Il nuovo programma MASE sulla mobilità sostenibile porta 500 milioni di euro nelle grandi aree urbane, con fondi destinati a Città metropolitane, Comuni capoluogo di Città metropolitane e Comuni capoluogo di provincia sopra i 50mila abitanti. Il decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale rende finanziabili progetti su trasporto pubblico, mobilità condivisa, logistica urbana, incentivi alla domanda e regolazione dei flussi, con un obiettivo specifico: ridurre l’inquinamento prodotto dagli spostamenti di persone e merci nelle città.
- Fondi MASE per la mobilità urbana
- Città metropolitane e Comuni ammessi ai fondi
- Riparto risorse tra città e capoluoghi
- Interventi finanziabili sulla mobilità sostenibile
- Trasporto pubblico, sharing e logistica urbana
- Proposte entro 45 giorni
- Progetti definitivi entro 18 mesi
- Anticipazione del 20% agli enti
- Qualità dell’aria e PUMS nel programma MASE
Fondi MASE per la mobilità urbana
Il decreto istituisce il Programma integrato di interventi sulla mobilità urbana e metropolitana, finanziato attraverso il Fondo per l’attuazione delle misure del Programma nazionale di controllo dell’inquinamento atmosferico. La dotazione complessiva è pari a 500 milioni di euro, distribuita su più annualità fino al 2029.
La misura nasce dentro la strategia nazionale per la qualità dell’aria e guarda soprattutto alle aree urbane più esposte a traffico, congestione e superamenti dei limiti di PM10 e ossidi di azoto. Il finanziamento sostiene progetti capaci di cambiare l’organizzazione degli spostamenti quotidiani, sia per le persone sia per le merci.
Città metropolitane e Comuni ammessi ai fondi
I beneficiari del programma sono tre categorie di enti locali. Il decreto include le Città metropolitane, i Comuni capoluogo di Città metropolitane e i Comuni capoluogo di provincia con popolazione residente superiore a 50mila abitanti.
La ripartizione delle risorse considera popolazione residente, superfici interessate dal superamento dei valori limite di qualità dell’aria e attrattività della domanda di mobilità. Una quota è collegata anche ai nodi urbani individuati dalla rete trans-europea dei trasporti TEN-T e ai Comuni che hanno adottato o approvato il Piano urbano della mobilità sostenibile.
Riparto risorse tra città e capoluoghi
Il programma assegna le risorse principali ai beneficiari territoriali secondo tre blocchi di finanziamento:
- le Città metropolitane ricevono 123,625 milioni di euro;
- i Comuni capoluogo di Città metropolitana ricevono 123,625 milioni di euro;
- i Comuni capoluogo di provincia sopra 50mila abitanti ricevono 247,2 milioni di euro.
La somma destinata direttamente agli enti beneficiari arriva a 494,45 milioni di euro. Le risorse residue servono al supporto tecnico e amministrativo previsto dal decreto, con il coinvolgimento di una società in house del Ministero e dell’ANCI.
Interventi finanziabili sulla mobilità sostenibile
I progetti devono riguardare almeno due linee di intervento tra quelle previste dal decreto. Il programma finanzia azioni capaci di incidere sui servizi urbani, sui dati di mobilità, sulle abitudini di spostamento e sulla riduzione delle emissioni inquinanti. Le linee finanziabili comprendono:
- il rafforzamento del Mobility Management, con strumenti di coordinamento degli spostamenti urbani;
- il potenziamento del trasporto pubblico locale e della mobilità collettiva, condivisa e su richiesta;
- il sostegno alla logistica urbana sostenibile, per ridurre il peso ambientale della distribuzione merci;
- gli incentivi e le azioni a supporto della domanda di mobilità sostenibile;
- le misure di regolazione e governo della mobilità urbana.
Trasporto pubblico, sharing e logistica urbana
Il programma si muove nello stesso campo dei progetti già finanziati negli ultimi anni su trasporto pubblico, piattaforme digitali e mobilità come servizio. Il decreto, però, guarda in modo più ampio alla capacità delle città di combinare TPL, sharing, servizi on demand, dati sugli spostamenti e logistica urbana.
Per i Comuni, questo significa costruire progetti integrati: linee di trasporto più efficienti, servizi condivisi, informazione agli utenti, incentivi alla scelta di mezzi meno inquinanti e strumenti di analisi dei flussi. La logistica urbana entra tra le priorità perché le consegne nelle aree dense incidono su traffico, emissioni e uso dello spazio pubblico.
Proposte entro 45 giorni
Gli enti beneficiari devono presentare al MASE una proposta progettuale entro 45 giorni dalla pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale (avvenuta il 21-5-2026). La proposta deve essere completa del CUP e riferita ad almeno due linee generali di intervento tra quelle previste dal programma.
L’invio avviene via PEC alla Direzione competente del Ministero. Dopo la scadenza, il MASE ha 30 giorni per approvare le proposte ammissibili, previa verifica della coerenza con le linee di intervento indicate dal decreto.
Progetti definitivi entro 18 mesi
Dopo l’approvazione della proposta, i beneficiari hanno 18 mesi per presentare il progetto, con cronoprogramma, quadro tecnico-economico, CUP, stima dei benefici ambientali attesi e indicazione delle voci di spesa finanziate.
Il decreto richiede anche gli atti relativi al Piano urbano della mobilità sostenibile e alla nomina del Mobility Manager d’Area per gli enti tenuti a questi adempimenti. I progetti approvati devono essere realizzati entro 28 mesi, con ulteriori 4 mesi per la documentazione tecnica e contabile.
Anticipazione del 20% agli enti
Il trasferimento dei fondi prevede una anticipazione complessiva del 20% delle risorse assegnate. La prima quota, pari al 10%, viene erogata entro 45 giorni dall’approvazione della proposta; la seconda porta l’anticipo al 20% dopo l’approvazione del progetto.
Le tranche successive sono collegate alle richieste di rimborso presentate dagli enti in base allo stato di avanzamento degli interventi. Il decreto prevede controlli, monitoraggio e possibilità di revoca delle risorse in caso di mancata presentazione o mancata realizzazione dei progetti.
Qualità dell’aria e PUMS nel programma MASE
Il legame con i Piani urbani della mobilità sostenibile è uno dei criteri chiave del decreto. Per gli enti obbligati, l’adozione o l’approvazione del PUMS diventa condizione per accedere ai finanziamenti; per altri Comuni, la presenza del piano può rafforzare la posizione nella ripartizione delle risorse.
Il programma affianca gli investimenti già avviati su trasporto rapido di massa, autobus, ciclabilità e nodi urbani. In questo quadro, i fondi MASE mirano soprattutto alla parte di servizio: organizzazione della mobilità, dati, incentivi, logistica e abitudini di spostamento.