Il Piano Sociale per il Clima ha ricevuto il via libera del Consiglio dei ministri del 4 agosto con una dotazione complessiva di 9,3 miliardi di euro. Il testo aggiorna in profondità quello presentato nel 2025 e concentra gli interventi su quattro direttrici: riqualificazione energetica degli edifici, elettrificazione dei consumi domestici, Bonus Sociale Energia Plus e mobilità pubblica. Le misure saranno attuate tra il 2027 e il 2032, in parallelo con l’avvio dell’ETS2 europeo previsto dal 2028, dopo il completamento dell’iter con la Commissione europea.
In sintesi:
- alla riqualificazione energetica degli edifici sono destinati 3,2 miliardi di euro per edilizia residenziale pubblica e immobili delle microimprese vulnerabili;
- una nuova misura da 95,2 milioni di euro sostiene l’elettrificazione dei consumi di circa 865mila famiglie, anche attraverso l’aumento della potenza disponibile per pompe di calore e piani a induzione;
- il Bonus Sociale Energia Plus dispone di 1,34 miliardi di euro e sarà rivolto dal 2028 alle famiglie con ISEE fino a 25.000 euro;
- ai trasporti sono destinati circa 4,6 miliardi di euro, fra potenziamento della mobilità pubblica e Conto Mobilità da 100, 200 o 400 euro per gli utenti vulnerabili.
- Il Piano Clima 2026 approvato dal Governo
- Le nuove misure rispetto al Piano 2025
- Riqualificazione energetica degli edifici da 3,2 miliardi
- Elettrificazione dei consumi per 865mila famiglie
- Bonus Sociale Energia Plus con ISEE fino a 25mila euro
- Quasi 2,9 miliardi per trasporto pubblico e mobilità condivisa
- Conto Mobilità fino a 400 euro dal 2027
- Quando partiranno i nuovi bonus del Piano Clima
Il Piano Clima 2026 approvato dal Governo
Il Piano Sociale per il Clima dispone di circa 9,3 miliardi di euro fino al 2032, di cui 7 miliardi finanziati dal Fondo sociale per il clima europeo e 2,3 miliardi di cofinanziamento nazionale. Il Piano italiano dà attuazione al Regolamento (UE) 2023/955 del 10 maggio 2023 ed è rivolto in particolare a famiglie vulnerabili, microimprese vulnerabili e utenti vulnerabili dei trasporti.
La ragione degli interventi è legata soprattutto all’ETS2 per edifici e trasporto stradale, il nuovo sistema europeo di scambio delle quote di emissione che sarà pienamente applicato dal 2028. Gli obblighi di acquisto delle quote ricadono sui fornitori dei combustibili interessati, con il rischio che il relativo costo si trasferisca sui prezzi di gas, carburanti e altri prodotti energetici utilizzati da famiglie e imprese.
Il Piano punta quindi a ridurre l’esposizione ai combustibili fossili attraverso interventi strutturali su edifici, consumi e mobilità, affiancandoli a forme temporanee di sostegno economico per le categorie più esposte ai rincari.
Le nuove misure rispetto al Piano 2025
La versione arrivata al Consiglio dei ministri nel 2026 modifica alcune delle misure indicate dal MASE nell’agosto 2025. Il confronto permette di distinguere gli interventi confermati da quelli riscritti:
| Intervento | Piano 2025 | Testo 2026 |
|---|---|---|
| Edifici | 3,2 miliardi per ERP e immobili delle microimprese vulnerabili. | Dotazione confermata, con obiettivi e destinatari definiti in maggiore dettaglio. |
| Consumi domestici | Nessuna misura autonoma fra i quattro interventi principali. | 95,2 milioni per l’elettrificazione di circa 865mila famiglie vulnerabili. |
| Sostegno energia | Bonus Sociale Gas Plus da 1,375 miliardi. | Bonus Sociale Energia Plus da 1,34 miliardi, con ISEE fino a 25.000 euro. |
| Mobilità pubblica | 3,105 miliardi per servizi di mobilità e hub di prossimità. | Circa 2,9 miliardi per servizi e infrastrutture di mobilità pubblica, collettiva e condivisa. |
| Conto Mobilità | 1,74 miliardi per portafogli digitali destinati agli utenti vulnerabili. | Dotazione confermata, con importi annuali di 100, 200 o 400 euro determinati dall’indice di vulnerabilità. |
La modifica più evidente riguarda il sostegno ai consumi energetici: il precedente Bonus Sociale Gas Plus viene sostituito dal Bonus Sociale Energia Plus sulla bolletta elettrica, mentre compare una linea distinta destinata all’elettrificazione dei consumi domestici.
Riqualificazione energetica degli edifici da 3,2 miliardi
Alla riqualificazione energetica degli edifici sono destinati 3,2 miliardi di euro nel periodo 2027-2032. Gli interventi riguardano in particolare il patrimonio di edilizia residenziale pubblica con le prestazioni energetiche peggiori e gli immobili utilizzati dalle microimprese vulnerabili.
Per l’edilizia residenziale pubblica il Piano punta alla riqualificazione di circa 15,6 milioni di metri quadrati, concentrandosi soprattutto sugli alloggi in classe energetica F e G. Sul versante delle microimprese, gli interventi potranno interessare anche impianti fotovoltaici abbinati a pompe di calore, così da ridurre contemporaneamente consumi ed esposizione ai combustibili fossili.
Questi investimenti si affiancano agli obiettivi europei della Direttiva UE Case Green sulla riqualificazione energetica degli edifici, che impone agli Stati membri un progressivo miglioramento delle prestazioni del patrimonio immobiliare.
