Il Canone Unico Patrimoniale entra stabilmente nell’area dei tributi locali. Le Sezioni Unite della Cassazione, con la sentenza n. 12225 del 1° maggio 2026, hanno chiarito che il CUP previsto dalla Legge n. 160/2019 ha natura tributaria “in ogni caso”. La conseguenza incide su Comuni, Province, Città metropolitane, concessionari della riscossione, imprese e contribuenti: le liti sugli avvisi di accertamento relativi al canone unico vanno davanti al giudice tributario.
Canone unico patrimoniale qualificato come tributo
La pronuncia riguarda il Canone Unico Patrimoniale tra i tributi locali, introdotto dall’articolo 1, commi da 816 a 847, della Legge n. 160/2019. Il CUP ha sostituito diversi prelievi locali legati all’occupazione di suolo pubblico, all’esposizione pubblicitaria e alle pubbliche affissioni.
La novità riguarda soprattutto dehors, cantieri, impianti pubblicitari, insegne, mezzi promozionali e concessioni collegate all’uso di spazi pubblici. La sentenza n. 12225/2026 chiude il contrasto interpretativo sulla natura del Canone Unico Patrimoniale e offre agli enti locali una linea applicativa più stabile.
La Cassazione valorizza la struttura sostanziale del prelievo: obbligo imposto dalla legge, collegamento a un presupposto economicamente rilevante e destinazione del gettito al finanziamento della spesa pubblica. Da questi elementi deriva la qualificazione tributaria del canone, anche se la denominazione usata dal legislatore richiama la natura patrimoniale.
Ricorsi sugli avvisi davanti al giudice tributario
L’effetto immediato riguarda la giurisdizione. Le controversie sugli avvisi di accertamento esecutivo relativi al Canone Unico Patrimoniale spettano alle Corti di giustizia tributaria, secondo le regole del processo tributario.
Per imprese e contribuenti, la qualificazione incide sulla scelta del giudice, sui termini di ricorso, sul valore della lite e sulle regole processuali applicabili. Per gli enti locali, la sentenza orienta la redazione degli atti e le indicazioni da inserire negli avvisi notificati ai soggetti tenuti al pagamento.
Occupazione suolo pubblico e pubblicità
Il Canone Unico Patrimoniale comprende due presupposti principali: l’occupazione di aree pubbliche e la diffusione di messaggi pubblicitari. La sentenza considera unitario il prelievo, superando le incertezze nate dalla precedente coesistenza di entrate tributarie e patrimoniali.
Il CUP ha infatti accorpato TOSAP, imposta comunale sulla pubblicità, diritto sulle pubbliche affissioni, canone per l’installazione dei mezzi pubblicitari, COSAP e alcune entrate legate al Codice della strada. La nuova qualificazione vale per l’intero canone, con riflessi anche sulle liti collegate alla tassa sulle insegne pubblicitarie e calcolo del CUP.
Riforma delle liti tributarie
La nuova qualificazione del CUP aiuta a individuare rito, giudice e regole di calcolo della lite. Per controversie di importo contenuto, la causa può rientrare nella competenza del giudice unico della Corte di giustizia tributaria di primo grado, secondo la disciplina vigente. La decisione si inserisce nel nuovo assetto delle liti tributarie, che dal 2026 attribuisce al giudice monocratico le controversie fiscali fino a 10mila euro in primo grado. Anche le liti sul canone unico devono quindi essere valutate in base al valore del tributo contestato.