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Green Pass per tutti i luoghi di lavoro dal 15 ottobre

di Barbara Weisz

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Green Pass per tutti i luoghi i lavoro, multe e stipendio sospeso per inadempienti, tamponi a pagamento ma calmierati: nuove regole Covid dal 15 ottobre.

Dal 15 ottobre Green Pass obbligatorio per l’accesso a tutti i luoghi di lavoro pubblici e privati, con la sospensione dello stipendio fin quando non si presenta la Certificazione Verde (pur con divieto di licenziamento) e sanzioni da 600 a 1.500 euro per chi elude i controlli e per chi non effettua i controlli (che sono in capo al datore di lavoro), che si svolgono secondo linee guida interne ad aziende e amministrazioni: lo prevede il nuovo Decreto Legge  approvato all’unanimità in Consiglio dei Ministri il 16 settembre, recante misure urgenti per assicurare lo svolgimento in sicurezza  del lavoro pubblico e privato mediante l’estensione dell’ambito applicativo della certificazione verde COVID-19  e il rafforzamento del sistema di screening. Tamponi gratuiti solo per chi non può fare il vaccino, altrimenti a 15 euro per gli adulti ed 8 euro per i minori di 18 anni.

Obbligo Green Pass sul lavoro: dove e per chi

Innanzitutto, viene introdotto l’obbligo di Green Pass per tutti i luoghi di lavoro, pubblici e privati dal 15 ottobre 2021 e fino al 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza. La regola si applica quindi in aziende, uffici, negozi, bar, ristoranti, esercizi commerciali, studi professionali. Oltre che nell’intero pubblico impiego.

L’obbligo non riguarda solo i lavoratori dipendenti ma anche collaboratori e via dicendo (tutti i soggetti che svolgono, a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa o di formazione o di volontariato, anche sulla base di contratti esterni): il green pass deve essere presentato da chiunque acceda per motivi di lavoro. Non c’è invece obbligo per i clienti tranne i casi in cui è già previsto (come per i posti a sedere al chiuso nei ristoranti).

Per le attività che oggi la richiedono scatta l’obbligo: per ristoratori, titolari e dipendenti di palestre e piscine, conducenti e personale dei mezzi di trasporto a lunga percorrenza si lavorerà con Green Pass. Per teatri e cinema, discoteche e palazzetti dello sport si rinvia la decisione su accessi e capienze, entro il 30 settembre. Parlamento e altri organi costituzionali (essendo autonomi) potranno autoregolamentarsi e adeguarsi all’obbligo, pronunciandosi entro il 15 ottobre.

Sanzioni e sospensioni

Chi si presenta al lavoro sprovvisto di Certificazione Verde viene considerato assente ingiustificato e dopo cinque giorni scatta la sospensione dalle mansioni e dallo stipendio, condizione che prosegue fino a quando il lavoratore non ottiene il documento (ma comunque non oltre il 31 dicembre 2021, almeno per ora). L’azienda non può però licenziare un dipendente per mancanza del Green Pass ma sono previste sanzioni per chi elude i controlli. Le multe da 600 a 1.500 euro sono per chi si reca a lavoro senza Green Pass (eludendo i controlli) e di conseguenza per chi non ha effettuato correttamente i controlli, quindi per il datore di lavoro.

Chi e come si effettuano i controlli

Il datore di lavoro stabilisce chi effettua i controlli (per esempio, un responsabile di reparto o di ufficio) e l’incaricato dovrà verificare se il collaboratore o dipendente ha il Green Pass. Nel pubblico per i dipendenti si dovrebbe usare analoga piattaforma che è stata predisposta per il personale scolastico, nel privato lo strumento potrebbe essere la app Verifica 19, attualmente usata da ristoratori ed altri luoghi con restrizioni. N.B.: a chi lavora in smart working non è richiesta Certificazione Verde.

=> Green Pass esteso a nuovi lavoratori

Tamponi a pagamento calmierati

Infine, il capitolo tamponi. Come è noto, il Green Pass si può ottenere per vaccinazione, avvenuta guarigione dal Covid oppure in caso di tampone negativo. La richiesta dei sindacati di tamponi gratuiti non è stata accolta, quindi un lavoratore no vax dovrà pagarsi da solo il test, a meno che la sua azienda non offra privatamente tale servizio. Ad ogni modo, viene stabilito un prezzo calmierato in farmacia (c’è obbligo di adeguarsi): 15 euro per i maggiorenni, 8 euro per i minorenni. Chi però è esentato dalla vaccinazione per ragioni mediche, e dunque ha diritto all’attestato di esenzione rilasciato ad effetti di legge, allora potrà ottenere il tampone gratuitamente.