Nel 2026 la Legge 104 continua a garantire i permessi retribuiti e il congedo straordinario ma intorno a queste tutele si è formato un quadro più ampio di agevolazioni. Alle regole ormai stabilizzate dopo il Dlgs 105/2022 si affiancano infatti la Prestazione Universale per gli anziani non autosufficienti, le nuove ore di assenza retribuita introdotte dalla Legge 106/2025 in vigore dal 1° gennaio 2026, e la riforma della disabilità che, in modo graduale, sta cambiando il percorso della domanda all’INPS.
Per capire quali benefici spettano davvero nel 2026 ai disabili e ai loro caregiver familiari, conviene quindi distinguere bene tra permessi 104, congedi e misure economiche collegate.
- Permessi retribuiti senza più referente unico
- Verbale, domanda INPS e ricovero restano il filtro d’ingresso
- La riforma della disabilità incide sulla domanda INPS
- Tre giorni, ore giornaliere e cumulo tra più assistiti
- Dieci ore extra per cure che si affiancano alla 104
- Congedo biennale con convivente di fatto
- Accompagnamento e Prestazione Universale nel 2026
Permessi retribuiti senza più referente unico
I permessi retribuiti della Legge 104 continuano a spettare ai lavoratori dipendenti con disabilità grave e a chi assiste un familiare con disabilità grave accertata ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 104/1992. In base al Dlgs 105/2022, non esiste più il vincolo del referente unico dell’assistenza. Questo significa che i tre giorni mensili possono essere fruiti da più aventi diritto in modo alternato per la stessa persona con disabilità grave, senza moltiplicare il monte complessivo dei giorni. Resta inoltre possibile per lo stesso lavoratore assistere più familiari, nei limiti e con i requisiti di parentela previsti dalla normativa.
Restano inoltre le altre tutele lavorative collegate alla 104 per i caregiver familiari. Chi assiste un congiunto con disabilità grave conserva, nei limiti organizzativi previsti dalla legge, il diritto a non essere trasferito senza consenso e a chiedere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al domicilio della persona assistita.
Verbale, domanda INPS e ricovero restano il filtro d’ingresso
Per accedere ai benefici serve sempre il verbale che attesta la disabilità grave e la relativa domanda all’INPS. Sul piano pratico, la comunicazione al datore di lavoro si fonda sul riconoscimento già validato dall’Istituto e resta il passaggio essenziale anche nel 2026, mentre la nuova sperimentazione della riforma della disabilità incide soprattutto sul certificato medico introduttivo e sulla fase di avvio della pratica. Resta ferma anche la regola sul ricovero a tempo pieno, che in via generale esclude permessi e congedo straordinario quando la persona assistita è ospitata in una struttura che assicura assistenza sanitaria continuativa. Le eccezioni oggi riconosciute restano queste:
- il ricovero si interrompe per visite o terapie esterne debitamente certificate;
- la persona assistita è in stato vegetativo persistente oppure con prognosi infausta a breve termine;
- la struttura sanitaria richiede in modo documentato la presenza del familiare.
La riforma della disabilità incide sulla domanda INPS
Dal 1° marzo 2026 la riforma della disabilità è entrata in una nuova fase sperimentale con l’allargamento a 60 province del nuovo iter gestito dall’INPS. La novità, per ora, riguarda soprattutto il procedimento di accertamento e la presentazione del certificato medico introduttivo, che in questi territori dà avvio alla valutazione di base.
Per chi chiede oggi permessi, congedi o misure assistenziali, la conseguenza pratica è soprattutto documentale e procedurale. I diritti previsti dalla Legge 104 non vengono riscritti nel 2026 ma in una parte del territorio cambia il canale con cui si forma il presupposto sanitario che poi consente di attivare i benefici sul lavoro e le prestazioni collegate facendo domanda di riconoscimento della Legge 104.
Tre giorni, ore giornaliere e cumulo tra più assistiti
Per il lavoratore con disabilità grave i permessi restano alternativi tra loro: si possono usare tre giorni al mese, anche frazionabili in ore, oppure due ore di permesso giornaliero, che diventano una sola ora quando l’orario di lavoro giornaliero è inferiore a sei ore. La scelta resta personale e non si cumula con le altre modalità per lo stesso mese.
Il caregiver familiare, invece, può cumulare i permessi quando assiste più soggetti con disabilità grave, ma solo nei casi consentiti dalla legge e senza uscire dal perimetro dei rapporti di parentela richiesti. Allo stesso tempo, il lavoratore con disabilità grave può essere assistito da un altro familiare avente diritto, perché i permessi del disabile per sé e quelli del caregiver per l’assistenza non devono necessariamente coincidere.
Dieci ore extra per cure che si affiancano alla 104
La novità più “fresca” in ambito lavoro non nasce però dentro la Legge 104. Con le nuove tutele della Legge 106, dal 1° gennaio 2026 sono entrate in vigore dieci ore annue aggiuntive di permesso retribuito per visite, esami e cure, riconosciute ai lavoratori dipendenti con invalidità almeno pari al 74% dovuta a patologie oncologiche, croniche o invalidanti, oltre che ai genitori di figli minori nelle stesse condizioni.
Queste ore non sostituiscono i tre giorni mensili della 104 e non ne cambiano i requisiti, ma si aggiungono alle tutele già esistenti. Chi rientra nella platea della Legge 106 può quindi affiancare questa nuova finestra di assenza alle tutele ordinarie, mentre gli altri continuano a muoversi nel perimetro tradizionale della 104.
Congedo biennale con convivente di fatto
Il congedo straordinario biennale resta una delle tutele più rilevanti per chi assiste un familiare con disabilità grave convivente. La platea allargata dal Dlgs 105/2022 è ormai consolidata anche nel 2026 e comprende, in cima all’ordine di priorità, non solo il coniuge o la parte dell’unione civile convivente, ma anche il convivente di fatto.
La durata massima continua a essere di due anni nell’arco della vita lavorativa, fruibili anche in modo frazionato ma non a ore. Il beneficio spetta ai caregiver e non al lavoratore disabile per sé stesso, richiede la convivenza con la persona assistita e continua a seguire l’ordine di priorità fissato dalla normativa e dalle istruzioni INPS.
NB: permessi e congedo straordinario non spettano ai seguenti lavoratori:
- i lavoratori domestici e familiari;
- i lavoratori a domicilio;
- gli agricoli a tempo determinato occupati a giornata;
- i lavoratori autonomi e i parasubordinati.
Accompagnamento e Prestazione Universale nel 2026
Tra le misure economiche che ruotano attorno al sistema di tutele della disabilità, nel 2026 resta centrale l’indennità di accompagnamento, rivalutata a 551,53 euro al mese nel 2026. A questa si affianca, ma solo per una platea molto selettiva, la Prestazione Universale prevista dal Decreto Anziani.
La Prestazione Universale resta infatti sperimentale fino al 31 dicembre 2026 ed è destinata agli over 80 con bisogno assistenziale gravissimo, titolari di accompagnamento e con ISEE sociosanitario non superiore a 6mila euro. La quota integrativa può arrivare a 850 euro al mese ed è vincolata al pagamento di lavoro di cura o servizi qualificati.
Sul fronte del Ddl caregiver 2026, invece, non c’è ancora una misura strutturale già in vigore che modifichi oggi i benefici della 104.