Demansionamento: quando c’è danno biologico

di Redazione PMI.it

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La sentenza della Cassazione che chiarisce quando il datore di lavoro deve risarcire il dipendente per danno biologico causato dalle diverse condizioni di lavoro imposte.

Cambiamenti sostanziali e peggiorativi delle condizioni di lavoro dei dipendenti, come il demansionamento, possono costare caro ai datori di lavoro, i quali potrebbero essere condannati a risarcire il dipendente per il danno biologico subito.

Danno da demansionamento

É quanto avvenuto nel caso esaminato dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 17365/2018 in cui il danno biologico per la malattia era stato accertato dalla ctu, che ne aveva accertato la riconducibilità causale con il dedotto mutamento delle condizioni di lavoro, avendo il datore obbligato il lavoratore a lunghe pause nella prestazione giornaliera (di ben 6 ore) senza concedere la possibilità di tornare a casa.

Onere della prova

I giudici confermano inoltre che nell’ipotesi di demansionamento spetta all’azienda, nell’ambito della facoltà di cambiamento degli orari di servizio, dimostrare di aver destinato il dipendente a mansioni coerenti con le competenze tecniche acquisite in precedenza. In caso contrario il datore di lavoro è obbligato al risarcimento in via equitativa.