per sottoporsi a una visita di accertamento da parte di una commissione medica, così come indicato nel certificato medico introduttivo rilasciato dal proprio medico di base (che contiene un numero di protocollo). La domanda può essere presentata online, tramite il sito web dell’INPS, oppure presso le sedi territoriali dell’Istituto,
  3. Ricevuta la domanda, l’INPS inoltra la richiesta all’ASL competente, la quale programma una data per la visita medica di accertamento entro 30 giorni (15 in caso di malattie oncologiche). Il richiedente deve presentarsi alla visita nella data concordata, fornendo un valido documento di identità, il proprio codice fiscale, la tessera sanitaria e il certificato medico.
  4. Una volta effettuata la visita, la Commissione Medica Integrata (eventualmente supportata da un medico specialista della patologia in questione) rilascia il verbale di invalidità contenente l’esito, i codici nosologici internazionali (ICD-9), nonché i punteggi per ogni sintomo e le patologie che comportano l’esclusione da una successiva visita di revisione. Il verbale viene inviato al soggetto entro 120 giorni dalla visita in caso di unanimità.

Il verbale INPS (o il verbale 104) attesta l’invalidità e permette di accedere a agevolazioni previste dalla legge. Se si è smarrito, è possibile consultarne una copia sul sito dell’INPS – con identità SPID, CIE o CNS – o contattare il contact center. Anche per conoscere l’esito della visita per la valutazione dell’invalidità civile, o per mancato ricevimento del verbale, è possibile visitare il sito INPS o contattare l’ente.

Come capire la percentuale di invalidità

Dal verbale INPS, il cittadino può ricavare informazioni importanti come il suo stato e il grado di invalidità civile riconosciuto. Questo può essere con una riduzione permanente della capacità lavorativa (superiore a 1/3, 2/3 o al 74%) o con totale o permanente incapacità lavorativa al 100% e impossibilità di deambulare senza l’assistenza permanente di accompagnamento, oppure con la necessità di assistenza continua per svolgere gli atti quotidiani.

Quali agevolazioni per ogni invalidità

In base allo stato e alla percentuale, si possono conoscere i benefici e le agevolazioni a cui si ha diritto. Di seguito alcuni esempi di benefici in base alla percentuale di invalidità.

  • Dal 33%: diritto alla fornitura gratuita di protesi ed ausili coerenti con le patologie esposte nel verbale al campo “diagnosi”.
  • Dal 46%: diritto all’iscrizione alle liste di collocamento mirato (Legge 68/99).
  • Dal 51%: congedo straordinario per cure, se previsto dal CCNL.
  • Dal 60%: possibilità per chi già lavora di essere inserito nella quota di riserva delle categorie protette .
  • Dal 66%: esenzione tasse universitarie.
  • Dal 67%: esenzione ticket sanitari.
  • Dal 74%: assegno mensile di invalidità civile (se il reddito è inferiore a spefiche soglie).
  • Al 100%: pensione di inabilità (se il reddito è inferiore a determinate soglie); indennità di accompagnamento senza limite di reddito ed età; agevolazioni per l’acquisto di auto.

Per quanto riguarda la Legge 104, le agevolazioni sono distinte anche in base al grado di gravità dell’handicap.

Da precisare che il riconoscimento dell’invalidità non implica automaticamente la fruizione dei benefici economici. Bisogna infatti effettuare un’altra fase, la quale prevede che il Responsabile del Centro Medico Legale dell’INPS esamini il verbale entro 10 giorni per verificare che siano presenti tutti i requisiti socio-economici. Se ciò non avviene, potrebbe essere richiesta una nuova visita dopo 20 giorni.

Come si calcola la percentuale di invalidità

Il calcolo della percentuale di invalidità di un soggetto è abbastanza complesso. Ad ogni patologia è associata una determinata percentuale, così come indicata nella tabella associata al Decreto Ministeriale del 5 febbraio 1992 il Ministero della Sanità. Tale tabella fa riferimento all’incidenza delle infermità invalidanti sulla capacità lavorativa secondo i criteri della normativa vigente e richiede, da parte della Commissione medica, l’analisi e la misura percentuale di ciascuna menomazione anatomo-funzionale e dei suoi riflessi negativi sulla capacità lavorativa.

La tabella elenca sia infermità specifiche con una percentuale “fissa”, sia infermità con perdita della capacità lavorativa di dieci punti, utilizzate nei casi di più difficile codificazione. Il valore fisso può essere ridotto o aumentato di cinque punti in base alla condizione specifica del soggetto. Rimane un aspetto di discrezionalità affidato alla Commissione medica giudicante. Altre infermità non tabellate possono essere valutate con criterio analogico.

La Tabella delle percentuali di invalidità è contenuta nell’Allegato 1 del Decreto Ministeriale, insieme alla tabella ordinata per fasce percentuali d’invalidità e di correlazione dei numeri di codice con quelli della classificazione internazionale delle menomazioni dell’O.M.S.

Per la determinazione definitiva della percentuale di invalidità, la Commissione medica dovrà attenersi al Decreto, con un margine discrezionale di ±5%.

Calcolo percentuale di invalidità con unica infermità

Nel caso di un’unica infermità, la percentuale base di invalidità permanente viene espressa utilizzando la percentuale fissa di invalidità presente in tabella se l’infermità corrisponde esattamente alla voce tabellare, oppure la misura percentuale di invalidità individuata dalla Commissione se la patologia è elencata con una fascia minima e massima. Per le malattie rare e altre patologie non elencate in tabella, l’infermità viene valutata in modo analogico rispetto a infermità simili e della stessa gravità.

Calcolo percentuale di invalidità con infermità plurime

Per le persone che hanno diverse malattie o una singola malattia che causa molteplici problemi di salute, ci sono regole specifiche per valutarne l’invalidità. Queste regole stabiliscono che, anziché semplicemente sommare le percentuali di ogni singolo problema, si utilizza una formula speciale per ottenere una valutazione complessiva.

Dopo aver valutato ogni singolo problema separatamente, si usa una formula matematica chiamata formula di Balthazard. Questa formula prende le percentuali di invalidità di ciascun problema e le combina