Per i lavori effettuati nel 2026 rimangono intanto disponibili le agevolazioni fiscali per la riqualificazione energetica: l’Ecobonus riconosce una detrazione del 36%, elevata al 50% per gli interventi sull’abitazione principale quando ricorrono i requisiti previsti.
Elettrificazione dei consumi per 865mila famiglie
Il Piano introduce uno stanziamento di 95,2 milioni di euro dal 2027 al 2032 per favorire l’elettrificazione dei consumi domestici di circa 865mila famiglie vulnerabili. L’intervento agisce su uno degli ostacoli che possono frenare la sostituzione degli apparecchi alimentati da combustibili fossili con soluzioni elettriche.
Il contributo può finanziare l’aumento della potenza contrattuale della fornitura elettrica, ad esempio da 3 kW a 4,5 o 6 kW, insieme ai costi tecnici e amministrativi collegati alla modifica. Una disponibilità maggiore consente di utilizzare più facilmente apparecchi ad assorbimento elevato, fra cui pompe di calore e piani a induzione.
Le pompe di calore assumono un ruolo anche negli interventi destinati alle microimprese, dove il Piano prevede la possibilità di abbinarle agli impianti fotovoltaici. L’obiettivo è ridurre il ricorso alle caldaie alimentate da combustibili fossili e spostare una quota crescente dei consumi verso l’elettricità.
Bonus Sociale Energia Plus con ISEE fino a 25mila euro
Il nuovo Bonus Sociale Energia Plus dispone di 1,34 miliardi di euro ed è programmato dal 2028 al 2031. La platea indicata dal Piano comprende circa quattro milioni di famiglie all’anno con ISEE fino a 25.000 euro.
L’importo sarà riconosciuto direttamente nella bolletta elettrica e sarà differenziato sulla base di più elementi. Oltre alla situazione economica della famiglia, saranno considerate la zona climatica dell’abitazione e la stima dell’incidenza dell’ETS2 sui costi energetici sostenuti dal nucleo.
La collocazione geografica acquista quindi un peso specifico perché il fabbisogno energetico per il riscaldamento varia fra le diverse zone climatiche italiane. La combinazione fra ISEE, caratteristiche territoriali ed esposizione ai rincari servirà a modulare il valore effettivo del sostegno.
Il Bonus Energia Plus previsto dal 2028 è distinto dal bonus bollette per ISEE fino a 25.000 euro previsto nel 2026 e 2027, che segue requisiti, importi e modalità di riconoscimento differenti.
Quasi 2,9 miliardi per trasporto pubblico e mobilità condivisa
Il Piano destina circa 2,9 miliardi di euro allo sviluppo e al potenziamento dei servizi di mobilità pubblica, collettiva e condivisa, con interventi programmati principalmente fra il 2028 e il 2032. Le risorse finanzieranno anche infrastrutture e hub destinati a migliorare l’integrazione fra diverse modalità di trasporto.
La finalità è migliorare l’accesso al trasporto pubblico nelle aree più svantaggiate e ridurre la dipendenza dall’auto privata, soprattutto per chi sostiene costi elevati per gli spostamenti quotidiani o dispone di un’offerta di mobilità ridotta.
Accanto al rafforzamento dell’offerta, il Piano interviene direttamente sulla domanda attraverso il Conto Mobilità, destinato agli utenti che presentano condizioni di vulnerabilità economica e difficoltà di accesso ai servizi di trasporto.
Conto Mobilità fino a 400 euro dal 2027
Il Conto Mobilità dispone di 1,74 miliardi di euro per il periodo 2027-2032 ed è destinato alle persone in condizione di povertà dei trasporti. L’accesso è previsto per chi ha un ISEE fino a 20.000 euro, mentre l’importo dipende dall’indice di vulnerabilità assegnato al beneficiario.
Il Piano individua tre livelli di contributo annuale:
- con un indice di vulnerabilità tra 35 e 54 punti, il Conto Mobilità vale 100 euro all’anno;
- con un indice compreso tra 55 e 79 punti, il Conto Mobilità vale 200 euro all’anno;
- con un indice pari o superiore a 80 punti, il Conto Mobilità vale 400 euro all’anno.
Il punteggio considera la situazione economica e il costo della mobilità. L’ISEE rappresenta una delle componenti principali, mentre la distanza legata agli spostamenti può attribuire fino a 20 punti; ulteriori fattori di vulnerabilità completano l’indice utilizzato per determinare l’accesso e il valore del beneficio.
Una tutela rafforzata è prevista per alcune categorie con particolari esigenze di mobilità, fra cui persone con disabilità, caregiver familiari e persone sottoposte a trattamenti sanitari continuativi che richiedono spostamenti frequenti.
Il beneficio sarà gestito attraverso un portafoglio digitale per i trasporti, utilizzabile per acquistare titoli di viaggio e servizi ammessi dalla misura. I valori di 100, 200 e 400 euro dipendono quindi dal livello di vulnerabilità e non da una riduzione automatica dell’importo con il trascorrere degli anni.
Quando partiranno i nuovi bonus del Piano Clima
Il calendario del Piano Sociale per il Clima varia in base all’intervento. Riqualificazione degli edifici, elettrificazione dei consumi e Conto Mobilità sono programmati a partire dal 2027, mentre il Bonus Sociale Energia Plus è previsto dal 2028 al 2031 e gli investimenti sulla mobilità pubblica si concentrano soprattutto dal 2028.
Le date indicate rappresentano il programma previsto dal Piano. Dopo il passaggio in Consiglio dei ministri, il documento deve essere trasmesso alla Commissione europea per il negoziato formale e la successiva approvazione; saranno poi necessari gli atti nazionali previsti per rendere effettivamente accessibili i singoli interventi.